Forse non tutti sanno che Netflix, azienda USA che opera nella distribuzione via rete di film, serie TV e svariati contenuti per lo svago a pagamento, è nata come ente privato che offriva DVD e videogiochi a noleggio e che spediva a casa dei clienti attraverso il servizio postale; interrotta questa attività, l'azienda statunitense ha dato il via a quello che di li a poco sarebbe diventato il suo core business nonché una scelta vincente: stiamo ovviamente parlando dell'ormai famosissimo servizio di streaming online on demand, a cui si accede tramite specifico abbonamento.

Ora, consolidata la sua posizione dominante in questo campo, Netflix espande i suoi orizzonti e approccia il settore dei videogames, un campo che fattura miliardi di dollari all'anno e che nel tempo si è rivelato essere un fenomeno mondiale, visto che se fino a qualche anno fa era considerato uno svago da nerd, ora é invece uno dei passatempi più gettonati e irrinunciabili nella fascia dai 5 anni in su.

Ma cosa si sa di questo nuovissimo servizio che (almeno in Italia) non partirà prima del 2022?

Scopriamolo in questo articolo!

Netflix Gaming: ce lo aspettavamo

La piattaforma americana guarda agli smartphone con estremo interesse; già perché fra tutti i devices (console, pc, tablet etc.) i telefonini sono quelli che a livello mondiale fanno girare in assoluto più videogames, scalzando dal trono addirittura PlayStation e XBOX: su quelli che sono divenuti in breve tempo delle vere e proprie mini-console e che indubbiamente hanno dalla loro il fatto di essere oramai parte integrante e irrinunciabile del nostro outfit, Netflix riprodurrà games ambientati nelle sue serie televisive.

L'azienda ha analizzato l'interesse dei suoi utenti, proponendo programmi ispirati al mondo videoludico; sono nate così le serie "The Witcher", "Resident Evil" e "Castelvania" e un progetto a sé denominato "Bandersnatch", una puntata della famosa serie "Black Mirror" in cui l'interattività la fa da padrona: oltre oceano è tutto pronto per catapultarsi in questa nuova avventura, sembra veramente che il tempo si arrivato.

Sappiamo per certo che Netflix offrirà videogames che non saranno invasi da annunci pubblicitari e che non avranno costo per gli utenti Netflix (per tutti gli altri non-iscritti non sappiamo ancora come funzionerà) entro l'inizio del nuovo anno.

Netflix Gaming: la concorrenza è spietata

Anche i meno informati possono immaginare quanto sia affollato il settore videoludico; parliamo di colossi mondiali presenti nel settore già da prima che Netflix decidesse di imbarcarsi in questa avventura, come Google, che con la sua "Stadia" (del 2019) cerca di far breccia nei cuori dei videogiocatori occasionali (ma che non sta riscuotendo il successo sperato), oppure Amazon, che attraverso Prime Video ha impiegato massicce risorse economiche per dar vita a "Luna", piattaforma di gioco totalmente cloud che può contare su un proprio team specifico dedicato allo sviluppo.

Non manca anche Apple che grazie a "Apple TV Plus" tenta di allargare il bacino di utenza seducendolo con un servizio (Apple Arcade) che, seppur in abbonamento, vanta una lunghissima lista di titoli per mobile e che è visto come il competitor numero uno di Netflix Gaming.

Netflix Gaming: fra smartphone e console

Questa "appendice" videoludica di Netflix sarà fruibile solo in streaming oppure all'orizzonte si profila la comparsa di una vera e propria console?

A luglio l'azienda americana ha chiarito come quantomeno inizialmente le forze e le risorse verranno dirette verso i soli games per smartphone e mobile devices; al contrario di quanto avvenuto per "Luna" e "Stadia", si è scelto un approccio più moderato che sfrutti le potenzialità di tecnologie già presenti sul mercato (telefonini e tablet).

Non si esclude però che guardando al futuro non si possa vedere una console casalinga con la grande "N", in considerazione del fatto che già su PlayStation e XBOX servizi come questo sono già disponibili: la sfida è trovare e ritagliarsi nuove aree in cui poter affermarsi.

Di seguito porponiamo un video del canale YouTube di Dragon, che analizza con perizia la nuova piattaforma per il casual gaming di Netflix.

Netflix Gaming: la qualità dei giochi in arrivo

Ovviamente tutti si chiedono cosa vedremo girare sui nostri tanto amati devices; games triple A per hardcore gamers o casual game dallo spessore ridotto?

Ahimé l'azienda californiana ci tiene a mantenere il segreto più assoluto e non fa trapelare nessuna succosa info in merito, senza annunciare quindi la lista dei titoli prossimi venturi: la certezza è che Netflix, nella prima parte di questa avventura imprenditoriale, si impegnerà a creare prodotti esclusivamente per mobie devices.

Una strada che sicuramente verrà percorsa consisterà nel progettare videogames basati sulle proprietà intellettuali, film e serie TV in primis: questa manovra garantirebbe al colosso di stanza a Scotts Valley un vantaggio in termini di produzione e di tempo risparmiato per il semplice fatto di non dover comprare di volta in volta licenze per lo sviluppo dei giochi.

E' pur vero però che rumors ci indicano che potranno vedere la luce anche giochi interamente a sé stanti, senza rimandi e collegamenti a serie TV, dai quali eventualmente poter realizzare spin-off oppure veri e propri film in formati differenti; e difatti, per agevolare uno sviluppo in questo senso, Netflix assume Mike Verdu in qualità di vice president of game development, che ha lavorato in Electronic Arts a titoli come Mass Effect, The Sims e FIFA e successivamente in Facebook: un vero e proprio veterano del settore che sosterrà il progetto con il suo know-how.

Netflix Gaming: si, ma quando partirà il servizio?

Per quanto riguarda il nostro Paese, Netflix ancora non indica una data precisa per la partenza del servizio, così quanto meno è quello che si è evinto dall'incontro dello scorso luglio: ma ecco che puntuale arriva Bloomberg che ci fa sapere le intenzioni (anche se in modo approssimativo) dell'azienda di streaming che parrebbero indicare come data non ufficiale l'inizio del 2022 (anche se c'è chi parla di "sforzo pluriennale").

Le speranze sono riposte nella risposta che gli utenti daranno a questo servizio e dalla conseguente risultanza dei dati, Netflix deciderà se andare avanti con gli investimenti (magari sviluppando giochi differenti da quelli tipicamente presenti sul mercato "mobile") oppure lasciar perdere; una cosa è ancora da verificare: l'azienda della grande "N" è pronta a muovere guerra a piattaforme gaming già consolidate e decisamente redditizie (vedi Xbox Game Pass di Microsoft)?

Netflix Gaming: al momento solo in Polonia

Se da noi si dovrà aspettare ancora qualche tempo prima di poter provare il nuovo servizio proposto da Netflix, in Polonia esso è già attivo e disponibile: gli abbonati in possesso di device Android possono giocare solamente a due titoli (Stranger Things: The Game e Stranger Things 3: The Game), di cui si era parlato, o meglio scritto, recentemente su Twitter, in un thread apposito, mentre nel frattempo la "N" rossa perfeziona la piattaforma.



I due titoli possono essere riprodotti esclusivamente su device Android anche se all'apparenza essi sembrano installati e caricati in seno all'app Netflix.

Sicuramente l'esperienza polacca consente a Netflix di testare il servizio e captare gli umori dei propri abbonati e questo è da considerarsi un balzo in avanti rispetto alla mera pianificazione del progetto di cui si parlava da tempo.

Netflix Gaming: niente pubblicità in game

Come abbiamo visto all'inizio di questo articolo, i videogames proposti dalla piattaforma streaming americana non propineranno al giocatore alcun tipo di pubblicità ne acquisti in-app; inoltre non verranno addebitati costi in più per poter giocare ai titoli presenti nell'offerta: l'azienda ci tiene a sottolineare come il servizio sia ancora decisamente acerbo, ma sostiene di star lavorando a ritmo serrato nell'ottica del perfezionamento e che nei mesi a venire sarà sicuramente più completo.

Netflix Gaming: siamo di fronte a una svolta nel mercato dei videogiochi?

Nel 2019 Netflix lanciò "Stranger Things 3: The Game" per console e PC, con l'intenzione di tastare il mercato ed entrare nel complicato mondo dei videogames: anche se non fu un successo, il lancio del titolo fu un importante punto di partenza per l'azienda americana, fino a quel momento estranea del settore.

Se pensiamo che la profittualità dei videogames su mobile devices supera di gran lunga quella dei titoli (anche quelli più blasonati) che girano sulle sorelle maggiori (la console e il PC), addirittura dominando l'affollatissima piazza delle micro-transazioni (che portano montagne di quattrini nelle casse delle sw house), allora non ci è difficile immaginare per quale motivo Netflix abbia avuto l'idea di investire dei bei soldoni in questa impresa.

Gli esperti sostengono che la famosa piattaforma di streaming abbia le carte in regola per mutare il mercato di riferimento, sia quello che punta sui mobile devices sia altre tipologie, in considerazione del fatto che l'azienda ha già vinto la sfida dello streaming online e on-demand, imponendo uno standard in questo settore: certo, sulla strada verso il trionfo dovrà inevitabilmente scontrarsi con quello che viene considerato all'unanimità il miglior servizio gaming on-demand attualmente in commercio, il famoso Game Pass di Microsoft, ma c'è da scommettere che Netflix attingerà a piene mani a quello che è il suo punto di forza, un bacino di utenti vasto e fedele.

Se teniamo conto poi che la nuova offerta Netflix è inclusa nell'abbonamento alla piattaforma stessa, canone mensile che in milioni pagano volentieri pur di continuare a vedere sempre nuove serie, allora forse comprendiamo come la sfida lanciata dal colosso statunitense non sia campata per aria.

Neflix Gaming: lo scenario attuale in numeri

Statista.com, noto aggregatore di statistiche, indica in duecentosette milioni il numero attuale di abbonati alla piattaforma Netflix, mentre, parlando sempre di utenza, sarebbero "solamente" ventitré milioni i sottoscrittori di un abbonamento a Xbox Game Pass: ancora una volta parliamo di questo servizio perché sinceramente è l'unico nello scenario attuale a potersi considerare un vero e proprio piano di abbonamento gaming che differentemente da altre soluzioni presenti, se vogliamo più simili a quella lanciata da Netflix (mi riferisco a quella di Google e di Apple), quella di Microsoft ha preso piede e viene utilizzata da un'utenza decisamente vasta.

Neflix Gaming: game changer?

Può Netflix giocare un ruolo di primo piano e cambiare le regole del sistema?

Con un numero di utenti ben nove volte superiore a quelli su cui può contare Xbox, la sfida non solo è apertissima ma già ne sono intravedibili i risultati; sono due servizi decisamente differenti, è vero, ma se pensiamo ai numeri è incredibile realizzare come nel mondo una persona su ventisette ha firmato con Netflix.

Di più, il nuovo servizio lanciato dal colosso americano ha dalla sua la possibilità di rivolgersi ad un pubblico eterogeno per età ed interessi, già perché se è vero che una parte degli utenti Netflix può essere sovrapposta a quella di Xbox, è pur vero che è supponibile che non tutti gli utenti siano abituati a cimentarsi nei videogames ma ciò non toglie però che la gratuità del servizio dell'azienda californiana (per gli abbonati ovviamente) e il fatto di proporre un sistema di facilissimo approccio e alla portata di tutti, garantirebbe un ampliamento di pubblico illimitato.

Approccio vincente, se pensiamo che potenzialmente a godere del nuovo servizio non sarebbero solo quegli abbonati che già si interessano di videogames (e verso questi Netflix ha specificatamente prodotto titoli come The Witcher e Castelvania), ma anche e soprattutto quel pubblico che di videogiochi non ha mai veramente masticato: ora, attraverso gli smartphone, anche i più restii al gioco elettronico, anche quelli che non sono cresciuti a pane e Activision e che non sono mai stati attratti da un mondo considerato solo fino a pochi anni fa un qualcosa di nicchia e per pochi appassionati nerd, ora possono approcciarsi ad esso, attraverso questo inedito servizio, con una facilità senza precedenti.

Netflix Gaming: videogames per tutti i gusti

Qualche anno fa si è assistito a un cambiamento nel modo di concepire i videogames; correva l'anno 2010, quando fece la sua comparsa un titolo destinato a mutare la percezione che i non addetti ai lavori (il 99% dei quali aveva sempre demonizzato questo tipo di passatempo) avevano dei videogiochi: parliamo di "Candy Crush Saga", un titolo che girava facilissimamente su telefonino e che si poteva giocare anche (e soprattutto) su Facebook.

Creato dalla sw house "King" era la variante del capostipite Candy Crush, godibile solo da browser web.

Questo titolo attirò un'enorme massa di novelli casual gamers, molti dei quali prima di allora non avevano mai provato un videogame: ebbene questo è il pubblico che l'azienda americana si appresta a sedurre, grazie alle già citate virtù di immediatezza e facilità di accesso, nonché alla gratuità del prodotto messo a disposizione dalla piattaforma californiana, sulla falsariga di quanto avvenuto con Candy ormai più di 10 anni fa.

Proprio la stessa "King", recentemente intervistata sul tema dal "The Guardian", confermava che moltissimi over 40 e 50 furono attratti da questo nuovo mondo svelato da Candy Crush anche se non erano assolutamente interessati ai videogames e come in breve tempo ne divennero simpatizzanti a tal punto da aprirsi ad altre esperienze videoludiche.

Non c'è da stupirsi: è un processo non dissimile da quello che ha fatto di Netflix la piattaforma numero 1 al mondo per quanto concerne lo streaming online e on-demand, un servizio che evidentemente non è utilizzato solo da nativi digitali ma anche da un enorme numero di persone che, similmente ai no-gamers di qualche tempo fa, non avevano idea che potesse esistere un modo di guardare i film che non fosse la tv tradizionale o il DVD.

Succedeva allora che si sfruttasse la rete a fini illegali, scaricando film e giochi attraverso sw nati allo scopo; grazie a un lungo processo di comunicazione e all'impiego di risorse, è avvenuta la svolta che ha portato milioni di consumatori a preferire l'accessibilità di un'offerta a costi contenuti (all'epoca la parabola costava molto di più) e l'immediatezza di un'interfaccia grafica semplice ed accattivante rispetto alle estenuanti attese per il download e al rischio di finire in prigione: si aprì così un mercato prima di allora inimmaginabile, che attirò e sedusse anche chi non avrebbe mai immaginato di voler pagare per guardare un titolo in streaming.

Non al pubblico/utenza del mondo dei PC (che non si lascia soddisfare facilmente) o a quello delle console (che conta su un mix di utenti fra hardcore gamers e casual) ma al mercato mobile, la piattaforma per il gaming più estesa al mondo, si rivolge Netflix, sapendo che a questo tipo di mercato non interessano neanche poi tanto le prerogative prestazionali, grafiche o di esclusività del titolo: questo mondo guarda alla pura giocabilità.

Un pubblico che premia i giochi gratis e immediatamente fruibili, che non ha ne tempo ne pazienza per attendere lunghi caricamenti: un pubblico che si è fatto sedurre da software ludici atipici e innovativi e che ha fatto del match 3 un caso di successo planetario.

Netflix Gaming: l'utenza di farà sedurre?

Nintendo è maestra in questo tipo di strategia, difatti l'azienda nipponica sviluppa software che sono visti male dai puristi del videogame ma che sono fruiti da chi purista proprio non si sente; titoli non necessariamente ludici, ma che anzi sostengono coloro i quali non sono attratti da giochi complessi e sofisticati, pizzicando (con un certo tipo di prodotti) le corde della coscienza di chi si sente fuori forma (vedi Wii Sport, Wii Fit e Ring Fit Adv.) e vuole ricominciare a muoversi divertendosi.

Questi rappresentano una diversa idea di videogiocare e non inseguono a tutti i costi i disegni economici e di mercato canonici, orientandosi verso tipologie d'utenza a prima vista definibili come "di nicchia", salvo poi a conti fatti risultare prodotti di vasto interesse. 

Certamente Netflix non sta lavorando a Ring Fit 2.0 di Nintendo, ma senza dubbio punta a ingolosire quella gran parte che, sdegnata dall'Olimpo della tripla A, vuole solamente divertirsi, perché considera i videogames come tali e non già forme d'arte del nuovo millennio: stiamo parlando di quella massa multiforme di persone che fra una fermata e l'altra del bus preme freneticamente lo schermo dei propri mobile devices, un'eterogena quanto frettolosa platea di gente che giustamente o meno vuole dedicare poca attenzione alle app per giocare, finendo solitamente però col diventarne schiava.

Google e Apple si sono rivolti verso questo tipo di utenza, ovvero la massa di giocatori che non giocano davvero, ma solo Netflix è in grado di garantir loro un pacchetto di games potenzialmente esaltante, fatto di leggerezza, ben studiato e totalmente gratis: non pochi saranno tentati dall'idea di poter far parte delle proprie serie tv preferite (Stranger Things, Dark, La Casa di Carta, etc.) vestendo i panni del protagonista che si muove in un mondo fatto di meccaniche ludiche semplici e ben congegnate.

Sembra che nelle intenzioni a lungo termine dell'azienda di Scotts Valley ci sia quella di proporre giochi a pagamento o quella di chiedere un extra on top all'abbonamento canonico tout court: comprensibile e condivisibile da un punto di vista imprenditoriale, ma se si arriverà a questo sarà solo quando Netflix avrà compiuto i passi necessari nella direzione corretta, perché prima di allora ogni deviazione di rotta potrebbe risultare fatale alla sua reputazione.

Una partenza fatta di videogames semplici, ultra-accessibili e possibilmente arcade? 

E' quello che immaginiamo dati alla mano, ma ipotizziamo anche una virata nel tempo verso esperienze ludiche più mature e con una decisa struttura narrativa completa che scongiuri la superficialità del prodotto finale; in questo senso l'azienda si muoverebbe verso la stessa via già percorsa da TellTale, idea che ha cambiato il nostro approccio al mondo dei videogames ambientati nell'universo delle serie TV.

Netflix Gaming: tiriamo le somme

Netflix ha le carte in regola per imporre la sua supremazia su un mercato che fino ad oggi ha visto solo da lontano; forte di un bacino di utenti enorme che potenzialmente potrebbe convertirsi nella sua totalità al mondo dei videogames, farebbe si che si configurasse qualcosa di unico, ovvero non una novella azienda destinata a produrre ad esempio l'ennesima console, ma una media company a cui rivolgersi per stabilire nuovi accordi commerciali di ampio respiro, ad esempio lo sviluppo di titoli first party per mobile devices, magari fruibili interamente via cloud.

E così, anche quelle entità che ad oggi non possiedono le risorse o non vogliono avventurarsi in sfide proibitive contro il colosso di Redmond, potrebbero formare joint venture accomodanti, magari utilizzando i servizi della "big red" per ampliare i propri interessi al di là dell'universo PS/console.

Una cosa è certa: se un attore che può vantare oltre duecento milioni di abbonati decide di scendere in campo, consapevole di mancare di esperienza in quello specifico ambito commerciale, allora le aziende pronte a farsi avanti non mancheranno, magari direttamente inviate per l'occasione da Netflix stessa per la stipula di accordi strategici specifici.

Ancora una volta ce lo chiediamo: Netflix é l'azienda destinata a mutare il mondo dei videogames?

Non lo sappiamo ancora, magari si rivelerà solamente essere un esperimento dalla breve vita, ma con un pedigree come il suo le forze in campo sono avvisate: le risorse, i clienti e il potenziale non mancano e allora si dia inizio alla guerra!