Il dollaro, in questo momento, sembra proprio non avere rivale sui mercati Forex, mettendo a segno il rally più lungo degli ultimi tre anni. Affonda la sterlina, sulla scia degli ennesimi dati macroeconomici negativi dell'economia britannica e cala anche l'euro, per effetto, anche in questo caso, del rallentamento delle economie europee e delle previsioni dovish degli analisti sulla politica monetaria della Federal Reserve.

Ieri, la sterlina è scesa nei confronti del biglietto verde fino a quota 1,2852, dopo la pubblicazione dei dati macroeconomici del Regno Unito. Pessimo il tasso di crescita del Pil, sceso del -0,4% su base mensile a Dicembre, quattro decimali in meno rispetto alle attese degli analisti, e salito soltanto del +0,2% su base trimestrale e del +1,3% su base annuale. In forte calo anche gli investimenti delle aziende, -1,4% su base trimestrale, addirittura -2,8% le costruzioni (gli analisti si attendevano un aumento del +0,2%), -0,5% la produzione industriale di Dicembre (gli analisti si aspettavano un aumento del +0,1%) e -0,7% la produzione manifatturiera dello stesso mese (+0,2% il dato atteso). La causa di questa pioggia di dati negativi è sempre l'incertezza che si sta creando sul futuro della Brexit, a ormai poche settimane dalla data ufficiale di uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, fissata per il 29 marzo. In assenza di notizie positive circa un possibile passo indietro da parte di Bruxelles sull'accordo da sottoscrivere con il primo ministro britannico Theresa May o di un passo in avanti di Londra, circa l'intenzione di posticipare la data d'uscita, è difficile prevedere un recupero del pound. Al contrario, la discesa potrebbe continuare nei prossimi giorni, nel caso lo stallo dovesse proseguire.