Il rischio legato al petrolio assicura 25 punti base alla Fed

By Peter Rosenstreich

Le vendite legate al petrolio, sulla scia dell’attacco agli impianti sauditi avvenuto nel weekend, stanno già perdendo slancio. Il 14 settembre sono stati compiuti degli attacchi coordinati, con l’utilizzo di droni, contro impianti petroliferi in Arabia Saudita. Inizialmente si era stimato un calo della produzione saudita del 50%, pari al 5% circa delle forniture globali di petrolio. Anche se permane la minaccia di una reazione militare, le notizie che USA e Giapponese valuteranno un ricorso coordinato alle loro riserve petrolifere, oltre all’impatto limitato sulla produzione (sebbene, stando alle ultime notizie, gli esperti ora siano meno ottimisti sul recupero delle forniture) hanno consentito ai prezzi del petrolio di scendere dai massimi. Ciò nonostante, resta il fatto che l’impatto sulla già fragile economia globale è negativo, il che fa aumentare la probabilità di un calo della domanda nel medio termine. Lunedì il presidente USA Trump ha suggerito che l’Iran è probabilmente responsabile dell’attacco. Per la Fed, l’aumento dei prezzi del petrolio è inopportuno. La Fed ha scontato interamente un taglio di 25 punti base. Le crescenti tensioni fra Arabia Saudita e Iran e il relativo shock petrolifero, oltre alle dispute commerciali fra USA e Cina e le incertezze geopolitiche generali suggeriscono che vacillerà l’impegno della Fed per un aggiustamento di metà ciclo. Poiché i tagli cumulativi di 75 punti attesi dalla Fed sono dati per scontati, è improbabile che la Fed faccia marcia indietro. Poiché la sforbiciata della Fed è data per scontata, i mercati azionari probabilmente reagiranno ad altre notizie importanti, in grado di condizionare l’andamento del mercato, sugli scambi commerciali fra USA e Cina. Lunedì il rappresentante al commercio USA ha detto che giovedì, a Washington, inizieranno i negoziati a livello vice-ministeriale. Questo fatto e l’allentamento della Fed dovrebbero garantire il mantenimento di una propensione al rischio elevata, nonostante le tensioni in Medio Oriente.