USA indeboliti, UE indebolita

By Peter Rosenstreich

Prima del blocco delle attività amministrative (shutdown) negli USA, l’economia americana si trovava in modalità di accelerazione. Sebbene nuovi dati scarseggino, sembra che lo shutdown avrà un effetto più negativo di quanto previsto inizialmente. I trader dovrebbero prepararsi a restare delusi. La curva dei rendimenti USA continua ad appiattirsi; il sentiment dei consumatori si è indebolito. Il caos di Capitol Hill riflette l’effetto reale dello shutdown sulla vita degli americani.

Intanto nell’UE, gran parte dei fattori negativi, in primis la debole crescita tedesca, è stata inglobata nel prezzo della moneta unica. In prospettiva è lecito aspettarsi una ripresa. Anche se il contesto economico globale è nebuloso, le condizioni fiscali stanno diventando meno rigide. Il partito al potere in Germania ha segnalato tagli delle tasse e la Francia ha fatto marcia indietro sul suo aumento delle tasse. Questa settimana la Banca Centrale Europea dovrebbe segnalare un rialzo del tasso nel settembre del 2019.

Lo stallo sulla Brexit confonde i trader

By Vincent Mivelaz

Un rinvio della Brexit sembra probabile, ma ciò non rappresenta necessariamente una soluzione. Se il nuovo Parlamento Europeo che emergerà dalle elezioni di maggio 2019 non farà altre concessioni al Regno Unito, anche sul backstop irlandese, sono probabili un secondo referendum o addirittura elezioni anticipate nel Regno Unito. Per il momento, i lunghi sulla GBP sono altamente speculativi, anche se il rischio di una hard Brexit per ora è circoscritto. I trader non dovrebbero farsi trascinare dal clamore: ora la Brexit è passata dal piano logico a quello politico, quindi fare previsioni equivale meramente a tirare a indovinare.