Di recente la Bce ha inviato segnali di conferma sulla tenuta della ripresa nonostante gli effetti negativi delle variante Delta, a discapito del mantenimento di una politica monetaria ultra accomodante. Lo scenario appare dunque favorevole ad un ulteriore rialzo delle quotazioni, in particolare dei titoli bancari, predominanti nel paniere benchmark italiano, che troverebbero vantaggio dalla risalita dei rendimenti.

Andamento del sottostante

L'analisi del grafico del Ftse Mib mette in evidenza un rallentamento della reazione realizzata dai minimi di luglio che si è arenata poco sotto 26.700 punti. Senza la rottura di questi limiti aumenterebbe il rischio di una ricaduta sui supporti a 25.700/25.800 e più sotto fino a 24.682, base del gap del 22 luglio. Oltre 26.688 via libera invece verso 27.260, lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di marzo 2020.

Strategie operative sul Ftse Mib Index

Lo scenario individuato porta a valutare una strategia di matrice laterale/rialzista sul Ftse Mib Index che permetta di assicurarsi un flusso cedolare periodico durante la vita del Certificate. Tra la platea di certificati a disposizione su questo sottostante è possibile aprire una posizione sul Cash Collect (Isin GB00BNNLHW18), con fixing iniziale (strike) a 23279,78 euro e prezzo a 1.066,51 USD circa. La struttura ha una barriera di tipo europea.

Il certificato è stato emesso il 22 novembre 2019 e scade il 15 novembre 2024.

(Claudia Cervi)

Indicatore di Rischio

L'indicatore di rischio assume che l'investitore mantenga il prodotto sino a scadenza. Il rischio effettivo può variare in modo significativo in caso di vendita del prodotto in un momento antecedente e l'investitore potrebbe ottenere un rendimento minore. L'indicatore sintetico di rischio è una guida per il livello di rischio di questo strumento finanziario rispetto ad altri prodotti. Tale indicatore illustra le probabilità di perdita del capitale per l'investitore a causa dell'andamento dei mercati o se l'Emittente, per effetto di un deterioramento della sua solvibilità ovvero versi in uno stato di dissesto, non sia in grado di corrispondere gli importi dovuti in relazione allo strumento finanziario. Il rischio di perdite potenziali sulla stima dei risultati futuri è classificato come medio (livello 3).

Da sapere prima di investire

Rischio di credito sull’Emittente.  I certificati espongono l’investitore al rischio di credito sull’Emittente, compreso il rischio connesso all’utilizzo del “Bail-In” e degli altri strumenti di risoluzione previsti dalla Direttiva Europea in tema di risanamento e risoluzione degli enti creditizi.

Capitale iniziale non garantito. In caso di variazione negativa del sottostante superiore al livello della Barriera o nel caso di insolvenza dell’emittente, non è prevista la restituzione del capitale inizialmente investito.

Importo a scadenza. L’investitore è esposto al rischio di perdita (anche totale) del capitale investito nel caso in cui alla scadenza il Prezzo di Riferimento dell’azione sottostante risultasse inferiore a quello corrispondente alla Barriera.

Dividendi. Ai possessori dei certificati non sono riconosciuti gli eventuali dividendi distribuiti dall'azione sottostante e non hanno alcun diritto ulteriore derivante dal possesso dell’azione stessa (per esempio i diritti di voto).

Fiscalità. I redditi derivanti da certificati di investimento sono soggetti ad una tassazione pari al 26%. Questo valore viene calcolato sia sui profitti derivanti da vendita (o rimborso) del certificato ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto sia sull’importo delle cedole eventualmente staccate dal prodotto finanziario durante la sua vita. E’ consentito compensare i redditi derivanti dai certificati con le minusvalenze rivenienti anche da altri titoli.

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