Continua a preoccupare la situazione epidemiologica negli Stati Uniti. In due giorni sono stati quasi 128 mila i nuovi contagiati e salgono a più di 133 mila i decessi.

Preoccupano in particolar modo i tassi d’incremento dei contagi e soprattutto l’effetto sui nuovi decessi che tornano a salire.

L’amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni nei confronti di alcune personalità del partito comunista cinese. Le sanzioni sono state mirate verso il segretario di partito dello Xinjiang e altri 25 membri. Gli ufficiali obiettivo delle sanzioni sono ritenuti responsabili di multiple violazioni dei diritti umani contro la minoranza musulmana degli Uiguri.

Sul versante europeo l’incontro tra i vertici europei di mercoledì non ha portato a svolte significative. È stata confermata la volontà di trovare un accordo sul recovery fund entro la fine di luglio.

Giovedì pomeriggio il ministro dell’economia irlandese Paschal Donohoe è stato eletto nuovo presidente dell’Eurogruppo. Donohoe, sostenuto dal partito popolare europeo ha vinto la competizione contro la spagnola Calvino sostenuta dai socialisti.

Mercati

Atteggiamento di risk off a partire dal pomeriggio di ieri a Wall Street. L’indice S&P500 ha perso lo 0.56% in chiusura di sessione. Il DOW Jones ha chiuso a -1.39%, mentre il NASDAQ è rimasto in positivo a +0.53%. Negativa anche la sessione asiatica con i principali listini in negativo. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso a -1.06%, Shanghai a -1.95% e Hong Kong a -2.12%.

L’avvio della sessione europea è contrastato. Il DAX di Francoforte scambia a -0.17%, il CAC40 di Parigi a -0.37% e il FTSE100 di Londra a -0.33%. Milano invece rimane sopra la parità con il FTSE MIB che scambia a +0.16%.

Forex

La giornata di ieri ha visto un generalizzato avanzamento delle valute rifugio sulla fase di risk off sui mercati. Forte avanzamento del dollaro americano e dello yen giapponese, sotto pressione le emergenti.

EURUSD

Con le vendite sui mercati a partire da ieri pomeriggio il biglietto verde ha iniziato a flettere i muscoli. Il rapporto tra moneta unica e divisa statunitense ha visto infatti una ripida discesa da area 1.1350 fino a raggiungere 1.1250 e poi rimbalzare in avvio di sessione verso quota 1.1270.

USDJPY

Prosegue la fase di acquisto di yen giapponesi. Nonostante il rafforzamento del biglietto verde il cambio USDJPY torna a scendere sotto quota 107.00 attestandosi a 106.80 in avvio di sessione europea. Il clima di preoccupazione sui mercati dovrebbe continuare a mantenere il cambio debole in vista della conclusione della settimana.