Negli ultimi giorni stanno facendo molto parlare le accuse rivolte all'azienda di produzione di videogiochi Activision Blizzard. In seguito a circa due anni di indagini, l’agenzia del lavoro della California ha infatti denunciato molestie sessuali e discriminazioni nei confronti delle dipendenti donne della Blizzard.

Questo ha chiaramente deluso l’opinione pubblica e gli utenti dei giochi, che hanno iniziato a protestare. Infatti, si stanno registrando cali significativi tra gli abbonati a World of Warcraft, che è ormai da tempo il videogioco di punta della Blizzard. Il videogioco, già criticato recentemente dai giocatori per altri motivi, si trova ora anche finanziariamente in una situazione difficile.

Nonostante lo scandalo legato ad una tra le aziende più famose al mondo, in Europa la notizia non è stata raccontata da molte testate. Sembra quasi che si sia voluto evitare di rovinare la reputazione della Blizzard in questo periodo critico, per non danneggiare le pubblicazioni in programma. 

Proprio ieri la Blizzard ha annunciato che l'attesissimo Diablo Immortal, che sarebbe dovuto uscire nel prossimo periodo, sarà invece rilasciato nel 2022. Si tratta probabilmente di una mossa volta a distogliere l'attenzione dalla Blizzard in questo periodo critico.

 

In questo articolo troverai una descrizione del videogioco, seguita dai recenti fatti di cronaca che stanno segnando in modo permanente la reputazione della Blizzard. Fatti di cronaca che trovano il loro culmine nell’ultima notizia risalente a qualche ora fa: le dimissioni del Presidente della Blizzard J. Allen Brack.

 

World of Warcraft della Blizzard: che cos’è

World of Warcraft, noto anche semplicemente con l’acronimo WoW, è un videogioco fantasy di ruolo che rientra nella tipologia dei “Massively Multiplayer Online Role-Playing Game” (MMORPG), ossia, che viene giocato da più utenti connessi contemporaneamente. Ciascun giocatore può personalizzare e far evolvere il proprio personaggio, e al contempo interagire con gli altri utenti connessi in quel momento. 

World of Warcraft è stato lanciato nel 2004 ed è attualmente uno dei videogiochi più giocati al mondo: basta pensare che ad ottobre 2017 il gioco contava ben 5,2 milioni di iscritti. Il gioco si svolge all’interno dell’universo Warcraft ed ha debuttato in seguito a tre videogiochi che erano stati sviluppati e lanciati negli anni precedenti dalla Blizzard: Warcraft (1994), Warcraft II (1996) e Warcraft III (2002).

Nel giro di poco più di quindici anni dal lancio del videogioco Blizzard, attorno ad esso si sono sviluppati fumetti, film e libri: un successo indiscutibile e di fama mondiale. Recentemente è stato anche lanciato un gioco da tavola, “Small World of Warcraft”.

I giocatori, una volta creato il proprio personaggio e dopo averlo personalizzato, cominciano a muoverlo all’interno del mondo di Azeroth, compiendo missioni e interagendo con gli altri utenti. Le espansioni, che vengono pubblicate periodicamente, permettono di esplorare nuovi territori e incaricano l’utente di svolgere nuove missioni. L’ultima espansione è stata lanciata a novembre 2020, si chiama “World of Warcraft Shadowlands” ed è l’ottava della storia del gioco.

L’universo di Azeroth è abitato non solo da esseri umani, ma da una grande varietà di razze. Infatti, i giocatori possono scegliere se giocare all’interno dell’Alleanza, dell’Orda o delle Razze Alleate. A seconda della tipologia di personaggio scelta, il giocatore dovrà compiere missioni diverse, e potrà muoversi in modo diverso all’interno del gioco.

 

Perché la Blizzard è sotto accusa

Secondo quanto raccontato in un articolo della BBC (puoi leggere l’articolo cliccando qui), World of Warcraft avrebbe perso circa due milioni di giocatori del giro di tre mesi. Chiaramente, la Blizzard non ha rivelato i numeri esatti né dei giocatori persi né delle date in cui gli abbonamenti sarebbero stati interrotti, e si potrebbe anche supporre che le perdite di giocatori siano relative ad altri videogiochi della stessa casa o avvenute nei mesi scorsi. A causa di recenti fatti di cronaca sembrerebbe però naturale escludere questa ipotesi.

Infatti, nell’ultimo periodo, il DFEH (Department of Fair Employment and Housing), cioè il dipartimento del governo della California che si occupa di tutelare le discriminazioni e le molestie sul posto di lavoro, ha fatto causa alla Activision Blizzard per il trattamento delle dipendenti.

Qui puoi leggere il documento ufficiale della causa, depositato il 20 luglio scorso presso il Tribunale di Los Angeles. Il DFEH ha denunciato un ambiente maschilista, definendolo come “frat boy culture”, un’espressione appartenente allo slang americano e che viene impiegata per indicare uomini che disprezzano pubblicamente qualcuno (in questo caso, le donne dell’azienda) per far colpo su amici o colleghi ed essere così accolti in un determinato gruppo sociale. Insomma: si tratta di una “prova di forza”, attraverso la quale l’uomo si sente chiamato a dimostrare la propria presunta superiorità.

Il report del Dipartimento della California racconta alcuni episodi espliciti, come ad esempio la pratica chiamata “cube crawl” che sta facendo molto parlare in questi giorni. Di che cosa si tratta? I dipendenti uomini, dopo essersi ubriacati durante l’orario lavorativo, erano soliti comportarsi in modo irrispettoso nei confronti delle colleghe donne. Lo stesso documento racconta di dipendenti soggette a continue e ripetute molestie sessuali.

Il DFEH riporta anche il caso di una dipendente suicidatasi durante un viaggio aziendale proprio a causa di questo clima insostenibile. La dipendente aveva una relazione sessuale con un suo superiore ed era stata molestata da altri colleghi che si erano scambiati alcune sue foto intime senza il suo consenso.

Il documento denuncia inoltre disparità importanti di pagamento e difficoltà, per le donne, di ricevere promozioni e aumenti. Una delle ragioni, spiegata nel documento, è la possibilità di una gravidanza, vista come una minaccia da parte dei superiori. Citando quanto riportato nel documento ufficiale del DFEH, i manager non promuovevano volentieri le donne, perché una donna:

she might get pregnant and like being a mom too much

("una donna potrebbe restare incinta e potrebbe piacerle fare la mamma")

 

La prima reazione della Blizzard

La risposta di Frances Townsend, la Chief Compliance Office di Activision Blizzard, è arrivata immediatamente. La Blizzard ha risposto ufficialmente alle accuse negando questo stato di cose e affermando che, ad oggi, in azienda non si verificano tali episodi, e che sono stati istituiti corsi per prevenire le molestie sessuali.

La Blizzard ha inoltre giudicato vergognoso l’atteggiamento del DFEH che avrebbe inserito tra le accuse anche il suicidio della dipendente, che invece non avrebbe niente a che fare con l’azienda. L’azienda, il cui motto è “every voice matters”, cioè “ogni voce conta”, ha così preso le distanze dalle accuse e anche da qualsiasi tentativo di dialogo. La Blizzard non ha chiesto scusa alle dipendenti e ha mostrato un atteggiamento di totale chiusura e negazione, motivo per cui è stata duramente colpita anche dall’opinione pubblica.

 

La risposta degli sviluppatori Blizzard

In seguito alla risposta della Blizzard, duemila tra sviluppatori e dipendenti Blizzard hanno firmato una lettera contro l’azienda. All’interno della lettera, i dipendenti descrivono le parole pronunciate dalla compagnia come “ripugnanti e offensive per tutto ciò che crediamo che la nostra azienda dovrebbe rappresentare”.

Inoltre, la Blizzard viene accusata di essere “una realtà lavorativa che non crede alle vittime”, e i lavoratori affermano di “non avere più fiducia che i nostri leader metteranno la sicurezza dei dipendenti al di sopra dei loro interessi”. In chiusura della lettera, gli sviluppatori hanno espresso la loro vicinanza alle colleghe vittime di molestie e maltrattamenti. Qui puoi leggere la lettera in lingua originale.

A questa lettera, che ha la data del 26 luglio, è seguito lo sciopero del 28 luglio. Uno sciopero della durata di quattro ore (chiaramente, durante l’orario lavorativo), durante il quale i dipendenti hanno espresso la propria delusione e il proprio disappunto.

In questo video, i “PlayerInside” raccontano nel dettaglio le vicende legate alla Blizzard.

Sit-in di protesta contro la Blizzard

In seguito a queste vicende, alcuni giocatori di World of Warcraft hanno protestato dando il via ad un sit-in virtuale. Il sit-in è stato proposto da un gruppo di giocatori chiamato “Fence Macabre” ed è stato ambientato nell’area di Oribos, che nell’ottava espansione è la città principale interna la gioco.

Gli organizzatori del sit-in hanno deciso anche di organizzare una raccolta fondi in favore dell’associazione Black Girls Code, una realtà che aiuta giovani ragazze di colore ad inserirsi nel mondo della tecnologia. Molti utenti hanno cancellato l’abbonamento a War of Warcraft: lo scopo era mostrare di non supportare finanziariamente Activision Blizzard.

Anche Microsoft ha dimostrato il proprio supporto nei confronti delle vittime di molestie. Phil Spencer ha espresso in un tweet tutta la propria vicinanza e il proprio affetto.

 

Dimissioni del Presidente della Blizzard

Non solo i giocatori hanno deciso di protestare: anche diversi giornalisti hanno preso una posizione forte. Molti portali hanno infatti annunciato l’intenzione di non coprire più i giochi e le espansioni di Activision Blizzard: niente più recensioni, preview o notizie. Questo danneggerà in modo importante le prossime relase in programma, come Diablo 2.

Tra le tante testate, anche il fondatore di “The Gamer”, Kirck McKeand, ha scritto in un tweet che la rivista non coprirà più i giochi della Blizzard “finché questa assurda vicenda non sarà terminata”. Continuerà a parlare della Blizzard, ma solo per raccontare le evoluzioni della vicenda.

Le vicende legate alla Activision Blizzard sembrano essere passate in sordina, e non se ne è sentito parlare molto, soprattutto non in Italia. Questo è molto grave, perché ancora una volta assistiamo ad un caso non solo di disparità tra uomo e donna sul posto di lavoro, ma anche di violenza e di molestia.

In seguito allo scandalo della Blizzard, sono arrivate poche ore fa le dimissioni del Presidente J. Allen Brack, che sarà sostituito da Jen Oneal e Mike Ybarra. L’informazione è stata postata qualche ora fa in un tweet dal giornalista di Bloomberg Jason Schreie.