Secondo i dati pubblicati ad agosto, UnipolSai ha chiuso il primo semestre 2021 con un risultato netto consolidato pari a 542 milioni di euro, a fronte di 560 milioni di euro relativi al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, in crescita grazie al crollo della sinistrosità conseguente al lockdown. La raccolta diretta assicurativa è aumentata del 7,4% rispetto al 30 giugno 2020. Il consiglio di amministrazione della quotata bolognese ha proposto lo stacco di un dividendo riferito all'esercizio 2021 pari a 0,28 euro per azione, che avverrà il 18 ottobre (con pagamento il 20 ottobre 2021). I conti positivi devono tuttavia confrontarsi con l’attuale scenario dei mercati, che sembra aver esaurito la spinta propulsiva degli ultimi mesi. 

Andamento del sottostante

Dall'analisi del grafico di Unipolsai Assicurazioni emerge un progressivo indebolimento del quadro grafico a partire dai top del 14 maggio a 2,77 euro. La discesa ha comportato la violazione delle medie mobili a 50 e 100 giorni, passanti da area 2,40, e un successivo recupero a partire dai supporti a 2,28 circa in direzione del fascio di medie. Alla violazione di area 2,28, punto di passaggio della linea che sale dai bottom di marzo 2020, si assisterebbe a un rapido deterioramento delle prospettive grafiche per supporti a 2,15 circa e a 1,90. Oltre quota 2,45/2,50 i segnali di allarme rientrerebbero creando le premesse per un allungo verso 2,60 e 2,77.

Strategie operative su Unipolsai Assicurazioni

Lo scenario individuato porta a valutare una strategia di matrice lievemente ribassista su Unipolsai Assicurazioni con obiettivo principale a 2,28/2,30 euro. Tra la platea di certificati a disposizione su questo sottostante è possibile aprire una posizione ribassista sul Turbo Open End (Isin DE000HV4KYN9), ultimo prezzo scambiato a 0,406 euro. La struttura ha uno stop loss intrinseco a 2,7380 euro, al cui raggiungimento il prodotto verrebbe azzerato.

Il certificato ha una leva di 5,83 volte.

Indicatore di Rischio

Da sapere prima di investire

Rischio di credito sull’Emittente.  I certificati espongono l’investitore al rischio di credito sull’Emittente, compreso il rischio connesso all’utilizzo del “Bail-In” e degli altri strumenti di risoluzione previsti dalla Direttiva Europea in tema di risanamento e risoluzione degli enti creditizi.

Capitale iniziale non garantito. In caso di variazione negativa del sottostante superiore al livello della Barriera o nel caso di insolvenza dell’emittente, non è prevista la restituzione del capitale inizialmente investito.

Importo a scadenza. L’investitore è esposto al rischio di perdita (anche totale) del capitale investito nel caso in cui alla scadenza il Prezzo di Riferimento dell’azione sottostante risultasse inferiore a quello corrispondente alla Barriera.

Dividendi. Ai possessori dei certificati non sono riconosciuti gli eventuali dividendi distribuiti dall'azione sottostante e non hanno alcun diritto ulteriore derivante dal possesso dell’azione stessa (per esempio i diritti di voto).

Fiscalità. I redditi derivanti da certificati di investimento sono soggetti ad una tassazione pari al 26%. Questo valore viene calcolato sia sui profitti derivanti da vendita (o rimborso) del certificato ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto sia sull’importo delle cedole eventualmente staccate dal prodotto finanziario durante la sua vita. E’ consentito compensare i redditi derivanti dai certificati con le minusvalenze rivenienti anche da altri titoli.