Riunione del FOMC: attacco preventivo

By Arnaud Masset

I funzionari della Fed dovrebbero tagliare il tasso d’interesse per la prima volta da dicembre 2008. Sebbene le condizioni economiche non giustifichino una politica monetaria più accomodante, Jerome Powell dovrebbe abbassare di 25 punti base la fascia obiettivo del tasso sui Fed Funds, portandola al 2-2,25%. Stando i future sui Fed Funds, ora il mercato sconta una probabilità del 20% di un taglio da 50 punti base, e dell’80% che la Fed tagli solo di 25 punti base. Crediamo che quest’ultimo scenario sia molto più probabile, poiché una sforbiciata da 50 punti base limiterebbe molto lo spazio di manovra della Fed in caso di una flessione economica grave. Infatti, se ci fosse davvero una recessione economica, la Fed si troverebbe in una posizione difficile, dal momento che è riuscita ad alzare i tassi solo fino al 2,25% - rispetto al 5,25% precedente alla crisi finanziaria globale – e a ridurre gli attivi di bilancio a USD 3,85 mila miliardi – rispetto a USD 0,87 mila miliardi precedenti alla crisi. Ecco perché il presidente Powell probabilmente se la prenderà con calma e non sprecherà tutte le munizioni in una volta sola. Lunedì Donald Trump ha chiesto un “taglio marcato” del tasso d’interesse, con l’obiettivo di sostenere la borsa e far indebolire il dollaro.

Non crediamo che la Fed si spingerà oltre un taglio da 25 punti base, perché altrimenti complicherebbe il lavoro nei prossimi mesi. Di recente il dollaro ha tratto molto vantaggio dalle forti incertezze circa le prospettive dell’economia globale, grazie al suo status di “bene rifugio”. Sembra, tuttavia, che i trader del forex abbiano già scontato i potenziali effetti del tasso d’interesse più basso sul dollaro o forse sono meno convinti dell’aggressività dei tagli della Fed. A giudicare dalle valutazioni sul mercato azionario, gli investitori si aspettano con convinzione un esito accomodante, per cui prevediamo che resteranno delusi.