In seguito alle accese proteste anti-governative a Santiago, in Cile, si profilano nuove difficoltà per i negoziati commerciali sino-americani; inizialmente, infatti, la firma del trattato provvisorio da parte del presidente USA e del suo omologo cinese sarebbe dovuta avvenire fra il 16 e il 17 novembre 2019, nell’ambito del forum di Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC). Al contempo, l’ultima decisione di politica monetaria della Banca del Giappone (BoJ) non ha riservato sorprese; l’istituzione, infatti, ha mantenuto invariati i tassi a breve e lungo termine, nonostante una contrazione delle attività più marcata nel settore manifatturiero e dei servizi. In tale contesto, la domanda di JPY dovrebbe rimanere elevata, perché la capacità della BoJ di convincere i partecipanti al mercato circa la plausibilità di un ulteriore allentamento appare limitata, mentre la mossa della Fed, che ieri ha deciso di tagliare i tassi d’interesse, rafforza la tendenza.

Il cambiamento nella forward guidance della BoJ - in cui il passaggio sul “mantenimento di tassi d’interesse invariati almeno fino alla primavera del 2020” è stato modificato con “[la banca] prevede che i tassi a breve e lungo termine rimarranno sui livelli attuali o inferiori finché ce ne sarà bisogno per monitorare con attenzione la possibilità che vada perduto il momentum per raggiungere l’obiettivo di stabilità dei prezzi” - fa aumentare le speculazioni su un ulteriore allentamento all’orizzonte. Tuttavia, poiché la banca centrale considera invariata la probabilità che il momentum manchi l’obiettivo del 2% e la valutazione trimestrale delle prospettive conferma che l’economia giapponese dovrebbe crescere “moderatamente” indipendentemente dalla flessione delle esportazioni, della produzione e del clima delle aziende, la questione di un ulteriore allentamento monetario è alquanto discutibile. La pubblicazione, la scorsa settimana, dei PMI riferiti a manifatturiero e servizi, pari rispettivamente a 48,5 (precedente: 48,9) e 50,3 punti (precedente: 52,8), e del dato sull’attività delle fabbriche, scesa al ritmo più rapido dalla fine del 2012 per effetto delle inondazioni devastanti dovute al tifone Hagibis nel Nord del Giappone, oltre all’aumento delle tasse dal 1° ottobre, dovrebbero pesare sulla crescita economica. Il settore dei servizi mostra segnali di indebolimento, influenzato dalla crescente debolezza manifatturiero, il che rafforza l’eventualità di una recessione tecnica nel T4 del 2019.