La notizia che la holding della famiglia Agnelli avrebbe ripreso il dialogo interrotto nel maggio 2020 con la francese Covèa in merito alla vendita di PartnerRe riporta il titolo Exor sotto la lente degli analisti. La valutazione su cui si discute è quella del Memorandum of Understanding annunciato il 3 Marzo 2020, ovvero 9 miliardi di euro. Mediobanca Securities ha confermato la raccomandazione "outperform" con prezzo obiettivo a 82 euro su Exor e valuta positivamente le ipotesi di stampa relative a una riapertura delle negoziazioni con Covea.

La vendita di PartnerRe permetterebbe di raggiungere una posizione netta di cassa di 4,6 miliardi di euro da un debito di 3,1 miliardi e aprirebbe quindi la porta a ulteriori investimenti rilevanti. Positivo anche il giudizio di Kepler Cheuvreux che conferma la raccomandazione "buy" e il prezzo obiettivo a 90 euro sul titolo. Per gli esperti di Intesa Sanpaolo le trattative per la cessione di PartnerRe sono un'ulteriore spinta alla valutazione di Exor e confermano quindi il rating "buy" con target a 96,6 euro. Secondo Intesa non solo aumenterebbe la potenza di fuoco di Exor per nuovi investimenti ma ci sarebbe anche la possibilità di distribuzione di un dividendo straordinario.

Andamento del sottostante

Nelle ultime sedute il grafico di Exor ha inviato un segnale di forza significativo grazie alla rottura a 75/76 dei massimi allineati di febbraio 2020 e di agosto. Inoltre il titolo ha superato in area 77 euro il lato alto del canale dalla modesta inclinazione positiva disegnato dal minimo del 28 gennaio.

In base alla tecnica del "raddoppio" dei canali (alla rottura di un lato di un canale si può ipotizzare un target che è pari alla ampiezza del canale stesso proiettata dal punto di rottura) un probabile target per il rialzo è a 90 euro circa. Resistenza intermedia in area 84 euro. Solo in caso di discese al di sotto di area 77 rischio di ricopertura del gap rialzista lasciato lunedì in avvio con base a 75,68 euro. Sarebbe la violazione anche di questo supporto a negare il segnale di forza inviato lunedì.

Strategie operative su Exor

Lo scenario individuato porta a valutare una strategia di matrice rialzista su Exor con obiettivo principale a 84 euro mentre un target più ambizioso sarebbe localizzato a 90 euro. Tra la platea di certificati a disposizione su questo sottostante è possibile aprire una posizione rialzista sul Turbo Open End (Isin DE000HV8CSF5), ultimo prezzo scambiato a 1,905 euro. La struttura ha uno stop loss intrinseco a 63,032008 euro, al cui raggiungimento il certificato assumerebbe un valore pari a zero. La leva è di 4,25.

Indicatore di Rischio

L'indicatore di rischio assume che l'investitore mantenga il prodotto sino a scadenza. Il rischio effettivo può variare in modo significativo in caso di vendita del prodotto in un momento antecedente e l'investitore potrebbe ottenere un rendimento minore. L'indicatore sintetico di rischio è una guida per il livello di rischio di questo strumento finanziario rispetto ad altri prodotti.

Tale indicatore illustra le probabilità di perdita del capitale per l'investitore a causa dell'andamento dei mercati o se l'Emittente, per effetto di un deterioramento della sua solvibilità ovvero versi in uno stato di dissesto, non sia in grado di corrispondere gli importi dovuti in relazione allo strumento finanziario. Il rischio di perdite potenziali sulla stima dei risultati futuri è classificato come molto alto (livello 7).

Da sapere prima di investire

Rischio di credito sull’Emittente.  I certificati espongono l’investitore al rischio di credito sull’Emittente, compreso il rischio connesso all’utilizzo del “Bail-In” e degli altri strumenti di risoluzione previsti dalla Direttiva Europea in tema di risanamento e risoluzione degli enti creditizi.

Capitale iniziale non garantito. In caso di variazione negativa del sottostante superiore al livello della Barriera o nel caso di insolvenza dell’emittente, non è prevista la restituzione del capitale inizialmente investito.

Importo a scadenza. L’investitore è esposto al rischio di perdita (anche totale) del capitale investito nel caso in cui alla scadenza il Prezzo di Riferimento dell’azione sottostante risultasse inferiore a quello corrispondente alla Barriera.

Dividendi. Ai possessori dei certificati non sono riconosciuti gli eventuali dividendi distribuiti dall'azione sottostante e non hanno alcun diritto ulteriore derivante dal possesso dell’azione stessa (per esempio i diritti di voto).

Fiscalità. I redditi derivanti da certificati di investimento sono soggetti ad una tassazione pari al 26%. Questo valore viene calcolato sia sui profitti derivanti da vendita (o rimborso) del certificato ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto sia sull’importo delle cedole eventualmente staccate dal prodotto finanziario durante la sua vita. E’ consentito compensare i redditi derivanti dai certificati con le minusvalenze rivenienti anche da altri titoli. 

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