Nei verbali del FOMC si legge che i rischi legati agli scambi e alla crescita globale sono diminuiti dopo la firma dell’accordo commerciale di fase uno fra USA e Cina, ma anche che sono emersi altri rischi, fra cui l’epidemia di coronavirus. La Fed ha rilevato la necessità di monitorare con attenzione gli sviluppi legati al coronavirus, ma, dal momento che l’attività economica sta crescendo a un “ritmo moderato” e che il mercato occupazionale rimane “forte”, l’outlook per la politica della Fed “probabilmente resterà adeguato per un certo periodo”. La Fed intende diminuire gli acquisti di titoli dal secondo trimestre. Tuttavia, l’attività sul mercato dei titoli di Stato USA suggerisce che gli investitori si aspettano almeno un altro taglio del tasso nella seconda metà dell’anno.

Nuova giornata di contrattazioni, nuovi massimi storici per l’azionario USA. Mercoledì l’S&P500 e il Nasdaq hanno toccato nuovi massimi storici sulla scia del comunicato della Fed, giudicato favorevole, e della speranza che gli sforzi cinesi per contenere la diffusione del coronavirus con l’impiego delle tecnologie dell’informazione, una cosa che sanno fare, contribuiranno a limitare i danni. L’FMI ha ribadito che quest’anno dovrebbe esserci un rimbalzo della crescita globale, sebbene l’attività economica sia offuscata dalle preoccupazioni per il coronavirus.

Il rendimento dei decennali USA è rimasto intorno all’1,55% e l’indice del dollaro USA è avanzato a 99,72 punti, facendo salire l’USD/JPY oltre quota 111 per la prima volta da più di un anno.