Ancora preoccupazione per lo stato di salute dell’economia globale e del possibile rallentamento derivante dalla questione coronavirus.

Ieri si è assistito al grido d’allarme dell’industria del turismo che globalmente genera un giro d’affari di oltre 1700 miliardi di dollari. Tra restrizioni ai viaggi, quarantene e divieto di frequentare posti affollati l’emergenza risulta più reale che mai.

Mercati

La sessione asiatica ha restitutito risultati positivi in scia a Wall Street e sulle prospettive di ulteriori misure di stimolo da parte delle autorità cinesi. L’indice composito di Shanghai ha chiuso con oltre due punti di rialzo, in linea con Hong Kong che ha fatto ancora meglio a + 2.10%. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo chiude con oltre un punto percentuale di rialzo grazie alla notizia che il Fondo Monetario Internazionale ha messo a disposizione 50 miliardi per l’emergeza coronavirus.

La sessione europea ancora debole con i principali indici in territorio contrastato. Dopo i primi minuti di contrattazione il DAX di Francoforte fa registrare +0.33% in linea con il CAC40 a +0.30%. In negativo invece il FTSE MIB di Milano a -0.61% appesantito dalle preoccupazioni legate alla diffusione in Italia del virus. Anche il FTSE100 di Londra apre in rosso a -0.69% appesantito dal parziale recupero della sterlina.

Petrolio

Quotazioni petrolifere stabili in vista dell’appuntamento dell’OPEC+ di oggi che dovrebbe restituire una decisione su un eventuale taglio alla produzione su cui però c’è una certa opposizione da parte della Russia. Il WTI quotava questa mattina in area 47.10 $/barile mentre il Brent scambia a 51.40 $/barile.