Nel 2019 il dollaro s’indebolirà

By Peter Rosenstreich

Il prossimo anno assisteremo a un rallentamento globale e a una flessione dell’USD. A intaccare l’attuale forza del biglietto verde saranno due fattori d’importanza cruciale: la Federal Reserve americana questa settimana alzerà i tassi e poi di nuovo nel 2019; l’impostazione della Banca Centrale Europea si sposterà sempre di più verso la normalizzazione. I mercati vedono prove di entrambi, ma il caos legato alla Brexit sta offuscando il quadro. Se la relazione fra Regno Unito e Unione Europea dovesse migliorare, l’USD sopravvalutato scenderà rapidamente.

A novembre l’inflazione USA è stata debole a causa del calo dei prezzi dei prodotti energetici, scesi del 4,1% in un mese. Le componenti non energetiche hanno mostrato un rialzo costante, infatti sia i prezzi dei generi alimentari, sia l’IPC di fondo sono saliti dello 0,2% su base mensile. I consumatori continuano a spendere, come emerso dalle solide cifre riferite alle vendite al dettaglio, ma la decisione delle famiglie di acquistare auto usate e di affittare, piuttosto che comprare, casa, è sintomo d’incertezza. In generale, l’economia va a gonfie vele, il che suggerisce pressioni inflazionistiche e tre rialzi dello 0,25% nel 2019. La Fed probabilmente si dirigerà verso la normalizzazione. La conferenza stampa di mercoledì offrirà al presidente della Fed Powell l’occasione per chiarire la sua opinione sulla volatilità del mercato e su ulteriori interventi sui tassi.

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