L'acronimo FAANG sintetizza un gruppo di aziende quotate al Nasdaq che sono tra le più seguite tra chi investe sull'azionario americano. Si tratta di Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google (Alphabet), 5 tra le società più grandi al mondo, i cui titoli anni hanno prodotto negli ultimi anni performance da capogiro, dando grandi soddisfazioni agli investitori che li avevano inseriti nel proprio portafoglio.

Performance elevate, dunque, ma anche investimento rischioso, non a caso sempre più spesso si sente parlare di "bolla" dei FAANG che prima o poi potrebbe esplodere. Come spesso accade in queste situazioni, tuttavia, si sono create due correnti di pensiero: chi crede all'ipotesi della Bolla e chi invece ritiene che la crescita di questi titoli possa essere sostenibile ancora a lungo.

Il certificato Cash Collect Worst of

Per cercare di sfruttare almeno in parte l'andamento di certe azioni Unicredit ha emesso un certificate "Cash Collect Worst of con effetto memoria" su di un paniere di 3 titoli composto da Alphabet, Facebook e Twitter, quest'ultima non facente parte dei FAANG ma comunque realtà simile anch'essa quotata al Nasdaq.

Ed è proprio Twitter che tra i 3 titoli presenta un quadro grafico più delicato, avendo ritracciato negli ultimi mesi metà circa del rialzo partito dai minimi dello scorso anno in area 20 (record storico lo scorso febbraio a quota 80,75). La successiva reazione ha allentato le tensioni ma i prezzi dovranno comunque spingersi oltre i 68 dollari per tornare ad inviare segnali di crescita attendibili.

Il certificato Cash Collect Worst of con effetto memoria di Unicredit Isin DE000HV8BME3 in emissione da oggi 16.06.2021 (data di osservazione iniziale 10.06.2021) prevede una barriera al 60% ed ha una durata di 3 anni (data di osservazione finale al 20.06.2024), oltre a periodi di osservazione intermedia trimestrali a partire dal 16.09.2021, ai quali verrà riconosciuta una cedola del 3,05% a patto che il peggiore dei 3 sottostanti si sia mantenuto al di sopra della barriera (la performance viene calcolata come rapporto tra prezzo del sottostante e fixing iniziale, ovvero lo strike).

Ulteriore caratteristica del certificato

Lo stesso certificato è inoltre Autocallable ovvero può essere rimborsato prima della scadenza; la condizione necessaria per il rimborso anticipato è rappresentata dal fatto che a partire dal sesto mese (16.12.2021) il prezzo del peggiore dei 3 titoli in termini di performance, sia superiore a quello iniziale. In tal caso verrà riconosciuto il valore nominale del certificato più il premio del 3,05%.

Indicatore di rischio del certificato

Per quanto concerne il livello di rischio il certificate è classificato da Unicredit a rischio 6 su di una scala di valori da 1 a 6, dunque rischio elevato. Si tratta di un indicatore che cerca di quantificare la rischiosità di perdere il capitale investito a causa sia dell'andamento del sottostante e dunque del mercato, che dell'Emittente stesso, nel caso in cui questi non fosse più in grado di corrispondere gli importi dovuti per il deterioramento della propria solvibilità.

(Alessandro Chini)

Da sapere prima di investire

Rischio di credito sull’Emittente.  I certificati espongono l’investitore al rischio di credito sull’Emittente, compreso il rischio connesso all’utilizzo del “Bail-In” e degli altri strumenti di risoluzione previsti dalla Direttiva Europea in tema di risanamento e risoluzione degli enti creditizi.

Capitale iniziale non garantito. In caso di variazione positiva del sottostante superiore al livello della Barriera o nel caso di insolvenza dell’emittente, non è prevista la restituzione del capitale inizialmente investito.

Importo a scadenza. L’investitore è esposto al rischio di perdita (anche totale) del capitale investito nel caso in cui alla scadenza il Prezzo di Riferimento dell’azione sottostante risultasse inferiore a quello corrispondente alla Barriera.

Dividendi. Ai possessori dei certificati non sono riconosciuti gli eventuali dividendi distribuiti dall'azione sottostante e non hanno alcun diritto ulteriore derivante dal possesso dell’azione stessa (per esempio i diritti di voto).

Fiscalità. I redditi derivanti da certificati di investimento sono soggetti ad una tassazione pari al 26%. Questo valore viene calcolato sia sui profitti derivanti da vendita (o rimborso) del certificato ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto sia sull’importo delle cedole eventualmente staccate dal prodotto finanziario durante la sua vita. E’ consentito compensare i redditi derivanti dai certificati con le minusvalenze rivenienti anche da altri titoli.

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