Negli ultimi mesi l'attività di consolidamento del settore bancario attraverso fusioni e acquisizioni si è intensificata prospettando uno scenario molto interessante per il prossimo futuro. La recente acquisizione di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo ha creato sinergie in grado di realizzare uno dei maggiori gruppi bancari in Europa che valgono oltre 1 miliardo di euro.

Andamento del sottostante

Il grafico di Intesa Sanpaolo mostra un tentativo di ricopertura del gap ribassista di febbraio 2020, a 2,505 euro. Difficile al momento stabilire se il movimento rialzista partito lo scorso autunno possa proseguire oltre, verso i top di inizio 2020 a 2,625 euro. In area 2,50 transita infatti la trend line tracciata dai massimi del 2015 che potrebbe frenare le ambizioni di crescita. Segnali di cedimento solo al di sotto di 2,29per il test del supporto a 2,25 e poi a 2,20 euro.

Strategie operative su Intesa Sanpaolo

Lo scenario individuato porta a valutare una strategia di matrice rialzista su Intesa Sanpaolo con obiettivo principale a 2,505 euro mentre un target più ambizioso sarebbe localizzato a 2,65 euro. Tra la platea di certificati a disposizione su questo sottostante è possibile aprire una posizione rialzista sul Turbo Open End (Isin DE000HV4D9Z6), ultimo prezzo scambiato a 1,153 euro. La struttura ha uno stop loss intrinseco a 1,2602 euro, al cui raggiungimento il certificato assumerebbe un valore pari a zero.

Da sapere prima di investire

Rischio di credito sull'Emittente. I certificati espongono l'investitore al rischio di credito sull'Emittente, compreso il rischio connesso all'utilizzo del "Bail-In" e degli altri strumenti di risoluzione previsti dalla Direttiva Europea in tema di risanamento e risoluzione degli enti creditizi.

Capitale iniziale non garantito. In caso di variazione negativa del sottostante superiore al livello della Barriera o nel caso di insolvenza dell'emittente, non è prevista la restituzione del capitale inizialmente investito.

Importo a scadenza. L'investitore è esposto al rischio di perdita (anche totale) del capitale investito nel caso in cui alla scadenza il Prezzo di Riferimento dell'azione sottostante risultasse inferiore a quello corrispondente alla Barriera.

Dividendi. Ai possessori dei certificati non sono riconosciuti gli eventuali dividendi distribuiti dall'azione sottostante e non hanno alcun diritto ulteriore derivante dal possesso dell'azione stessa (per esempio i diritti di voto).

Fiscalità. I redditi derivanti da certificati di investimento sono soggetti ad una tassazione pari al 26%. Questo valore viene calcolato sia sui profitti derivanti da vendita (o rimborso) del certificato ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto sia sull'importo delle cedole eventualmente staccate dal prodotto finanziario durante la sua vita. E' consentito compensare i redditi derivanti dai certificati con le minusvalenze rivenienti anche da altri titoli

 

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