Il comparto bancario si è comportato bene nel corso degli ultimi mesi, tanto da risultare tra i protagonisti del rally dei listini azionari nel Vecchio Continente. Se la ripresa economica dovesse confermarsi più veloce di quanto ipotizzato, le banche potrebbero trarre ulteriore vantaggio dalla situazione e restare al centro delle attenzioni degli investitori anche nel prossimo futuro. 

Andamento del sottostante

L'indice settoriale Eurostoxx Banks ha messo a segno un rialzo superiore ai 15 punti percentuali nel corso dell'ultimo mese e mezzo, risalendo in area 100, ovvero in prossimità dei record del febbraio 2020, quelli del periodo immediatamente antecedente l'avvio della pandemia da covid-19. E dunque le banche, molto penalizzate nel primo trimestre 2020 potrebbero trovare nuova centralità in borsa e risultare un investimento ancora vincente.

In tale ottica il superamento dei citati massi da parte dell'indice settoriale rappresenterebbe una prima conferma in favore del proseguimento della crescita. L’ obiettivo di tale movimento è ipotizzabile sulla trendline che delimita la parte superiore del canale che scende dai top dell'estate 2015, riferimento attualmente a 118 circa, ma la corsa potrebbe poi proseguire nel lungo termine in direzione di quota 130.

Il quadro grafico appare dunque orientato positivamente con i prezzi che hanno a disposizione anche ampi margini per assorbire eventuali correzioni di breve periodo. Le prospettive inizierebbero a farsi meno rosee, infatti, solo al di sotto di area 90, preludio ad una correzione più insistita da parte dei corsi, che potrebbe estendersi in direzione di area 80, gap up dello scorso 15 febbraio.

Strategie operative

Tale scenario suggerisce di valutare strategie di matrice rialzista che prendano però in considerazione anche l'ipotesi di una possibile correzione dopo il prolungato rialzo dell'indice. Tra i vari certificates a disposizione nella piattaforma di Unicredit possiamo prendere in considerazione il Certificato Express Twin Win Autocallable con Cap 30.06.2023 attualmente in collocamento fino al 28 giugno 2021, della durata di 2 anni. Il codice Isin del certificato è DE000HV8B7W5, trattandosi di un certificato Twin Win offre la possibilità di guadagno sia in caso di rialzo che di ribasso del sottostante. La barriera è posta al 70% dello strike mentre il cap al 120% (dunque non sarà possibile guadagnare più del 20%). Il certificato è inoltre Autocallable ovvero prevede il rimborso anticipato prima della scadenza con date di osservazione intermedia al 23.06.2022 ed al 22.12.2022.

Indicatore di rischio

Per quanto concerne il livello di rischio il certificate è classificato da Unicredit a rischio 6 su di una scala di valori da 1 a 6, dunque rischio elevato. Si tratta di un indicatore che cerca di quantificare la rischiosità di perdere il capitale investito a causa sia dell'andamento del sottostante e dunque del mercato, che dell'Emittente stesso, nel caso in cui questi non fosse più in grado di corrispondere gli importi dovuti per il deterioramento della propria solvibilità.

(Alessandro Chini)

Da sapere prima di investire

Rischio di credito sull’Emittente.  I certificati espongono l’investitore al rischio di credito sull’Emittente, compreso il rischio connesso all’utilizzo del “Bail-In” e degli altri strumenti di risoluzione previsti dalla Direttiva Europea in tema di risanamento e risoluzione degli enti creditizi.

Capitale iniziale non garantito. In caso di variazione positiva del sottostante superiore al livello della Barriera o nel caso di insolvenza dell’emittente, non è prevista la restituzione del capitale inizialmente investito.

Importo a scadenza. L’investitore è esposto al rischio di perdita (anche totale) del capitale investito nel caso in cui alla scadenza il Prezzo di Riferimento dell’azione sottostante risultasse inferiore a quello corrispondente alla Barriera.

Dividendi. Ai possessori dei certificati non sono riconosciuti gli eventuali dividendi distribuiti dall'azione sottostante e non hanno alcun diritto ulteriore derivante dal possesso dell’azione stessa (per esempio i diritti di voto).

Fiscalità. I redditi derivanti da certificati di investimento sono soggetti ad una tassazione pari al 26%. Questo valore viene calcolato sia sui profitti derivanti da vendita (o rimborso) del certificato ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto sia sull’importo delle cedole eventualmente staccate dal prodotto finanziario durante la sua vita. E’ consentito compensare i redditi derivanti dai certificati con le minusvalenze rivenienti anche da altri titoli. 

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