Ecco la view di Canegrati Senior Analyst a BP PRIME.

Il futuro del Regno Unito, e della Sterlina, passerà per la decisione del Parlamento del prossimo 15 gennaio. In quella data, infatti, i parlamentari britannici dovranno esprimersi sul piano Brexit concordato dal primo ministro Theresa May con l’Unione Europea nel novembre scorso. Dopo che a Dicembre la stessa May ha rimandato la consultazione, valutandone la sconfitta sicura, settimana prossima dovrebbe essere la volta buona. Il risultato del voto è, tuttavia, del tutto incerto, dal momento che si sta verificando una mobilitazione generale senza precedenti da parte dei favorevoli e contrari, sull’opportunità di votare sì piuttosto che no. Il partito conservatore è estremamente spaccato al suo interno, nonostante abbia rinnovato la sua fiducia alla premier solo pochi giorni fa, su un piano giudicato troppo sfavorevole al Regno Unito, persino dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Molti analisti politici ritengono improbabile un esito positivo. Il problema è che, in questo caso, nessuno è in grado di predire cosa potrebbe accadere, se non un caos generalizzato che riguarderebbe sia la scena politica, con le dimissioni della May date quasi per certe e con possibile ritorno alle urne, sia l’economia, già fortemente penalizzata negli ultimi due anni dalla vittoria dei "Leave" nel referendum. Da capire poi se un altro referendum potrebbe tenersi davvero.

Anche la Sterlina rischia di essere travolta dalle sorti del voto. Già la valuta britannica viaggia poco al di sopra della soglia dell’1,1 contro l’euro (1,1120 alle 10:44 PM GMT), ed è scesa addirittura al di sotto nel famoso episodio di crash verificatosi settimana scorsa. Il peggio, tuttavia, potrebbe ancora dover arrivare, in caso di bocciatura del piano May il prossimo 15 gennaio. Se questa dovesse avvenire, infatti, la valuta britannica potrebbe crollare addirittura fino alla parità nei confronti dell’euro, dal momento che gli investitori dovrebbero considerare la messa in atto dei cosiddetti “contingency plan” da parte delle aziende, che avrebbero un effetto devastante sull’economia.