La trappola della liquidità è un noto fenomeno economico che si verifica quando i tassi d'interesse sono al livello zero (o sottozero) e la politica monetaria di una banca centrale perde qualsiasi efficacia nel produrre effetti benefici sull'economia reale. In altre parole, la politica monetaria non produce il corretto funzionamento del meccanismo di trasmissione dagli istituti finanziari al mercato. Il Giappone è l'esempio classico dove questo fenomeno si verifica ormai da diversi anni. In Giappone, la Bank of Japan ha da tempo azzerato i tassi, effettuato politiche ultraespansive di bond buying, eppure tutto ciò non è sufficiente per portare l'inflazione al livello sperato e a regolarizzare il mercato monetario.

La sindrome giapponese si sta ora rapidamente spargendo nelle principali economie occidentale. Complice la globalizzazione dei mercati, che produce l'abbassamento del costo del lavoro e del capitale, anche finanziario, le macroaree europee e nord-americane sono entrate da tempo in una situazione di "lowflation" o addirittura di deflazione cronica. I tentativi compiuti dalla Banca Centrale Europea e dalla Federal Reserve con l'azzeramento dei tassi d'interesse e i programmi di quantitative easing hanno fallito nel riportare l'inflazione al livello ottimale e la piena occupazione, soprattutto in Europa.

Siamo quindi destinati a vivere d'ora in poi in un contesto caratterizzato da tassi d'interesse pari a zero, rendimenti sovrani nulli o addirittura negativi, come stiamo osservando ormai per la maggior parte degli stati europei, e a tassi d'inflazione sistematicamente sotto la soglia sperata del 2,0%? E' una possibilità che non possiamo decisamente scartare. Se così, nel mondo si sarebbe arrivati ad una sorta di "equilibrio di Nash" delle politiche monetarie e dei tassi di interesse, pari a zero, per definizione. Una situazione di equilibrio dal quale è difficile uscire. Un risultato logico in una economia globale. O una trappola, per l'appunto. Con conseguenze evidenti anche per i mercati ForEx. Perché se le banche centrali perdono il loro potere di stimolo all'economia attraverso i tassi d'interesse, e questi non variano, è evidente che anche i rapporti di cambio principali, come l'euro-dollaro o l'euro-yen si stabilizzino. In altre parole, ci dovremmo aspettare una stabilizzazione del trend di medio e lungo periodo. Le conseguenze sull'operatività dei trader sono evidenti: questi dovranno ottimizzare le loro strategie su variazioni molto minori di quelle registrate in passato.