Pokémon Go festeggia i 5 anni di rigogliosa e fertile attività. Correva il 16 luglio del 2016 quando tantissimi smartphone di tutta Italia (e in altri Stati, europei e non) scaricavano la nuova applicazione destinata a fare realizzare il sogno di molti ragazzi e ragazze: Pokémon Go.

Basato su realtà aumentata geolocalizzata con GPS, Pokémon Go è l’app che permette di girovagare in lungo e largo alla ricerca dei Pokémon, i “mostriciattoli” nati nel 1996 e protagonisti di un merchandising estremamente ampio e di successo. L’applicazione, sviluppata da Niantic per i sistemi operativi mobili iOS e Android, è stata creata con la collaborazione di Game Freak, The Pokémon Company e Nintendo.

Un’architettura simile era doverosa, dopotutto: basti pensare che, nella prima settimana di uscita, Apple ha dichiarato che Pokémon Go è stata l'applicazione mobile più scaricata dell'App Store nella settimana di lancio, superando i precedenti record di download. A distanza di tre anni, nel 2019 l’app ha raggiunto un altro grandioso traguardo: 1 miliardo di download in tutto il mondo.

Ma tutto questo hype, perché? A cosa è stato – ed è tutt’ora – dovuto? È una storia vecchia di 25 anni.

Pokémon Go è un sogno nato nel 1996

Era il 1996 quando un videogame per GameBoy, il bis nonno della moderna Nintendo Switch per capirci, vedeva la luce prima in Oriente, e poi in Occidente. Si trattava di Pokémon Rosso e Pokémon Blu, due versioni diverse dello stesso gioco di ruolo. 

La trama oggi ci sembra semplice, ma all’epoca era innovativa: il giocatore controlla gli spostamenti del personaggio principale nella regione di fantasia chiamata Kanto, con l’obiettivo di catturare tutte le creature che popolano la Terra, i Pokémon. Essi si possono catturare, allenare e utilizzare nelle sfide contro altri allenatori. 

Lo scopo del gioco è diventare il campione della Lega Pokémon, a cui si può accedere solo dopo aver sconfitto gli  otto capipalestra che daranno una medaglia come simbolo di vittoria per il personaggio. Dopo aver vinto la lega, per il giocatore sarà possibile affrontare i quattro allenatori più forti della regione: i Superquattro.  

Altro obiettivo, completare l’enciclopedia di fantasia del mondo pokémon, il Pokédex. Per farlo, nel 1996 erano “solo” 151 i pokémon necessari, a differenza dell’attuale Pokémon Go, che ne conta più di 800.

Dato il successo planetario, la casa di produzione decise di farne anche un anime, distribuito inizialmente nel 1997 in Giappone, per poi essere proposto a livello globale. In Italia, la prima puntata dell’anime andò in onda nel 2000, data che segnerà la storia e farà compagnia a milioni di bambini e ragazzi fino ad oggi, essendo l’anime ancora in onda.

Non solo anime e Pokémon Go, anche i videogiochi

Ma, attenzione, l’industria Pokémon non si è assolutamente fermata ai titoli del 1996 e all’anime (della durata di 26 anni) e al moderno Pokémon Go.

Difatti, L'enorme successo ottenuto in tutto il mondo ha portato alla creazione di ulteriori videogiochi, film, manga, un gioco di carte collezionabili, libri, innumerevoli gadget e giocattoli.

La serie di videogame che ha contributo al diffondersi della “poké-mania” è la seguente:

  • Pokémon Rosso e Verde (Game Boy, 1996)
  • Pokémon Rosso e Blu (Game Boy, 1998)
  • Pokémon Giallo (Game Boy, 1998)
  • Pokémon Oro e Argento (Game Boy Color, 1999)
  • Pokémon Cristallo (Game Boy Color, 2000)
  • Pokémon Rubino e Zaffiro (Game Boy Advance, 2002)
  • Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia (Game Boy Advance, 2004)
  • Pokémon Smeraldo (Game Boy Advance, 2004)
  • Pokémon Diamante e Perla (Nintendo DS, 2006)
  • Pokémon Platino (Nintendo DS, 2008)
  • Pokémon Oro HeartGold e Argento SoulSilver (Nintendo DS, 2009)
  • Pokémon Nero e Bianco (Nintendo DS, 2010)
  • Pokémon Nero 2 e Bianco 2 (Nintendo DS, 2012)
  • Pokémon X e Y (Nintendo 3DS, 2013)
  • Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha (Nintendo 3DS, 2014)
  • Pokémon Sole e Luna (Nintendo 3DS, 2016)
  • Pokémon Ultrasole e Ultraluna (Nintendo 3DS, 2017)
  • Pokémon Let's Go, Pikachu! e Let's Go, Eevee! (Nintendo Switch, 2018)
  • Pokémon Spada e Scudo (Nintendo Switch, 2019)

Differenze nella struttura di gioco

Nel corso degli anni, la dinamica della maggior parte dei titoli di gioco è rimasta abbastanza fedele a quella di Pokémon Rosso e Blu.

Per molti anni (diciamo fino a Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha) sono rimaste invariate le dinamiche competitive: si sceglie uno starter iniziale (a scelta tra il tipo fuoco, erba e acqua), si comincia a catturare i vari pokémon della regione e a combattere contro allenatori random e capipalestra, per ottenere le medaglie necessarie ad accedere alla Lega.

Fin qui, tutto nella norma. Elementi nuovi, sono la possibilità di catturare il Pokémon Leggendario (ossia unico e rarissimo) che fa da mascotte ufficiale di ogni titolo: solitamente, ciò può avvenire dopo aver sconfitto il Campione della Lega Pokémon, oppure dopo aver battuto il boss finale della squadra di cattivi che intralcia il protagonista. Se nell’anime questo titolo è (per lo più) stato affidato a Jessie e James del Team Rocket, nei titoli si trovano il Team Idro, il Team Magma, Team Galassia, Team Plasma ecc…

Dal titolo “Sole e Luna”, le cose cominciano a cambiare: non più 8 Capipalestra da sconfiggere, ma allenatori specifici a cui dimostrare di essere degno di proseguire nel cammino verso la conquista del titolo di Campione della regione in cui ci si trova. Inoltre, si è molto vicini a Pokémon Go, nel senso che è possibile trasferire i mostriciattoli da Nintendo Switch allo smartphone, al fine di garantire all’utente un’esperienza di gioco ampia e appagante.

Pokémon Go nel 2016 ha reso allenatori

Perché Pokémon Go realizza un sogno? Perché permette di “esplorare” la propria città alla ricerca dei Pokémon, come per anni abbiamo fatto solo e unicamente da una console. Uscendo di casa, girando per le strade che ci hanno visto crescere o per quelle di una città in cui ci troviamo da poco tempo, tramite smartphone possiamo cercare, catturare e allevare Pokémon.

Dal 2016, anno di rilascio dell’app, c’è stata una continua evoluzione da ciò che si poteva fare a quello che adesso è in grado di offrire Pokémon Go in un connubio perfetto con la realtà aumentata.

Inizialmente, l’app permetteva di catturare i soli 151 Pokémon del primo titolo, sparsi per tutta Italia. All’inizio occorre scegliere uno tra i tre Team: Team Istinto (contrassegnato dal colore giallo), il Team Saggezza (blu), il Team Coraggio (rosso).

Al fine di recuperare le Poké Ball (strumenti necessari per la cattura di un pokémon) occorre recarsi presso un Pokéstop, che corrispondono a luoghi caratteristici del mondo reale, posizionati in luoghi pubblici, come ad esempio: parchi, piazze e monumenti. I Pokéstop sono segnalati sulla mappa da cubi blu che fluttuano, quando il giocatore è abbastanza vicino ad un Pokéstop il cubo si trasformerà in un disco blu. Con la cattura e i Pokéstop, si ottiene Polvere Stella, in grado di potenziare i pokémon. 

Insieme ai Pokéstop, sparse per le città era possibile scovare qualche Palestra. Se era della squadra scelta e c’era uno slot libero, ci si poteva lasciare il proprio pokèmon. Più tempo stava lì, più “pokémonete” si ottenevano (utili per acquistare pokéball o aumentare gli spazi nella borsa). Se era di una delle due squadre avversarie, la si affrontava per battere i mostriciattoli messi a presidiarla.

Infine, essi possono evolvere nel loro stadio successivo mediante il raggiungimento di un certo numero di “caramelle”: 25, 50, 100 o 400. Più esemplari di quello stesso Pokémon si catturano, maggior quantità di caramelle si ottengono. Ogni cattura vale 3 caramelle, e con il trasferimento del Pokémon se ne ottiene una.

Inizialmente, il gioco era “tutto qui”. Rispetto agli enormi sviluppi, tutto ciò sembra “facile”, ma non è proprio così. Bisognava macinare moltissimi chilometri per trovare i Pokéstop (troppo pochi e lontani gli uni dagli altri) e i Pokémon che apparivano era sempre gli stessi nelle stesse zone italiane, rendendo difficoltoso completare il Pokédex. 

Pokémon Go nel 2021 ha reso Poké Master

Nel corso di questi cinque anni, in Pokémon Go molte cose sono migliorate: comparse massicce, più Pokémon, Palestre e Pokéstop; la possibilità di mettere un mostriciattolo come compagno e ottenere un certo numero di caramelle in base ai chilometri percorsi; la possibilità di lottare contro altri allenatori (PvP) e partecipare alle leghe Pokémon dell’app.

Le Leghe Pokémon presenti in Pokémon Go sono: Lega Mega, Lega Ultra e Lega Master. In ognuna, è possibile partecipare con 3 pokémon entro certi limiti di “forza” (PL).

Si parte sempre dalla Lega Mega, in cui si possono scegliere mostriciattoli entro i 1.500 PL. Scegliere i tre campioni non è semplice, perché come nel gioco per console, ci sono alcuni più forti, altri meno, altri ancora non brillano per PL ma hanno una forte resistenza e quindi è possibile vincere grazie ad essa.

Alcuni Pokémon però, sono delle “garanzie” rispetto ad altri. Sono elencati tutti nel video di Danielesoratube, YouTuber, che aiuta i suoi colleghi allenatori con video legati al mondo Pokémon Go. In questo, parla proprio delle squadre migliori per vincere la Lega Mega:

Pokémon Go: un successo economico ma anche salutare

Pokémon GO dal giorno del suo debutto ha incassato attraverso gli acquisti in-app circa 2,65 miliardi di dollari in tutto il mondo su App Store e Google Play, diventando a buon diritto uno dei giochi per smartphone di maggior successo e superando anche gli introiti generati, nei primi tre anni di vita, dai popolari Candy Crush Saga e Clash Royale.

Incredibile, ma c’era da aspettarselo: dopotutto, è la degna celebrazione di un brand ventennale.

Ma, oltre al successo economico, Pokémon Go merita un elogio anche da un punto di vista salutare. Secondo diversi utenti, Pokémon Go è un valido alleato anche a combattere obesità e disturbi psicologici. Nello specifico, come riportato dalla rivista online Tech.Mic, il gioco ha un enorme potenziale come terapia digitale per coloro che soffrono di problemi come ansia, depressione e agorafobia. Coinvolgendo le persone, il gioco ha incentivato l’attività fisica, ma li ha anche motivati ad una maggiore partecipazione sociale.