Dietro a ogni capolavoro c'è la mano del vero artista; dietro a ogni pietra miliare del mondo videoludico si nasconde un manipolo di persone speciali che anima l'impossibile rendendolo stupefacente e credibile.

Inghilterra, ancora una volta, patria di tanti, tantissimi videogames che hanno segnato l'infanzia e l'adolescenza di quei quarantenni/cinquantenni che ora assistono attoniti e anche un pò perplessi all'esuberanza prestazionale delle attuali console che spesso fanno della grafica il loro punto di forza, a discapito del fascino e dell'esperienza immersiva tipica dei titoli di vecchia data.

Ninja Theory con la sua ultima fatica, Hellblade: Senua's Sacrifice, titolo Microsoft Game Studios per XBOX, riesce nel tentativo di mettere d'accordo vecchi e nuovi hardcore gamers, offrendo un titolo che soddisfa i palati più fini così come quelli poco abituati a penetrare il gioco oltre la sfera della superficialità.

Hellblade: Senua's Sacrifice e la ricerca di sé

L'azienda anglosassone, fondata 21 anni fa con il nome di "Just Add Monsters" e recentemente acquistata da Microsoft, offre al mondo intero, o più semplicemente a chi sa come immergersi in esperienze che donano spessore all'anima, un'opera d'arte dalle tinte forti, dove la protagonista assoluta è la psiche dell'uomo, declinata nelle sue tinte più oscure.

Un'avventura dinamica (resa magistralmente Xbox Series X di Microsoft) con forti elementi Hack and Slash che però affida alla mente della protagonista il compito di sorreggere tutto l'impianto narrativo ed esperenziale; la ragione, il senno, o meglio la dissennatezza, governano un mondo a tratti onirico che cambia e si muove solo in forza di un pensiero malato, che cerca disperatamente una via di fuga.

Microsoft's Hellblade: la trama, parte prima

In questo gioco Microsoft per Xbox, Senua è una guerriera pitta alla ricerca del suo amato, Dillion, imprigionato nell'Helheim, il regno dei defunti presente nella mitologia norrena, quella dei Vichinghi della Norvegia e dell'Islanda; la guerriera ha intenzione di pregare la dea Hela affinché resusciti Dillion, ucciso in seguito a un'incursione dei Norreni:  per fare ciò, Senua si porta dietro un sacco legato in vita che contiene la testa del defunto.

A scandire i momenti dell'avventura nella quale Senua opera e agisce, assistiamo a continui attacchi mentali a cui la protagonista è sottoposta, causati da una grave forma di psicosi che anima le Furie, nome che Senua da alle voci che assumono a tratti connotati davvero diabolici: le Furie attivano reazioni basate sulle emozioni profonde che la protagonista esperisce di volta in volta.

Raggiunte le sponde del regno, Senua si affida alle visioni inviatele dallo spirito di Druth, amico e profondo esperto di mitologia norrena che in passato era stato il maestro della protagonista; quello che Senua conosce delle antiche storie lo deve a Druth, mentore che la accompagnerà per tutto il viaggio sotto forma di essere immateriale.

A complicare il tutto, opprimendo una mente già pericolosamente disturbata, Senua dovrà condurre una battaglia psicologica contro una rappresentazione distopica dei Norreni, sostenendo fra l'altro un feroce battaglia interna contro una voce insidiosa e subdola, che continuamente la inciterà alla resa, facendo leva sulla parte oscura della sua mente.

Senua deve varcare la soglia del palazzo di Hela ma per far ciò è necessario che arrivi al ponte Gjallarbrú e attivi i due sigilli del dio dei corvi e degli inganni Valravn e del signore dei titani infuocati Surtr, re di Muspelheim; la ragazza guerriera combatterà contro le illusioni provocatele da Valravn, che farà pressione sulla mente disturbata della protagonista e sulle paure e i ricordi che la riporteranno indietro, quando perduta nella foresta cercò di fuggire da suo padre, Zynbel.

Zynbel, che inculcò nella mente della giovane il sapere druidico, non sempre con la delicatezza che ci si aspetterebbe da un padre; in quell'occasione però Senua conobbe il suo futuro amato Dillion, capace finalmente di renderla felice coma mai le era accaduto prima: superata la prova e impostasi sulle paure, la guerriera si scontra con Valrvan, sconfiggendolo.

Ora è il momento di affrontare Sutr, ma Senua dovrà prima rivivere dolorosamente l'attacco al suo villaggio da parte dei Norreni, che devastarono la sua casa e uccisero gran parte degli abitanti; vinta anche quest'ultima battaglia interiore, Senua è al cospetto del capo supremo dei titani che elimina dopo una battaglia cruenta.

Senua ora può contare sui due sigilli che le sono costati innumerevoli fatiche e può dirigersi verso la reggia della dea Hela; questa però ottenebra la mente di Senua facendo riemergere paure ataviche e oscure voci che tentano di sopraffarla: disperatamente Senua si scaglia contro la dea ma la sua spada si spezza nel tentativo di colpirla, rendendola inerme.

In questo frangente Senua sente venir meno le speranze che le hanno permesso di giungere fin qua, ma lo spirito del vecchio mentore Druth riappare indicandole la strada per raggiungere il luogo dove è celata Gramr, antica e formidabile spada delle leggende nordiche: per ottenerla e brandirla nella mano, la protagonista dovrà prima di tutto superare quattro prove perigliose, preparate da Odine in persona.

Per Senua questo è probabilmente il momento più difficile perché le prove la porranno di fronte alle sue paure più profonde, che prenderanno forma materializzandosi davanti a lei; la ragazza torna al palazzo della dea ma perde la testa di Dillion in seguito a un incidente: il baratro risucchia il prezioso artefatto, gettandola nella desolazione. 

Microsoft's Hellblade: la trama, parte seconda

Il titolo Microsoft per Xbox prosegue con Senua alla disperata ricerca del capo di Dillion; Senua decide di recuperare la testa calandosi nell'abisso; ancora una volta interviene Druth che la ammonisce dal farlo perché laggiù troverà qualcosa di profondamente malvagio e oscuro: infatti quel territorio appartiene a Garm, micidiale custode delle sale di Helheim, che avvistata la ragazza comincia a mettersi sulle sue tracce.

Con l'aiuto della luce delle torce, la guerriera pitta ritrova la testa dell'amato e sottomette Garm dopo un aspro combattimento; Senua entra nel palazzo di Hela e la dea attinge ai ricordi nella mente della protagonista la quale scopre che la voce cupa e tetra che sente in continuazione altro non è che la manifestazione del ricordo di Zynbel, che la perseguita: Senua in questo momento vive la rivelazione più devastante, infatti le viene rivelato che fu il padre ha uccidere sua madre Galena, portato a far ciò a causa delle sue convinzioni religiose, che a differenza della madre, vedevano nella malattia mentale della figlia una condanna degli dei, mentre per Galena non era altro che una visione profetica, visto che anche lei ne era in possesso.

Sparisce l'inquietudine e il senso di impotenza e la rabbia si impossessa di Senua, rendendola nuovamente la straordinaria guerriera temuta dai servi del male; questi si gettano su di lei ma la ragazza li elimina uno a uno, pervasa dallo spirito del berseker, violento e inarrestabile, che falcidia chiunque  gli si pari d'innanzi: per un attimo Senua crede che l'influenza terribile che la dea ha su di lei sia scomparsa, ma quando infine giunge al cospetto del terribile avversario capisce di non potere nulla contro la dea.

Hela, dalle proporzioni gigantesche, si inginocchia e brandisce Gramr davanti a Senua, la quale afferma di aver compreso come la dea stessa sia un'illusione della sua mente e la implora di riportare in vita Dillion, scambiando la sua vita con quella dell'amato e offrendosi sua serva per l'eternità: ma Hela non replica suscitando un turbine tumultuoso di emozioni nella mente di Senua, la quale a quel punto chiede alla dea di ucciderla.

Senua non ha più nulla da perdere; il suo amato non tornerà più in vita e i ricordi sono troppo dolorosi per consentirle di vivere una vita ai confini della normalità: la dea brandisce l'antica spada e trafigge la ragazza, rubandole la testa di Dillion che lascia cadere nell'abisso.

Microsoft's Hellblade: epilogo

Il campo visivo riprende la dea Hela, ma al suo posto appare Senua in carne e ossa, in vita.

Tutte le prove sostenute, le battaglie, gli enigmi, le sofferenze e le emozioni provate da Senua erano frutto della psiche della protagonista, che nel superarle è infine riuscita ad accettare le visioni e le voci non come degli abomini o come una condanna inflittagli dagli dei, ma semplicemente come una parte di sé.

L'accettazione di questa rivelazione l'ha portata a superare la scomparsa del suo amato Dillion e a riarmonizzarsi col suo passato e con sé stessa: Helheim si intravede all'orizzonte e Senua invita il giocatore, o meglio colui che l'ha seguita e ha sofferto insieme a lei per tutto il viaggio, a seguirla in un'altra avventura che aspetta ancora di essere scritta.

Un'avventura nella mente: i personaggi di Hellblade

Senua: ragazza guerriera dei pitti, colpita fina dalla tenera età da una grave psicosi che le ha precluso di poter vivere insieme agli altri, isolandola; Dillion e Druth sono i suoi unici punti di riferimento, il primo un potenziale amante che l'avrebbe resa felice e il secondo, mentore e narratore dei miti: la ragazza intraprende un'esplorazione della mente che le fa credere di essere in viaggio per Helheim dove spera di riuscire a riportare in vita Dillion, ucciso nel tentativo di salvare il villaggio attaccato dai Norreni.

Spadaccina abilissima e micidiale, viene aiutata nelle sue battaglie dalle Furie, le voci che insidiano la sua mente e che la aiuteranno a salvarsi: il personaggio di Senua è intepretato da Melina Juergens.

Dillion: primogenito del capo celtico, conosce Senua nel campo d'addestramento del villaggio; la ragazza lo incontra mentre fugge dal padre violento: nasce così un'amicizia sincera che col passare del tempo si trasforma in amore.

Dillion recita un ruolo fondamentale nei rapporti fra i due ed è l'unico che le resta vicino quando, in seguito a un'epidemia che decima gli abitanti del villaggio, tutti addossano la colpa a Senua, nota per essere strana ed enigmatica; Dillion viene ucciso dai Norreni, che selvaggiamente fanno scempio del suo corpo adottando la pratica barbara chiamata "l'Aquila di Sangue".

La ragazza avrà con sé la testa di Dillion e quest'ultimo le apparirà in forma spirituale per guidarla attraverso l'Helheim: il personaggio di Dillion è interpretato da Oliver Walker.

Druth: l'anziano mentore pitto, in vita conosciuto come Findan, è catturato dai Norreni in occasione di uno dei loro brutali saccheggi, quando assassinarono sua figlia e lo resero loro schiavo; durante la schiavitù, Druth imparò la cultura e i miti Norreni, assimilando anche la loro lingua: riesce a fuggire in occasione di un incursione nelle Orcadi e giunge al villaggio di Senua, dove cambia nome.

Qui incontra la protagonista e comincia a insegnarle quello che sa del popolo norreno; principale guida di Senua durante il cammino verso l'Helheim, è la voce narrante delle Pietre della Storia, che descrivono i miti nordici: le pietre, se scovate una a una, faranno apparire Druth che rivelerà alla ragazza di essere lui il motivo dell'invasione dei Norreni, i quali dopo tremende torture, riuscirono a fargli confessare dove si trovasse il villaggio dei pitti.

Il personaggio di Druth è interpretato da Nicholas Boulton.

Zynbel: un druido fanatico, padre della protagonista, che prende la psicosi di Senua e di sua madre come fonte di un'oscura profondità, inflitta dagli dei e che merita di essere sradicata; è così che sacrifica su una pira la madre di Senua ed educa quest'ultima attraverso insegnamenti feroci, che mirano a sopprimere in modo fisico e psicologico i poteri maledetti.

L'unica occasione che avrà Senua per affrontare a viso aperto il padre sarà quando avrà conosciuto Dillion; in quel frangente la ragazza scapperà dal padre lasciandolo ai sui riti religiosi sempre più deviati.

Zynbel prenderà le sembianze dell'Ombra che durante il viaggio verso l'Helhiem tenterà di far si che la ragazza desista dalla ricerca, sfruttando le sue paure; se la protagonista troverà tutte le Pietre della Storia allora Druth svelerà a Senua che il padre sacrificò ai Norreni gli abitanti del villaggio per comprarsi la salvezza e fuggire: il personaggio di Zynbel è intepretato da Steven Hartley.

Galena: mamma di Senua, guaritrice e sacerdotessa, posseduta dagli stessi disturbi della figlia; finché in vita, cerca di insegnare alla figlia che la sua condizione non è una cosa malvagia ma che può essere considerata come una percezione dell'occhio, che vede cose celate ai comuni mortali: questo fa si che Zynbel la immoli sulla pira.

Il personaggio di Galena è interpretato da Ellie Piercy.

Il sacrificio di Senua: i nemici

Norreni: si incontrano durante il viaggio verso l'Helheim e sono la proiezione mentale di Senua che attinge i ricordi per dargli forma da quello che le ha insegnato Druth; si presentano come possenti guerrieri dal viso mascherato con un teschio animale e una criniera di piume nerastre: brandiscono spade e i più feroci assumono forma d'ombra che li rende inattaccabili da Senua: quando questo avviene, la ragazza deve attivare il Focus oppure cercare di pararne gli attacchi con l'antica spada Gramr.

Quelli fra i Norreni che indossano un elmo vichingo sono detti "protettori" e combattono con mazza e scudo, in grado di proteggerli dagli attacchi di Senua ma sensibili ai calci della protagonista che li rendono feribili; i Guardiani invece sono enormi antagonisti dalla pelle bluastra e dal cappuccio color amaranto e sono dotati di un'enorme ascia che usano caricando con ferocia e resistendo strenuamente agli attacchi della protagonista.

I Redivivi si mascherano con manufatti in legno sormontati da corna di cervo e utilizzano due asce per attaccare; hanno il corpo ferito in molti punti e sono quella manifestazione della psiche di Senua che li assimila ai berseker, selvaggi guerrieri vichinghi che traggono la loro forza dalla rabbia: attaccano velocemente e se sono vicini a morire diventano ombre, inattaccabili da Senua.

Valravn: è il dio degli inganni e dei corvi della mitologia danese e viene presentato ossuto e coperto da un piumaggio corvino, col viso celato da un teschio di corvo e armato con due falci; è la manifestazione delle paure di Senua legata al momento in cui scappò di casa smarrendosi nelle terre selvagge, fatto che acuì la sua malattia.

Prima di combatterlo, Senua deve sbarazzarsi delle illusioni che il dio le invia e quando finalmente sarà al suo cospetto egli si rivelerà un avversario temibile, veloce e scaltro, visto che potrà evocare i guerrieri Norreni che verranno in suo aiuto: quando Senua penserà di averlo vinto, questi assumerà forma d'ombra, rendendo le cose più ostiche.

Surtr: signore dei titani infuocati del regno di Muspelheim e artefice della distruzione del mondo antico al termine del Ragnarok, che permetterà il sorgere di quello nuovo; la mente di Senua lo assimila al ricordo dell'incendio del suo villaggio: Surtr è un gigante Norreno, il capo avviluppato da un groviglio di rami infuocati e il corpo ricoperto di sangue.

Brandisce un'enorme spada di fuoco e egli stesso brucerà completamente, causando ingenti danni alla ragazza che potrà sopravvivere alle ustioni solamente utilizzando il Focus.

Garm: la fiera bestiale guardiana delle sale di Helheim che assume le sembianze di un cinghiale magro e ossuto, in contrapposizione con il mito che lo rappresenta come un cane dal pelo pregno di sangue; inseguirà Senua fra le stanze oscure dell'Helheim, mentre si allontanerà quando la protagonista incontrerà zone illuminate.

Quando attaccato potrà essere colpito solamente sfruttando il Focus oppure attaccando pesantemente con Gramr, perché gli attacchi normali non riusciranno a scalfirne la carne.

Hela: regina di Helheim e dea norrena dei defunti; colei che possiede la capacità di governare le anime di quelli che muoiono senza onore, a causa di un incidente o della vecchiaia, oppure per malattia: essa ha inoltre la facoltà di resuscitare i morti, cosa che convince Senua a partire per incontrarla, nella speranza che, raggiunto il suo regno, Hela faccia risorgere Dillion.

La mente di Senua la vede come un'enorme femmina completamente nuda, il capo calvo e immensi occhi scuri; la parte destra del suo corpo è cerea e cosparsa di simboli runici, mentre la parte di sinistra vecchia e carbonizzata: la dea altri non è che l'oscurità di Senua fattasi carne.

Hellbalde: la modalità di gioco

L'esperienza di gioco sulla piattaforma Microsoft Xbox Series X è fondamentalmente incentrata sull'esplorazione, a cui si aggiungono narrazioni in corso e ovviamente combattimenti contro i nemici; l'esplorazione consente di individuare un ecosistema dettagliato basato sui miti degli dei e dei regni nordici, mentre i territori e i paesaggi celano puzzle che devono essere completati attraverso la visualizzazione delle rune per poter procedere nell'avventura.

Sono inoltre presenti le Pietre della Storia che consentono a Senua di assimilare insegnamenti sulle leggende dei Norreni.

Hellblade: il combattimento e il Pemadeath

La ragazza guerriera può attaccare in modo "leggero" o in modo "pesante", utilizzando la sua unica arma, la spada e le combo per colpire gli antagonisti; è abilissima nello schivare e nel proteggersi dagli attacchi e se para al momento giusto può contrattaccare fulmineamente: attraverso il Focus, rallenta lo scorrere del tempo, incrementando i danni, cosa che le permettere di sbaragliare con facilità i Norreni.

Quando inizia il viaggio, Senua è contaminata dall'Oscurità, un morbo della carne che si manifesta sul braccio destro e rappresenta la sua psicosi; ogni volta che la ragazza verrà uccisa questo morbo si propagherà per tutto il braccio, fino ad arrivare alla testa, la sede dell'anima, ponendo fine definitivamente, "permanentemente" alla vita dell'eroina e a tutti i progressi fino a quel punto conseguiti.

Ma questa inconsueta caratteristica del gioco, denominata "Permadeath", in realtà è una falsa informazione, studiata per esagerare il concetto di decomposizione e ammorbamento, col fine di un maggior coinvolgimento da parte del giocatore: questo bluff ha diviso la critica, fra chi a favore dell'introduzione di una simile feature e chi contrario.

Hellbalde: lo sviluppo

La software house inglese definì Senua come un titolo AAA indipendente, portato alla luce indipendentemente ma con contenuti e valori tipici delle produzioni AAA sul mercato; la filosofia di Ninja Theory ha sviluppato tre fattori caratterizzanti i loro giochi, ossia una visione d'arte unica nel suo genere, storie che vedono come protagonisti persone dal carattere forte e combattimenti in stile ninja.

In questo titolo, Ninja Theory ha spinto queste tematiche chiave a un nuovo livello, che hanno caratterizzato il titolo con una forte focalizzazione su un personaggio che si muove in un mondo ambiguo e deviato, intervallando all'esperienza del viaggio brutali combattimenti senza compromessi.

Mentre il gioco era in sviluppo, il team interpellò diversi esperti nel campo della psicologia, coinvolgendo organizzazioni no-profit per carpire nel modo più corretto possibile l'esperienza della psicosi e delle sue conseguenze sulla mente.

Hellbalde: Senua's Sacrifice II

L'attesissimo seguito del gioco verrà ambientato in Islanda, dove con ogni probabilità Senua troverà le cause della sua psicosi, in considerazione del fatto che fu proprio a causa dei traumi seguiti alle invasioni vichinghe che la ragazza subì i primi shock: più che un seguito c'è la possibilità che si assista a un prologo.

Ninja Theory lavora assiduamente per proporre un'ambientazione realistica del mondo islandese del Nono Secolo e per far ciò sappiamo che il team si è recato di persona nei luoghi che faranno da sfondo al gioco per poter ricreare questo mondo in maniera reale, col difficile compito di pensarlo con mille anni in meno.

Il combat system verrà rivisitato per dare più profondità al gameplay; i combattimenti vedranno un acuirsi della brutalità e un realismo che rasenterà la perfezione, sicuramente migliorato rispetto al primo capitolo: una fisicità da toccare con mano che regalerà maggiore coinvolgimento anche ai giocatori più smaliziati.

La stessa Melina Juergens, la donna che presta il volto a Senua, si è duramente preparata seguendo un programma di allenamenti per due anni, focalizzandosi sul maneggio delle armi bianche e sulle cadute tipo stuntman: questo le ha consentito di acquisire quella forma fisica che le consentirà di interpretare al meglio la protagonista del secondo capitolo.

Questione a parte è rappresentata dalle armi, che se nel primo capitolo si riducevano essenzialmente a una sola (la spada), potrebbero aumentare il loro numero, per la gioia dei fan; i dettagli legati al platform e al puzzeling acquisiranno maggiore spessore e c'è da aspettarsi che scompaia il rune system, visto che pare non aver riscosso quel successo che ci si aspettava.

Hellblade II: il motore grafico

Il seguito dell'acclamato titolo Microsoft verrà messo in movimento da Unreal Engine 5, motore grafico di Epic Games che couadiuva la software house inglese per raggiungere il massimo in termini di potenzialità fornite da Unreal; le nuvole saranno decisamente più realistiche, prendendo forma in un cielo attraversato da nubi che svaniranno man mano che il tempo passerà.

Particolari che possono sembrare eccessivi e inessenziali ma che mostrano come si stia lavorando nella direzione del conseguimento di un realismo estremo.

Il volto di Senua che si vede nel primo trailer colpisce per la profonda espressività che riesce a trasmettere; concepito in-engine, come spiega Microsoft, evidenzia la potenza di Xbox Series X, piattaforma che permette agli sviluppatori maggior spazio di manovra: quella scena è stata realizzata con il motore grafico che spingerà Hellblade II ai limiti di quanto consentito dalle attuali tecnologie e questo lascia presagire un'esperienza di spettacolarità rara e affascinante.

I costumi che avremo modo di vedere in-game sono stati creati appositamente per essere successivamente scansiti e realizzati in digitale; questo per aggiungere un ulteriore tassello al realismo nel gioco: realismo sembra essere la parola d'ordine di Ninja Theory, il cui team si è sottoposto a lezioni di combattimento per meglio ricreare le movenze di un guerriero in battaglia.

La tecnologia di motion capture, che sfrutta attori veri mentre si muovono nello spazio, consentirà di scambiare per vere le movenze delle controparti digitali, non permettendo di capire se quello che si sposta sullo schermo è un attore umano o un suo clone.

Infine per quanto riguarda l'aspetto legato al combattimento, Ninja Theory si avvale di C.C. Smiff, esperto di arma bianca e coreografo, con alle spalle un'esperienza importante, visto che ha lavorato al Trono di Spade e Star Wars.