I mercati azionari sono davanti a un “muro di preoccupazioni” generate da vari eventi. Dopo l’entusiasmo iniziale per i negoziati commerciali fra USA e Cina protrattisi per tre giorni, la mancanza di progressi concreti e il silenzio dei partecipanti stanno spingendo gli investitori verso la prudenza. È stata raggiunta una tregua? Ancora non si sa. Nonostante l’ascesa dell’indice Hang Seng, salito per il quinto giorno consecutivo, del +0,22%, le borse asiatiche sono in difficoltà. Sta emergendo il rallentamento dell’economia cinese: i dati IPC e IPP di dicembre inferiori alle attese, pari all’1,90% e allo 0,90%, coincidono con i minimi da 6 e 27 mesi; il calo delle vendite di auto nel 2018, il primo da 20 anni, e i dazi americani del 25% (in rialzo dal 10%) su merci cinesi per un valore di USD 200 miliardi in vigore dal 2 marzo 2019. Anche le piazze europee sono deboli, il piano per la Brexit della premier britannica May non piace al suo parlamento, che il 15 gennaio dovrebbe bocciare i termini proposti nell’Accordo di Recesso.

L’USD si sta riprendendo dal brusco calo di ieri (-0,71%), che l’aveva fatto scendere ai minimi dall’ottobre del 2018, dopo che la Federal Reserve Usa ha detto che nel 2019 sarà cauta nel tagliare i tassi d’interesse. Attualmente a 1,1525, la coppia EUR/USD dovrebbe flettere verso 1,15.

By Vincent Mivelaz