La Sterlina/Dollaro da circa due settimane cerca disperatamente di difendere la fascia di supporto compresa tra il minimo a 1.2375 e il livello intermedio a 1.2440, nel tentativo di conquistare almeno qualche chiusura oltre la soglia dei 1.2520.

Ciò consentirebbe quanto meno di spezzare il dominio ribassista del Dollaro USA, che presenta debolezze evidenti solo nei confronti dello Yen tra i cambi maggiori.

È evidente che gli operatori stiano riducendo la propensione a vendere la Sterlina, preferendo aspettare nuovi sviluppi lungo il pessimo canale ribassista consolidatosi a partire da giugno, con un lento ma inesorabile declino da 1.2785 usd.

Questa resistenza rappresenta adesso l'obiettivo più ambizioso per i compratori che cercano conferme di un cambio di trend dopo il netto calo della pressione in vendita.

Calo ben percepito dall'indicatore cci che recupera nettamente terreno, avvicinandosi con forza lungo la linea dello zero a meno 59 punti, prospettando quanto meno il test entro la prossima settimana di quota 1.2530 usd.

Naturalmente l'evoluzione ribassista dei prezzi non è stata in alcun modo messa in discussione, ma é altrettanto innegabile che il fronte dei venditori comincia a disunirsi con la possibilità di vedere centrati i target a rialzo fino a quota 1.2620 usd.

Da questo livello con l'ausilio di una media mobile settata a 30 periodi sarà possibile valutare nuovi ingressi al ribasso a prezzi vantaggiosi, con un profilo di rischio contenuto e prospettive di nuove discese verso quota 1.2450, nel pieno rispetto della tendenza ribassista di medio termine.