Il sentiment di mercato è migliorato dopo la pubblicazione, in Cina, di dati PMI incoraggianti per il mese di novembre, in linea con i recenti sviluppi positivi osservati a livello globale. Le valute legate alle materie prime sono in rialzo; in testa troviamo il kiwi, sulla scia dell’annuncio di un piano per le infrastrutture, mentre lo yen è ai minimi da 7 mesi contro il biglietto verde, con i rendimenti dei titoli del Tesoro che stanno tornando al livello di metà novembre 2019. Ma l’ultimo annuncio di Pechino, che ha parlato di un’intensificazione delle azioni di rappresaglia contro gli Stati Uniti dopo la firma dell’Hong Kong Human Rights Democracy Act, solleva dubbi sulla portata dell’accordo commerciale preliminare. Il balzo della coppia USD/CNY, da un minimo pari a 6,9784 (07/11/2019) all’attuale 7,0418, ampiamente sopra il fixing a 7,0262, conferma che la cautela è d’obbligo, nonostante l’attuale propensione al rischio generalizzata.

L’ottimismo ravvivato dalla pubblicazione dei dati ufficiali e di Caixin riferiti al PMI manifatturiero, pari a 50,2 punti (precedente: 49,3), di nuovo in territorio espansivo dopo sei mesi di contrazione consecutivi, e a 51,8 (precedente: 51,5), massimo dal dicembre 2016, compreso l’indice non manifatturiero rimasto nella fascia più alta, a 54,4 punti (precedente: 52,8), conferma una moderata accelerazione dell’economia cinese. Il supporto fornito dalle autorità cinesi e dalla banca centrale cinese (People’s Bank of China, PBoC) per aumentare gli stimoli attraverso tagli dei tassi debitori e l’accessibilità a veicoli di finanziamento pubblico miranti a crescita sostenibile, stabilità finanziaria e riforme strutturali di ampio respiro, sembra funzionare, una notizia positiva per le industrie che dipendono dalle esportazioni. L’Hong Kong Human Rights Bill ratificato la scorsa settimana dal presidente USA Donald Trump che consiste, al di là di un esame più rigoroso del rispetto dei diritti umani, in controlli più severi delle esportazioni di tecnologie a duplice uso e della loro destinazione finale, continua a pesare molte sugli attuali negoziati, e infatti Pechino ha già annunciato sanzioni contro specifiche ONG USA, oltre ad aver sospeso una visita militare USA a Hong Kong. Le aspettative cinesi di un ritiro concreto dei dazi, e non i dazi programmati, rimarranno probabilmente l’ultimo ostacolo per un accordo commerciale provvisorio, l’accordo finale dovrebbe essere raggiunto intorno al Capodanno Cinese.