Settimana di incertezza sulla Sterlina portata al disotto dei minimi weekly per poi riprendersi lo scenario bullish e incrementando il valore di circa 3 figure dai minimi registrati.

Dal punto di vista fondamentale l'accordo Brexit è stato respinto in maniera netta con ben 230 voti alla camera dei comuni con il "galleggiamento" al potere di Teresa May.

Una sconfitta importante del governo May sull'accordo negoziato con l'UE.

Il movimento sulla curva di domanda di Pounds si traduce in un sollievo del pessimismo che si stava accumulando nel mercato e sembra che i movimenti di denaro allocati sembrano tradursi in una Brexit ritardata o comunque molto più morbida del previsto.

E' probabile pertanto, leggendo i movimenti dei flussi di denaro, che siano introdotte leggi e normative per un impatto più morbido della Brexit.

Si attende il cosidetto "plan B" da parte di un governo molto "centrista" rispetto a quello che si era delineato diverse settimane fa. Si parla di una Unione Doganale o di un modello stile Norvegese sino ad un remake del voto come ulteriore deal ma tutto ciò si sta traducendo in un una reale situazione: il sempre più probabile ritardo del fatidico 29 Marzo 2019 ovvero il Brexit-Day revocando così l'articolo 50 UE.

Dal punto di vista tecnico la sterlina, seppur con forte incertezza, è stata in domanda sul mercato valutario vincendo in forza rispetto al panel di tutte le altre valute.

Leggendo l'azione del prezzo su un weekly chart si nota una certa pressione sulla curva di domanda già da 4 settimane anche se il prezzo risulta ancora non nel pieno controllo dei compratori di valuta.