Vasileios Gkionakis, Global Head of FX Strategy Banque Lombard Odier spiega che la solidità del dollaro USA quest’anno (USD ponderato in base agli scambi commerciali (TW) in rialzo del 3,5% a oggi) è stata sostenuta dal tema della divergenza di crescita tra Stati Uniti e resto del mondo (RoW), un risultato ampiamente accreditato alle misure di incentivazione fiscale negli Stati Uniti. Il mercato ha aumentato il prezzo dei tassi USA pur rimanendo, con una certa sorpresa, compiacente sull’inasprimento della politica monetaria da parte delle altre primarie banche centrali. In effetti, ciò ha creato un cuneo estremamente ampio tra tassi degli Stati Uniti e resto del mondo.

Sulla scia di tali sviluppi Vasileios Gkionakis vede due temi delinearsi sui mercati dei cambi nel 2019. In primo luogo, gli effetti delle misure di incentivazione fiscale cominceranno a svanire nel corso dell’anno, con conseguente rallentamento della crescita negli Stati Uniti. Sebbene tale condizione non costituisca in sé di fatto un fattore sfavorevole per il dollaro, l’economia degli Stati Uniti dovrà affrontare un problema di deficit gemelli (delle partite correnti e del saldo di bilancio). In base alle previsioni del Fondo Monetario Internazionale, l’attuale saldo delle partite correnti si attesterà al -3% del PIL (dal -2,5% nel 2018 e dal -2,3% nel 2017) e il saldo di bilancio al -5% del PIL (dal -4,6% nel 2018 e dal -3,4% nel 2017). La direzione del “saldo gemello” è chiara e simili traiettorie in passato hanno comportato un deprezzamento del dollaro per diversi trimestri, sostanzialmente in quanto sono stati scontati maggiori premi di rischio negli Stati Uniti. In secondo luogo, a nostro parere, lo spread dei tassi tra Stati Uniti e resto del mondo si attesta ora su livelli insostenibili rispetto ai relativi sviluppi economici. I tassi di disoccupazione hanno registrato un calo più rapido negli altri paesi rispetto agli Stati Uniti, mentre il prezzo di mercato delle aspettative di politica monetaria (ex-Fed) ha registrato una lenta evoluzione. Prevediamo una riduzione degli spread dei tassi tra Stati Uniti e resto del mondo nel 2019 con il migliore allineamento (incremento) da parte dei mercati delle loro aspettative sui tassi, per riflettere i fondamentali ancora solidi del resto del mondo. A sua volta, ciò dovrebbe comportare un indebolimento del dollaro nel corso dell’anno.