Ecco la view di Canegrati Senior Analyst a BP PRIME.

La sterlina è scesa a 1,2717 (-0,06%) contro il dollaro nella giornata di ieri (4 dicembre, 3:03 pm GMT).

Le trattative tra Regno Unito e Unione Europea sono finalmente giunte ad una svolta. Il Primo Ministro Theresa May è, infatti, riuscita a trovare un accordo con l’Unione Europea sulle modalità di uscita di Londra dal blocco continentale. Dopo il via libera da parte del Consiglio Europeo dello scorso 25 novembre, tuttavia, l’accordo dovrà ora superare lo scoglio decisivo del voto da parte del Parlamento inglese, il prossimo 11 dicembre. Nel caso di bocciatura, per il premier May ci potrebbero essere le dimissioni. Ad aggravare la situazione ci ha pensato anche il presidente americano Donald Trump, che ha definito la proposta di accordo di Theresa May nociva per il Regno Unito e vantaggiosa soltanto per l’Europa, aggiungendo che i rapporti commerciali con gli Stati Uniti si farebbero più complicati nel caso l’accordo diventasse definitivo.

La Banca d’Inghilterra, all’unanimità, ha mantenuto invariati i tassi di interesse durante il suo ultimo comitato di politica monetaria, dopo che il governatore Mark Carney è stato confermato alla guida della banca centrale fino alla fine del gennaio 2020, per attenuare qualsiasi potenziale ricaduta negativa della Brexit. La Banca d’Inghilterra ha recentemente stimato che una Brexit caotica causerebbe la peggiore recessione dal dopoguerra nel Regno Unito e creerebbe più danni dell’ultima crisi finanziaria. Entro un anno dall’uscita dalla Unione, ha inoltre stimato la Boe, il Pil britannico subirebbe una contrazione del -8%, la sterlina del -25% e i prezzi immobiliari del -30%.