Lo Yo Yo valutario non accenna a fermarsi

Se il dato sui payrolls della scorsa settimana doveva chiarire la situazione e le price action delle principali coppie di valute, nella realtà dei fatti ha avuto invece l’effetto opposto. Di S.Berlinzani

Se il dato sui payrolls della scorsa settimana doveva chiarire la situazione e le price action delle principali coppie di valute, come si credeva, ebbene nella realtà dei fatti ha avuto invece l’effetto opposto di creare ancora più confusione di quanta effettivamente già non ce ne sia. Non c’è alcuna tendenza, ma c’e’ grande volatilità in una fase caratterizzata da incertezza decisionale da parte dei principali attori che non sanno letteralmente che pesci prendere. Il dollaro sale o scende, e l’Euro cosa fa con tutti i problemi del Vecchio Continente? E lo Yen perché continua a rimanere sostenuto? A leggere i commenti in giro c’e’ da rimanere di stucco in quanto da più parti si legge che le manovre di quantitative easing Usa e il rischio di downgrade del debito non possono e non potranno che avere effetti negativi sul cambio del biglietto verde, ma qualcun altro scrive che invece la ripresa economica toccherà gli States prima degli altri con effetti distorsivi sui prezzi e sull’inflazione tali da costringere la Fed ad alzare repentinamente i tassi. In aggiunta alcuni analisti affermano che cambieranno gli scenari degli ultimi 25 anni in cui i paesi debitori (come gli Stati Uniti) hanno avuto enormi benefici dalla svalutazione della propria divisa, pagata invece da coloro che detengono enormi quantità di dollari (Cina in testa) ed oggi la protesta dei detentori di credito verso gli Usa non accetteranno più una svalutazione competitiva del biglietto verde, tale per cui il dollaro,secondo questa tesi, tenderà a rivalutarsi decisamente. In ogni caso anche la price action dimostra che c’e’ tensione e caos, basti vedere le dinamiche degli ultimi due giorni con l’Eurusd dapprima in calo in meno di 24 ore da 1.4260 a 1.3800 sulle notizie legate contemporaneamente ad aspettative di rialzo dei tassi in Usa e ad un declino dell’Euro voluto dalle autorità europee e dalla sfiducia verso le Istituzioni Europee in seguito al fallimento delle elezioni Europee (in termini di astensionismo generale), e successivamente un Eurusd che ieri pomeriggio e’ ritornato a salire repentinamente tornando in area 1.4100 senza che vi siano state particolari notizie negative per il biglietto verde.