Lo yuan cinese continuerà a scivolare sulle apprensioni per l’indebitamento eccessivo

By Arnaud Masset

I titoli azionari cinesi hanno chiuso in ribasso per il secondo giorno consecutivo, dopo che Standard & Poor’s ha tolto alla Cina il rating AA-. L’indice Shanghai Composite ha ceduto fino allo 0,90% negli ultimi due giorni, perché gli investitori hanno liquidato le azioni cinesi dopo che l’agenzia di rating ha abbassato il giudizio della Cina ad A+ sull’onda delle preoccupazioni per l’aumento del credito. L’indice composito di Shenzhen, ad alto tasso di titoli tecnologici, ha perso addirittura l’1,60% dalla chiusura di mercoledì, recuperando però fino al -1,20% prima del fine-settimana.

Standard & Poor’s ha giustificato la sua decisione affermando che “il declassamento riflette la nostra valutazione, cioè che il periodo prolungato di forte crescita del credito abbia fatto aumentare i rischi economici e finanziari per la Cina”. Non è una novità che la Cina debba diminuire la leva finanziaria nella sua economia; la questione è passata però in secondo piano negli ultimi mesi, perché gli investitori si sono concentrati sulle bizze di Trump e sul prospettato restringimento delle politiche della Fed e della BCE. Venerdì, sulla scia del declassamento della Cina, l’agenzia di rating ha tagliato anche il rating di Hong Kong, da AAA ad AA+, affermando che “abbassiamo il rating di Hong Kong per riflettere i potenziali rischi di ripercussioni sulla Regione Amministrativa Speciale se la riduzione della leva in Cina si rivelasse più destabilizzante di quanto prevediamo al momento.”