Il petrolio si stabilizzerà

By Peter Rosenstreich

Il WTI sta costruendo una base sopra il manico a $60. In prospettiva, durante l’estate il greggio continuerà a stabilizzarsi. Le condizioni di mercato più tese che prevediamo si basano sulla domanda per la stagione degli spostamenti in auto estivi negli USA e sulle basse scorte di benzina. La posizione molto solida delle famiglie indica che, nel 2019, la spese per le ferie estive sarà cospicua. Sul fronte delle forniture, le sanzioni USA sulla produzione iraniana hanno generato un rallentamento a livelli che non si vedevano dal 2013 e la prevista manutenzione nel Mar del Nord e nel Mar Caspio frenerà la reazione immediata sulla produzione. Per il momento l’Arabia Saudita non ha aumentato la produzione, all’OPEC ha garantito una produzione di 10,3 milioni per gestire i prezzi più alti. Questa settimana, le notizie negative sugli scambi fra USA e Cina hanno pesato marginalmente sui prezzi del greggio.

Al di là degli sviluppi ciclici, rimaniamo costruttivi sui prezzi del petrolio per via delle più ampie variazioni strutturali. Da quando gli USA si sono ritirati unilateralmente dal piano d’azione congiunto globale (JCPOA), le tensioni fra i due paesi non hanno fatto altro che aumentare. Nel novembre 2018, gli USA hanno re-introdotto tutte le sanzioni sull’Iran, e gli USA hanno concesso delle esenzioni per sei mesi sul greggio importato dall’Iran. Il 22 aprile il Dipartimento di Stato USA ha annunciato che, dopo il 2 maggio 2019, non saranno più concesse esenzioni. La strategia geopolitica degli USA per gestire l’Iran si concentra sulla riduzione, fino alla completa eliminazione, dei ricavi dell’Iran basati sul petrolio. Lo sviluppo dei prezzi del petrolio continua a essere legato al calo della produzione iraniana e alla motivazione saudita di conquistare quote di mercato aumentando i livelli di produzione.