Svolta accomodante anche per la BoE

La Bank of England (BoE) ha seguito le altre banche centrali e si è posta in modo più accomodante. Dopo la Fed e la BCE, la BoE ha indicato che il Regno Unito sta crescendo al tasso più basso degli ultimi 10 anni. Il rallentamento, secondo la BoE, è stato causato dall'incertezza Brexit e dal calo della crescita a livello globale. Per quanto riguarda le stime di inflazione, la BoE parla di "graduale declino al di sotto del 2%" a causa della "rapida discesa dei prezzi del petrolio". A sostenere l'inflazione rimane la solidità economica e resistenza dell'economia del Regno Unito.

La BoE ha ridotto in modo significativo le stime sulla crescita nel 2019, da 1.7% a 1.2% in soli tre mesi. I titoli a 10 anni sono scesi al livello minimo da inizio anno, a 1.158%, riflettendo le prospettive di indebolimento segnalate dalla BoE.

In ogni caso, nonostante gli aggiustamenti, il senso del messaggio di Carney & Co. è che se si eviterà la hard Brexit i tassi saliranno. Infatti, la BoE afferma che “risulta appropriato un graduale restringimento della politica monetaria” Tuttavia, questa posizione rappresenta una scommessa "all-inn" su una soft Brexit o no Brexit. La BoE ha evitato di parlare della Brexit, concentrandosi sugli indicatori macroeconomici, come debole domanda domestica e inflazione in calo, e ciò indica che la banca centrale potrebbe lasciare i tassi invariati fino a fine anno.

Due indicazioni importanti dalla BoE. Primo, la sterlina potrebbe ulteriormente deprezzarsi contro euro e dollaro. Tuttavia, al momento abbiamo zero chiarezza sulle future relazioni tra UE e UK. Secondo, quando le banche centrali diventano più accomodanti, è il caso di scegliere un'impostazione rialzista sui mercati azionari. Liquidità a condizioni accomodanti è stato il principale motore degli indici azionari durante gli ultimi 10 anni. Se il 2019 dovesse portare un rallentamento economico, ma condizioni monetarie accomodanti, i mercati azionari saliranno.