Tenaris è reduce da un rally in scia ai risultati trimestrali pubblicati a inizio novembre. Nel terzo trimestre le vendite nette si sono attestate a 1,754 miliardi di dollari, in crescita del 73% sugli 1,013 mld di un anno fa e del 15% sul dato del secondo trimestre di quest’anno. L’utile operativo trimestrale passa in un anno da un rosso di 70 milioni di dollari a un utile di 231 milioni di dollari (+52% sul trimestre precedente).

Il risultato netto della capogruppo passa da una perdita di 33 milioni di euro a un utile di 330 milioni (+12% sul trimestre precedente). Il risultato per azione passa da un perdita di 0,03 dollari a un eps di 0,28 dollari ad azione. Il risultato per ADS passa da -0,06 a +0,56 dollari.

Il giro d’affari del trimestre è cresciuto del 15% sul trimestre precedente, come detto, grazie alle attività in Nord e Sud America, mentre le vendite in Medioriente continuano a essere danneggiate da un destocking e e quelle in Europa da fattori stagionali. Sono cresciuti in media i prezzi di vendita e questo ha consentito una crescita dell’ebitda margin al 21,6% (10,6% nel terzo trimestre del 2020 e 19,7% nel secondo trimestre 2021).

Il cda di Tenaris ha annunciato il pagamento di una cedola intermedia di 0,13 dollari ad azione ($ 0,26 per ADS).

Raggiunto un accordo preliminare per lo scioglimento della joint venture con JFE Holding in un impianto di condotte senza saldature in Giappone. L’impianto chiuderà entro il giugno 2022.

Recentemente Kepler Cheuvreux ha alzato il target price sul titolo a 15 euro da 11 euro.

Andamento del sottostante

L'analisi del grafico di Tenaris mette in evidenza un uptrend di in atto dai minimi di novembre 2020. Il titolo ha superato il picco di settembre 2019 a 10,80 e sta ora lottando con la resistenza a quota 11, senza riuscire per il momento ad avere la meglio. Conferme oltre questo limite spianerebbero la strada verso area 12, pari al 61,8% di ritracciamento di tutto il ribasso partito nel maggio 2018. L'incapacità di superare area 11 e il ritorno sotto 10,80 comporterebbero invece l'avvio di ribassi verso almeno 10,15, media esponenziale a 20 sedute, poi verso 9,90 e 9,56 euro.

Strategie operative su Unicredit

Lo scenario individuato porta a valutare una strategia di matrice rialzista su Tenaris con obiettivo principale a 12 euro. Tra la platea di certificati a disposizione su questo sottostante è possibile aprire una posizione rialzista sul Turbo Open End (Isin DE000HB0JNS5), ultimo prezzo scambiato a 2,505 euro. La struttura ha uno stop loss intrinseco a 8,522431 euro, al cui raggiungimento il prodotto verrebbe azzerato.

Il certificato ha una leva di 4,35 volte.

Da sapere prima di investire

Rischio di credito sull’Emittente. I certificati espongono l’investitore al rischio di credito sull’Emittente, compreso il rischio connesso all’utilizzo del “Bail-In” e degli altri strumenti di risoluzione previsti dalla Direttiva Europea in tema di risanamento e risoluzione degli enti creditizi.

Capitale iniziale non garantito. In caso di variazione negativa del sottostante superiore al livello della Barriera o nel caso di insolvenza dell’emittente, non è prevista la restituzione del capitale inizialmente investito.

Importo a scadenza. L’investitore è esposto al rischio di perdita (anche totale) del capitale investito nel caso in cui alla scadenza il Prezzo di Riferimento dell’azione sottostante risultasse inferiore a quello corrispondente alla Barriera.

Dividendi. Ai possessori dei certificati non sono riconosciuti gli eventuali dividendi distribuiti dall'azione sottostante e non hanno alcun diritto ulteriore derivante dal possesso dell’azione stessa (per esempio i diritti di voto).

Fiscalità. I redditi derivanti da certificati di investimento sono soggetti ad una tassazione pari al 26%. Questo valore viene calcolato sia sui profitti derivanti da vendita (o rimborso) del certificato ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto sia sull’importo delle cedole eventualmente staccate dal prodotto finanziario durante la sua vita. E’ consentito compensare i redditi derivanti dai certificati con le minusvalenze rivenienti anche da altri titoli.