I tanto amati videogiochi hanno da qualche giorno compiuto 50 anni, mezzo secolo di divertimenti, sorprese, sviluppi e straordinarie innovazioni. Da Computer Space ai nostri giorni il passo è breve. 

Non è una ricorrenza da poco, non capita sempre di trovarsi a festeggiare il cinquantennio dei videogiochi, concepiti come articolo commercializzato su vasta scala. È trascorso in effetti tanto e tanto tempo, in questi decenni l’universo videoludico ha potuto constatare uno sviluppo esponenziale e senza precedenti. Eccole le nozze d’oro di videogiochi e gamers. 

Tanti dei lettori e dei gamers che leggeranno queste righe probabilmente non avranno avuto modo di sperimentare in presa diretta il trascorrere di tutte le generazioni, ma l’amore per il vintage esiste anche in questo mondo ludico, e senz’altro la mania e la passione del “retrogaming” attualmente è in costante crescita. 

Ovviamente non basteranno poche righe a racchiudere ed esaminare quanto sia accadute in cinque decenni di storia video ludica, forse non basterebbe una pubblicazione.

Potremmo bensì proporre e raccontare di alcuni dei titoli e di alcune console che hanno scritto pagine di storia dei videogiochi. Un itinerario tra titoli di garantita celebrità e altri più datati, che presumibilmente lasceranno di stucco. 

Intanto Alberto Olla, in un video caricato sul suo canale Youtube, ci spiega come creare videogiochi, con consigli, linguaggi e tecnologie adeguate: 

L’alba dei Videogiochi, Computer Space

Cominciamo dal principio, dall’alba dei tempi, e ovvero Computer Space. Era il 1971. Ma perché iniziare questa ludica rassegna proprio da qui? 

Il videogioco preso in esame è del resto stimato come la pietra angolare dell’arcade prodotto su scala globale dalla Nutting Associates. Si trattava in ogni caso di un videogioco non semplice che poneva le sue fondamenta in “Spacewar!“: uscito nel 1962, congegnato su computer PDP-1.

Tale disamina ci fa subito rendere conto che i videogames erano d’altronde prodotti anche in tempi antecedenti il giorno 0, ma non andrebbero considerati come un autentici articoli commercializzati. 

Una dimostrazione  potrebbe essere quella dell’esperienza dell’ingegnere tedesco Ralph H. Baer: egli fu in grado di produrre già nel 1967 il primissimo videogames multigiocatore da visualizzare sullo schermo della tv, il gioco in questione era Bucket Filling Game.

I videogiochi e la prima console al mondo 

È tempo di soffermarsi sulla prima console che ha debuttato nel mondo. Ci riferiamo alla Magnavox Odyssey, il cui archetipo fu opera del già citato ingegnere tedesco Ralph Baer nel 1969. La presentazione ufficiale avvenne poi nella giornata del 24 maggio 1972

Non mancarono di certo ambiguità e zone grigie: difatti, trascorsero solo tre mesi e Atari realizzò il videogame PONG (un titolo che è rimasto senza dubbio nella storia di questo settore). Non ci volle molto: la Magnavox decise così di denunciare Atari per aver violato il brevetto, siccome si presentava come praticamente uguale al gioco di tennis della Magnavox Odyssey.

Non è tutto, nel corso degli anni Ottanta proseguirono le querele verso altre aziende e le ragioni erano sempre le medesime, solitamente la cause erano vinte o quantomeno si giungeva al patteggiamento.

In altri termini, con l’avvento di Pong fu segnata l’apertura ufficiale della stagione dei videogiochi, ed è a tal motivo che si rincorrevano in maniera spasmodica e quotidiana dispute su paternità e diritti tra articoli quanto mai acerbi e tra loro somiglianti. 

Videogiochi, anno 1978

Si prosegue lungo questo succulento itinerario. Un anno importante e da prendere in esame è assolutamente il 1978: la società giapponese Taito lancia sul mercato Space Invaders, che si presenta sin da subito come un vero e proprio trionfo, si era da poco entrati nell’età dell’oro dei videogiochi arcade.

Da tenere a mente anche un altro dettaglio a dir poco fondamentale, approcciarsi a un videogame a quel tempo era del tutto differente dalla nostra quotidianità, all’epoca di parlava di sale giochi

I videogiochi erano molto più di un appuntamento meramente ludico, ma rappresentavano un’occasione e un momento per stare insieme, incontrare amici e socializzare, attimi di divertimento.

Nel nostro presente tale approcciarsi ai videogames è andato completamente perduto, le console sono presenti nelle case, nelle camerette. In più l’avvento di internet ha mutato ancor di più usanze e ha cambiato totalmente anche il volto dell’industria videoludica. 

Questo è un tempo in cui i gamers sono connessi da casa e giocano “insieme”, anche se a distanza. Certo, permane il desiderio di testare nuovi titoli con gli amici, ma le modalità sono radicalmente stravolte rispetto agli anni Ottanta. 

Videogiochi, l’età dell’oro

Gli anni Ottanta, questo è il momento in cui si scrive la storia dei videogiochi, questa la cosiddetta età dell’oro. Sono momenti che vedono l’introduzione di tantissime novità nell’universo video ludico. Presero forma gli sparatutto a scorrimento, altrimenti detti Battlezone.

È questo il periodo in cui il pubblico fa la conoscenza del famigerato e mai tramontato Pac-man. Altra pagina indelebile e che cambierà per sempre la storia di cui stiamo trattando, vide il suo assoluto debutto Mario che, almeno in principio, prese il curioso nome di Jumpman.

Sempre questi sono gli anni che registrano l’affermazione dei cosiddetti “home computer” dotati di joystick: da menzionare senz’altro è il Commodore 64, in commercio tra il 1982 e il 1994. Forse tra chi ci legge saranno in molti a non aver mai udito parola su queste straordinarie e obsolete creature meccaniche, esperienze che varrebbe la pena di provare, specie per gli appassionati incalliti di questo mondo.

Videogiochi, la Nintendo e i suoi mostri sacri

Altra data imprescindibile e che abbiamo il dovere di segnalare lungo questo nostro itinerario è quella del 1983: viene realizzato il NES (Nintendo Entertainment System) che andò sviluppandosi nell’arco di un biennio.

A seguire, negli anni Novanta, con l’avvento e il diffondersi dei computer più aggiornati e l’alba dell’era Internet, l’universo videoludico fu ervaso da un cambiamento a dir poco radicale: si affermano le console portatili, si pensi solo al Game Boy e al Game Gear, grazie a questi dispositivi conoscono la loro notorietà e il loro successo fondamentali saghe dell’universo Nintendo come Super Mario e The Legend of Zelda.

In seguito ecco il mondo contemporaneo, nell’ordineil Nintendo 64 e il DS, e ancora la Playstation 1, 2 e le console seguenti (comprese tra la sesta e ottava generazione). Di queste la conoscenza, lo si voglia o meno, si sia giocatori o meno, è quasi d’obbligo, la gran parte della platea certamente le avrà sperimentate o quantomeno osservato in prima persona.

Videogiochi, una lunga evoluzione

Come si diceva, lo sviluppo dei videogiochi quanto delle console è stato un percorso a tappe piuttosto lungo e composito. 

Innanzitutto va detto come nel primo decennio degli anni duemila la produzione videoludica ha potuto constatare una progresso straordinario, basti anche solo prendere in considerazione il transito dalla grafica di una PS2 ad una di PS3.

Con l’avvento della generazione PS4 la dedizione e gli sforzi degli sviluppatori si sono addirittura moltiplicati, come, del resto, gli introiti del settore in questione (da 2 miliardi di dollari).

Non è tutto, finanche l’esperienza VR è in progressiva ascesa, una rivoluzione estremamente appassionante e inimmaginabile per i gamers di una volta. 

Ci si avventura sempre più in una dimensione dove le spese per la produzione di videogiochi si avvicinano e in alcuni casi eguagliano o superano quelle della realizzazione di un film hollywoodiano.

Questo muta del tutto le carte in tavola, facendo sì che crescano i timori delle aziende di sviluppo nel lanciarsi in iniziative completamente nuove o che “osino” eccessivamente, per la preoccupazione di incappare in un “flop”, che talvolta potrebbe rivelarsi un disastro economico e finanziario.

Videogiochi, la crescita esponenziale in Italia

I segnali di questo sviluppo videoludico non si contano. Non ci riferiamo più a un semplice svago, ma un iter industriale che annualmente macina miliardi e miliardi di introiti.

Una crescita esponenziale avvertita anche nel nostro Paese, specie nel 2020, anno incredibilmente fecondo per il settore videoludico italiano, coadiuvato, purtroppo, da una congiuntura mondiale che ha obbligato in tantissimi a trascorrere una smodata quantità di tempo tra le mura domestiche e quindi anche davanti alla console. 

Durante l’arco di questi dodici mesi, il mercato dei videogiochi ha registrato allora cifre vertiginose anche in Italia. A fornire i numeri inerenti le vendite videoludiche del nostro Paese nel corso del 2020 IIDEA, l’istituto associativo che fa gli interessi dell’industria dei videogiochi in Italia. 

Il settore registra una performance storica: cresce, infatti, del 21,9% rispetto alla precedente rilevazione e realizza un giro d’affari di 2 miliardi e 179 milioni di euro.

Videogiochi, prospettive future

Idee e proposte della generazione nascente si presentano senz’altro numerose e stimolanti sebbene, manco a dirlo, a mutare sia anche il pubblico e le sue esigenze.

Attualmente la platea è divenuta estremamente più meticolosa circa la dose di FPS a schermo, i giocatori si mostrano maggiormente vigili e rodati (ormai) in quanto a titoli graficamente “incredibili”, e cioè grandemente avanzati.

Per le aziende di produzione del settore recare soddisfazione al pubblico moderno non è assolutamente un, è il caso di dirlo, gioco da ragazzi, poiché spetterà loro dar credito a ogni risorsa disponibile, con l’incertezza sugli esiti a dominare il contesto. 

La chiusura è riservata a un invito a potenziali lettori e giocatori incalliti o meno, l’invito, appunto, sarebbe quello di procedere ben al di là del “gioco giocato”, cercando di sviluppare una facoltà di giudizio utile a lodare un’opera, in questo caso videoludica, per le sue molteplici anime e, perché no, per i suoi difetti.

I videogiochi andrebbero considerati alla stregua di opere d’arte e, in questa prospettiva, proseguiranno nel trasmettere emozioni e divertimento a tanti e a lungo.