Quando si tratti di videogiochi, spesso non si fa mai abbastanza caso al fatto di come occorra semplicemente citare un genere per riportare subito alla mente uno o due titoli simbolo e particolari di quella sfera videoludica

Si pensi solo a quel genere che viene definito solitamente First Person Shooter: nella memoria dei gamers anagraficamente più acerbi affioreranno senza troppi indugi titoli come Call of Duty e Battlefield. Se ci spostassimo invece sul genere comunemente denominato avventura grafica il rimando andrà immediatamente a capolavori ludici quali Monkey Island o Broken Sword.

Qualora ci si proietti su videogiochi a tema calcistico, nella fattispecie, i riferimenti andranno a due colossi ai quali non si può, in effetti, fare a meno di pensare, il passaggio pressappoco automatico: ovviamente stiamo parlando di FIFA e di PES

Una duplice prospettiva, un binomio scandito da differenze, più o meno marcate, un solo e medesimo sport.

Prospettive calcistiche che nel corso del tempo sono andate evolvendosi a braccetto, richiamando a sé porzioni di gamers sempre più ampie e portentose, traslando l’idea di videogioco sportivo verso standard che di anno in anno sono andati sempre più elevandosi. 

Il calcio non è solo quello per così dire ufficiale, ma sbarca anche in altre dimensioni, come ad esempio nei mondi di Mario e Sonic. GiosephTheGamer, in un video caricato sul suo canale YouTube, ci porta alla scoperta di questo mondo: 

Oltre la diarchia EA/Konami

Del resto, è proprio in questa direzione che sin son mosse Electronic Arts e Konami: nel giro di pochissimo tempo, con tempistiche e metodologie differenti a realizzare e dar forma a fenomeni globali che, lo si accetti o meno, hanno marchiato in una certa ottica il corso degli eventi di questo medium.

Come si accennava in principio, non siamo di fronte agli unici rappresentanti del genere, la cerchia è senz’altro più larga. Riferendo di FPS  o di avventure grafiche potremmo indicare una buonissima quantità di titoli in grado di emozionare e commuovere i giocatori più appassionati, identico discorso lo si dovrà far valere per i videogiochi a tema calcistico. 

L’intenzione è abbastanza evidente e forse ambiziosa: si intende riannodare in poche righe lampi di storia di un genere al quale non possiamo sempre e solo accostare quei due titoli.

È tempo di trascendere gli eterni Pes e Fifa, andando alla scoperta di videogiochi troppo spesso accantonati nella memoria dei più, ma con tanto, tanto da raccontare. Si parte. 

Videogiochi e calcio, anni Novanta

I primi anni da prendere in esame sono il 1993 e il 1994, tra chi legge, alcuni manco nei programmi dei genitori, altri, si approcciavano per la prima volta alla vita da gamers.

Siamo di fronte a un momento epocale della storia dei videogiochi a tema calcio, sono gli anni di esordio dei due titoli che hanno sovvertito la concezione del videogioco calcistico di ogni sorta, nascono due stelle FIFA e PES

Sebbene non sembra poi trascorso chissà quanto tempo, comparando a sommi capi la dimensione di quegli anni e il presente, salterà subito all’occhio come in effetti si parli di due ere completamente differenti

C’è chi, con delle buone ragioni, potrebbe bollare come “eccessiva” la soglia arrivata a sfiorare dalla diarchia EA e Konami. Standard che rasentano ogni giorno di più un realismo smisurato che, di tanto in tanto, quasi ci confonde, ci disorienta in una dimensione dove il confine tra videogioco e realtà pare sia davvero labile. 

Videogiochi e calcio, l’anno zero

I videogiochi consacrati all’universo calcistico e allo sport più amato al mondo vedono la loro nascita ben prima del sorgere di questi due mostri sacri del mondo videoludico.

L’anno da segnare è il 1978, questa è l’era di Fussball: si tratta di una console tascabile ideata da Mattel la quale garantiva, anche per via di una sequela di limiti nella progettazione, un tasso competitivo eccezionalmente elevato. 

Segue poi Atari Soccer, lanciato solamente due anni più tardi: qui si pongono le fondamenta per quelli che diverranno d’ora in poi i videogiochi a tema calcistico.

Il gioco, disposto di un’interfaccia non troppo complessa e più che mai minimale, fu difatti in grado di attirare le lusinghe di una platea piuttosto ampia arrivando a toccare esiti piuttosto apprezzabili in quanto a vendite.

L’avventura dei videogiochi dedicati al calcio, in definitiva, comincia proprio in questo istante.

Videogiochi e calcio, concezioni diverse

Nel corso del tempo si andrà poi incontro, come si diceva, a diverse prospettive su quello che, in fin dei conti, viene definito come lo sport più amato e seguito al mondo. 

Il 1989 è l’anno di Kick Off. A progettarlo il designer italo-britannico Dino Dini. Un gioco che non ha pari, intramontato, capace di recare delle piccole e originalissime novità nel genere. In maniera differente rispetto alla stragrande maggioranza degli altri titoli legati al calcio, difatti, il muoversi del pallone qui ha luogo in modi più realistici, con una sorta, ci sia concesso, di introduzione “ancestrale” alla fisica calcistica nel contesto di un videogioco. 

Kick Off sarà un vero e proprio trionfo,  al quale seguirà la messa a punto di diverse altre edizioni e perfino di una speciale tutta dedicata all’appuntamento con i Mondiali 1990 che prenderà il nome di Franco Baresi World Cup Kick Off.

Sono sempre gli anni Novanta a farla da protagonisti, stavolta con un’altra serie in grado di lasciare un segno nella storia del genere in questione come nessun altra: parliamo di Sensible Soccer, concretizzata dalla software house britannica Sensible Software al tempo celebre al pubblico per uscite quali Parallax, Wizball e Mega Lo Mania. 

Con il trascorrere degli anni è andato edificandosi un autentico mito attorno alla serie cominciata nel 1992, al punto tale da muovere un team di appassionati a realizzare Sociable Soccer: un programma in principio non andato in porto su Kickstarter ma che, in seguito ad anni di fatiche ad oggi in corso, pare si avvicini finalmente verso una conclusione, nella speranza riposta da molti che sia capace di celebrare le atmosfere magiche del gioco originale.

Videogiochi e calcio, arriva Virtua Striker di Sega

Nel corso degli anni Novanta, assieme ai giganti del genere, quali Fifa e Pes, quest’ultimo in principio conosciuto International Superstar Soccer, sono lanciati sul mercato anche altri prodotti, di cui alcuni dimenticati nel giro di poco. 

Un esempio potrebbe essere l’esperienza di Actua Soccer. Al debutto a partire dal 1995 e il cui sviluppo lo si deve a Gremlin Interactive. Il videogioco prometteva una dimensione virtuale calcistica di assoluto valore per il periodo: si era innanzi del resto al primissimo gioco in grado di adoperare un motore grafico interamente tridimensionale, avvalendosi per di più della tecnologia motion capture con l’intento di dare all’insieme tocchi e sfumature sempre più realistiche.  

Muovendosi sul di un versante prettamente arcade, occorrerà senz'altro menzionare Virtua Striker di SEGA. L'esordio arriva con l'appuntamento dei Mondiali Usa 1994.

Il gioco assicurava una prospettiva di gioco alla portata e parimenti dinamica: avvalendosi di tre soli tasti ci si ritrovava in un lampo nel bel mezzo di una partita di calcio, rapiti dalle mille emozioni dello sport più amato di sempre. 

L’epilogo della serie, Virtua Striker 4, è stato prodotto nel 2004 a cui ha fatto seguito una versione aggiornata due anni più tardi, in omaggio ai Mondiali di Germania 2006, vinti proprio dalla nazionale italiana. 

Videogiochi e calcio, la prospettiva manageriale 

Per chi vantasse altresì approcci calcistici più gestionali e manageriali la scelta non potrebbe, senza dubbio, che orientarsi immediatamente su Football Manager: un gioco che ha fatto la storia, una serie a oggi in corso.

Il videogioco manageriale per antonomasia prese forma nel lontano 1982 con un titolo presentato su ZX Spectrum e, in seguito a vari intervalli e pause, stabilmente partecipe del mondo ludico dal 2005 ai giorni nostri. 

Nel mentre l’esordio di Championship Manager, meglio noto da noi con il titolo di Scudetto, altro gioco targato dai britannici di Sports Interactive.

Una serie con la quale è andato pian piano costruendosi un archivio di dati relativo a squadre, giocatori e allenatori dalle estensioni colossali: un prospetto che non vede conclusione, anche per merito e per il supporto  della community, un progetto che diventa anno dopo anno sempre più straordinariamente imponente.

Videogiochi e calcio, le alternative che ispirano i colossi

Volgendo lo sguardo al passato, allora, ci si rende conto di come le alternative ci siano e di quanto non esista solo la diarchia EA/Konami con gli eterni Fifa e Pes. Tanti dei prodotti outsider hanno ispirato e non poco tanto quanto annualmente andiamo a lodare dei due celebri colossi videoludici. 

Si pensi solo a I Play 3D Soccer. Un titolo made in Italy, lanciato da Simulmondo nel 1991, distribuito per Atari St, Amiga e Commodore 64. La sua originalità farà strada e scuola. I giocatori avevano la possibilità di indossare il completino di un singolo calciatore, una full immersion nel game mai esperita.

L’immedesimazione trascendeva il team, focalizzandosi su di un solo campione perno di una squadra con la quale cooperare per portare i tre punti a casa. 

Una visione di gioco molto apprezzata da critica e fruitori, ripresa dapprima nel 1997 da Libero Grande di Namco e poi da PES 2009 di Konami, quando sarà inserita la modalità ad hoc:“Diventa un mito”, l’occasione per indossare i calzoncini di un solo calciatore e ripercorrere la sua intera carriera tra club, nazionale e vita pubblica e privata. 

Anche EA Sports ha voluto dire la sua e da alcuni anni ha esordito con la sua proposta nella medesima modalità, virando su di una prospettiva in maggior misura ispirata al racconto e intitolandola “The Journey”.

Da piccole sperimentazioni derivano grandi responsabilità.

Football Drama, la narrazione del calcio

In conclusione un titolo nostrano, realizzato dall’equipe fiorentina Open Lab: il riferimento è a Football Drama, che debutta su diverse piattaforme a partire dal 2019 e capace di disegnare una forma totalmente differente di pensare il genere dei videogiochi a tema calcistico. 

L’impronta data al gioco è chiaramente narrativa: il gamer vestirà gli abiti dell’allenatore Rocco Galliano, avendo la possibilità di sperimentare un’esistenza da coach e da uomo, dovendo prendere decisioni spesso fondamentali dentro e fuori il rettangolo di gioco.