Nessuna soluzione UE sull’equivalenza della Borsa svizzera

By Vincent Mivelaz

L’Unione Europea ha confermato che, dal 31 dicembre, non prorogherà l’equivalenza della borsa svizzera. Le discussioni continuano: il Consiglio Federale svizzero dovrebbe rilasciare un comunicato formale, mentre il presidente della Confederazione e Capo del Dipartimento dell’Interno Alain Berset nei prossimi giorni discuterà la questione con il presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker. Una lettera recente dell’UE elenca le potenziali sanzioni contro la Svizzera. Per il momento, anche se solo il 30% dei volumi di trading in azioni svizzere avviene su piattaforme UE, ci aspettiamo un po’ di volatilità sui titoli elvetici.

Secondo l’UE, le azioni quotate sia in Svizzera che nell’UE vengono negoziate in modo consistente nell’Unione, per cui devono attenersi alle normative europee. I volumi di contrattazione delle azioni australiane, di Hong Kong e statunitensi sono inferiori, per cui non richiedono ulteriori regole. Un accordo istituzionale che garantisce poteri giudiziari alla Corte di Giustizia europea renderebbe le dispute più difficili e metterebbe a repentaglio le norme svizzere. Il governo elvetico ha vietato la negoziazione delle azioni svizzere sulle borse dell’UE, trovando il sostegno dell’Associazione dei Banchieri Svizzeri e della Federazione delle Multinazionali. Attualmente l’EUR/CHF scambia a 1,1336 e si avvicina alla fascia di 1,1350.

Si profila una delusione dalla Brexit

By Peter Rosenstreich

Da qui in poi la strada è tutta in discesa per il primo ministro Theresa May. Domani inizia il dibattito in parlamento e per l’11 dicembre è in programma il voto sulla Brexit. Rimaniamo negativi sulla coppia EUR/GBP, ci aspettiamo un ulteriore calo a 0,8810 quando l’accordo sarà bocciato.