L’uso di semiconduttori nelle auto è aumentato notevolmente e con l’ascesa dei veicoli elettrici ci sarà un ulteriore cambio di passo. Secondo Infineon Technologies, il valore complessivo dei semiconduttori utilizzati in un veicolo elettrico è più del doppio rispetto a quello di un motore a combustione interna.

Vi sono poi i nuovi sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), che per funzionare necessitano di radar, sensori e fotocamere che siano in grado di interagire tra di loro.

Negli ultimi mesi si è parlato spesso della carenza di semiconduttori, con effetti negativi per i produttori di automobili, molti dei quali hanno dovuto ridurre o ritardare la produzione. In questo contesto appare strategico l’annuncio di una collaborazione tra il Gruppo Renault e STMicroelectronics per la progettazione, lo sviluppo, la produzione e la fornitura di soluzioni di packaging per i sistemi elettronici di potenza dei veicoli a batteria e ibridi.

Queste tecnologie miglioreranno l’efficienza e avranno un grande impatto sull’autonomia e sulla ricarica dei veicoli elettrici, con una diminuzione del costo delle batterie, un aumento dei chilometri percorsi con ogni ricarica, tempi e costi di ricarica ridotti per l’utente.

Come partner chiave di Renault per l’innovazione, STM otterrà un incremento significativo dei volumi per l’utilizzo annuale di questi moduli di potenza e transistor dal 2026-2030.

Andamento del sottostante

Il grafico di STM mostra diversi tentativi di tornare al di sopra della linea rialzista disegnata dai minimi di settembre 2020, violata l'11 maggio e ora resistenza a 31,95 circa. Solo la rottura di quei livelli permetterebbe una estensione del rimbalzo in atto da maggio con obiettivi a 33,72, top di aprile, e a 35 circa. Sotto i 30 euro invece il ribasso riprenderebbe verso 28,25, minimo di maggio, e area 27 euro.

Strategie operative su STM

Lo scenario individuato porta a valutare una strategia di matrice leggermente rialzista su STM con obiettivo principale a 33,72 euro mentre un target più ambizioso sarebbe localizzato a 35 euro. Tra la platea di certificati a disposizione su questo sottostante è possibile aprire una posizione rialzista sul Turbo Open End (Isin DE000HV8BT38), ultimo prezzo scambiato a 3,07 euro. La struttura ha uno stop loss intrinseco a 28,51 euro, al cui raggiungimento il certificato assumerebbe un valore pari a zero. La leva è di 10,13.

(Claudia Cervi)

Indicatore di Rischio

L'indicatore di rischio assume che l'investitore mantenga il prodotto sino a scadenza. Il rischio effettivo può variare in modo significativo in caso di vendita del prodotto in un momento antecedente e l'investitore potrebbe ottenere un rendimento minore.

L'indicatore sintetico di rischio è una guida per il livello di rischio di questo strumento finanziario rispetto ad altri prodotti. Tale indicatore illustra le probabilità di perdita del capitale per l'investitore a causa dell'andamento dei mercati o se l'Emittente, per effetto di un deterioramento della sua solvibilità ovvero versi in uno stato di dissesto, non sia in grado di corrispondere gli importi dovuti in relazione allo strumento finanziario. Il rischio di perdite potenziali sulla stima dei risultati futuri è classificato come molto alto (livello 7).

Da sapere prima di investire

Rischio di credito sull’Emittente.  I certificati espongono l’investitore al rischio di credito sull’Emittente, compreso il rischio connesso all’utilizzo del “Bail-In” e degli altri strumenti di risoluzione previsti dalla Direttiva Europea in tema di risanamento e risoluzione degli enti creditizi.

Capitale iniziale non garantito. In caso di variazione negativa del sottostante superiore al livello della Barriera o nel caso di insolvenza dell’emittente, non è prevista la restituzione del capitale inizialmente investito.

Importo a scadenza. L’investitore è esposto al rischio di perdita (anche totale) del capitale investito nel caso in cui alla scadenza il Prezzo di Riferimento dell’azione sottostante risultasse inferiore a quello corrispondente alla Barriera.

Dividendi. Ai possessori dei certificati non sono riconosciuti gli eventuali dividendi distribuiti dall'azione sottostante e non hanno alcun diritto ulteriore derivante dal possesso dell’azione stessa (per esempio i diritti di voto).

Fiscalità. I redditi derivanti da certificati di investimento sono soggetti ad una tassazione pari al 26%. Questo valore viene calcolato sia sui profitti derivanti da vendita (o rimborso) del certificato ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto sia sull’importo delle cedole eventualmente staccate dal prodotto finanziario durante la sua vita. E’ consentito compensare i redditi derivanti dai certificati con le minusvalenze rivenienti anche da altri titoli. 

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