Il cambio di passo della politica monetaria della Fed, con un'accelerazione del tapering, apre il 2022 con la certezza che nel 2022 ci saranno almeno tre rialzi dei tassi di interesse, incoraggiati dall’elevata inflazione. Powell ha dichiarato che la Fed dovrà raffreddare l’inflazione senza danneggiare il mercato del lavoro.

A dicembre l'indice grezzo dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,5% negli States rispetto a novembre risultando superiore alle attese (+0,4%), in lieve rallentamento rispetto alla rilevazione precedente (+0,8%), ma pur sempre su livelli elevati. Su base annuale l'indice si è attestato al +7%, superiore alla lettura di novembre (+6,8%).

La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, aveva già anticipato ieri "elevati dati sull'inflazione, ma le letture mese su mese caleranno nei prossimi mesi", ha detto.

In questo contesto sono dunque da preferire le borse di tipo value.

Data la sua composizione, il Ftse Mib è meno esposto al ciclo growth e più a quello value, guidato dai titoli finanziari e bancari in particolare, sostenuti da tassi e aspettative di inflazione più elevati. Per questo motivo potrebbe performare meglio rispetto ad altre borse.

Andamento del sottostante

L'analisi del grafico dell’indice Ftse Mib mette in evidenza una certa difficoltà nel proseguire la reazione avviata a dicembre a 25780 circa. L'indice resta comunque al di sopra del massimo del 7 dicembre a 27171 punti, livello di supporto chiave in questa fase.

Fino a che area 27170 verrà rispettata dal ribasso sarà possibile continuare a sponsorizzare uno scenario rialzista: dal superamento di area 28200 potrebbe poi derivare un segnale di forza interessante, sempre che i prezzi superino anche 28330 (50% di ritracciamento del ribasso dal picco del 2007, resistenza chiave anche di lungo periodo): lecito in quel caso considerare conclusa la fase correttiva intrapresa dal massimo di novembre e ripreso invece l'uptrend attivo dallo scorso luglio, target a 29100 e a 30100. Sotto 27170 rischio invece di cali verso la base del gap del 21 dicembre a 26246. Supporto intermedio a 26985, media mobile esponenziale a 50 giorni.

Strategie operative sul Ftse Mib

Lo scenario individuato porta a valutare una strategia di matrice moderatamente rialzista sull’indice Ftse Mib con obiettivo principale circa 28200 euro, poi a 28300. Tra la platea di certificati a disposizione su questo sottostante è possibile aprire una posizione rialzista sul Turbo Open End (Isin DE000HB2AZ39), ultimo prezzo scambiato a 0,213 euro. La struttura ha uno stop loss intrinseco a 25765,57 punti, il cui raggiungimento provocherebbe l’azzeramento del prodotto.

Il certificato è stato emesso l’11 gennaio 2022 e presenta una leva pari a 13,11.

Indicatore di Rischio

L'indicatore di rischio assume che l'investitore mantenga il prodotto sino a scadenza. Il rischio effettivo può variare in modo significativo in caso di vendita del prodotto in un momento antecedente e l'investitore potrebbe ottenere un rendimento minore. L'indicatore sintetico di rischio è una guida per il livello di rischio di questo strumento finanziario rispetto ad altri prodotti.

Tale indicatore illustra le probabilità di perdita del capitale per l'investitore a causa dell'andamento dei mercati o se l'Emittente, per effetto di un deterioramento della sua solvibilità ovvero versi in uno stato di dissesto, non sia in grado di corrispondere gli importi dovuti in relazione allo strumento finanziario. Il rischio di perdite potenziali sulla stima dei risultati futuri è classificato come molto alto (livello 7).

Da sapere prima di investire

Rischio di credito sull’Emittente. I certificati espongono l’investitore al rischio di credito sull’Emittente, compreso il rischio connesso all’utilizzo del “Bail-In” e degli altri strumenti di risoluzione previsti dalla Direttiva Europea in tema di risanamento e risoluzione degli enti creditizi.

Capitale iniziale non garantito. In caso di variazione negativa del sottostante superiore al livello della Barriera o nel caso di insolvenza dell’emittente, non è prevista la restituzione del capitale inizialmente investito.

Importo a scadenza. L’investitore è esposto al rischio di perdita (anche totale) del capitale investito nel caso in cui alla scadenza il Prezzo di Riferimento dell’azione sottostante risultasse inferiore a quello corrispondente alla Barriera.

Dividendi. Ai possessori dei certificati non sono riconosciuti gli eventuali dividendi distribuiti dall'azione sottostante e non hanno alcun diritto ulteriore derivante dal possesso dell’azione stessa (per esempio i diritti di voto).

Fiscalità. I redditi derivanti da certificati di investimento sono soggetti ad una tassazione pari al 26%. Questo valore viene calcolato sia sui profitti derivanti da vendita (o rimborso) del certificato ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto sia sull’importo delle cedole eventualmente staccate dal prodotto finanziario durante la sua vita. E’ consentito compensare i redditi derivanti dai certificati con le minusvalenze rivenienti anche da altri titoli. 

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