Generali ha lanciato un’OPA totalitaria su Cattolica Assicurazioni a 6,75 euro, con obiettivo il delisting. Il gruppo triestino aveva già rilevato nei mesi scorsi il 24% di Cattolica attraverso un aumento di capitale e punta ora a diventare leader di mercato anche nel ramo danni, rafforzando la propria presenza nel mercato vita. 

Andamento del sottostante

L'analisi del grafico di Generali mette in evidenza la formazione di una fase laterale con baricentro a 17 euro circa.  Sebbene nel mese di maggio il quadro di fondo appaia indebolito, la permanenza sopra area 16,20 permette di conservare intatte le prospettive di crescita di lungo corso, puntando a obiettivi a 17,50 euro per la chiusura del gap ribassista del 24 maggio conseguente allo stacco del dividendo, poi in area 18,00. Sotto 16,20, invece, primo target a 15,35 euro.

Strategie operative su Generali

Lo scenario individuato porta a valutare una strategia di matrice rialzista su Generali con obiettivo principale a 17,50 euro. Tra la platea di certificati a disposizione su questo sottostante è possibile aprire una posizione rialzista sul Turbo Open End (Isin DE000HV4FKC1), ultimo prezzo scambiato a 6,99 euro. La struttura ha uno stop loss intrinseco a 10,02 euro, al cui raggiungimento il prodotto verrebbe azzerato.

Il certificato ha una leva di 2,42 volte.

Da sapere prima di investire

Rischio di credito sull’Emittente.  I certificati espongono l’investitore al rischio di credito sull’Emittente, compreso il rischio connesso all’utilizzo del “Bail-In” e degli altri strumenti di risoluzione previsti dalla Direttiva Europea in tema di risanamento e risoluzione degli enti creditizi.

Capitale iniziale non garantito. In caso di variazione negativa del sottostante superiore al livello della Barriera o nel caso di insolvenza dell’emittente, non è prevista la restituzione del capitale inizialmente investito.

Importo a scadenza. L’investitore è esposto al rischio di perdita (anche totale) del capitale investito nel caso in cui alla scadenza il Prezzo di Riferimento dell’azione sottostante risultasse inferiore a quello corrispondente alla Barriera.

Dividendi. Ai possessori dei certificati non sono riconosciuti gli eventuali dividendi distribuiti dall'azione sottostante e non hanno alcun diritto ulteriore derivante dal possesso dell’azione stessa (per esempio i diritti di voto).

Fiscalità. I redditi derivanti da certificati di investimento sono soggetti ad una tassazione pari al 26%. Questo valore viene calcolato sia sui profitti derivanti da vendita (o rimborso) del certificato ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto sia sull’importo delle cedole eventualmente staccate dal prodotto finanziario durante la sua vita. E’ consentito compensare i redditi derivanti dai certificati con le minusvalenze rivenienti anche da altri titoli.