Turbo Open End per puntare su Enel e sulla transizione energetica

Enel ha presentato questa settimana il piano industriale 2022-2024, basato su quattro linee strategiche che puntano a obiettivi di elettrificazione e decarbonizzazione del gruppo. Previsti a fine periodo EBITDA ordinario a 21,0-21,6 miliardi di euro (atteso 2021 a 18,7-19,3), utile netto ordinario a 6,7-6,9 miliardi (atteso 2021 a 5,4-5,6), dividendo a 0,43 euro entro il 2024 (atteso 2021 a 0,38), con un rialzo stimato del 13%. Enel prevede di mobilitare investimenti per complessivi 210 miliardi di euro tra il 2021 e il 2030, dei quali 170 miliardi di euro investiti direttamente dal Gruppo Enel (+6% rispetto al Piano precedente) e 40 miliardi di euro catalizzati da terzi. Tra il 2020 e il 2030 l’EBITDA ordinario di Gruppo è previsto in aumento del 5-6% in termini di tasso annuo di crescita composto(“CAGR”), a fronte di un Utile netto ordinario di Gruppo previsto in aumento del 6-7%, sempre in termini di CAGR. Il Gruppo anticipa di 10 anni il proprio impegno “Net Zero”, dal 2050 al 2040, sia per le emissioni dirette sia per quelle indirette.

Andamento del sottostante

Il grafico di Enel evidenzia una reazione da 6,86 circa, supporto corrispondente al 61,8% di ritracciamento del rialzo in atto dai minimi di ottobre, senza riuscire per il momento a inviare segnali convincenti e duraturi di ripresa. Il ritorno sopra area 7,25/7,30 rappresenta infatti il primo step per allentare le pressioni dell'ultimo mese. In quel caso possibile un test dei primi ostacoli a 7,55 circa, media esponenziale a 200 giorni, con target successivo a 7,85 euro. Discese sotto 6,864 euro farebbero invece temere ripiegamenti più ampi verso i supporti critici a quota 6,70.

Strategie operative su Enel

Lo scenario individuato porta a valutare una strategia di matrice rialzista su Enel con obiettivo principale a 7,55 euro mentre un target più ambizioso sarebbe localizzato a 7,85 euro. Tra la platea di certificati a disposizione su questo sottostante è possibile aprire una posizione rialzista sul Turbo Open End (Isin DE000HV4FBY4), ultimo prezzo scambiato a 0,66 euro. La struttura ha uno stop loss intrinseco a 6, 6,417933 euro, al cui raggiungimento il certificato assumerebbe un valore pari a zero. La leva è di 10,61.

Indicatore di Rischio

L'indicatore di rischio assume che l'investitore mantenga il prodotto sino a scadenza. Il rischio effettivo può variare in modo significativo in caso di vendita del prodotto in un momento antecedente e l'investitore potrebbe ottenere un rendimento minore. L'indicatore sintetico di rischio è una guida per il livello di rischio di questo strumento finanziario rispetto ad altri prodotti. Tale indicatore illustra le probabilità di perdita del capitale per l'investitore a causa dell'andamento dei mercati o se l'Emittente, per effetto di un deterioramento della sua solvibilità ovvero versi in uno stato di dissesto, non sia in grado di corrispondere gli importi dovuti in relazione allo strumento finanziario. Il rischio di perdite potenziali sulla stima dei risultati futuri è classificato come molto alto (livello 7).

Da sapere prima di investire

Rischio di credito sull’Emittente. I certificati espongono l’investitore al rischio di credito sull’Emittente, compreso il rischio connesso all’utilizzo del “Bail-In” e degli altri strumenti di risoluzione previsti dalla Direttiva Europea in tema di risanamento e risoluzione degli enti creditizi.

Capitale iniziale non garantito. In caso di variazione negativa del sottostante superiore al livello della Barriera o nel caso di insolvenza dell’emittente, non è prevista la restituzione del capitale inizialmente investito.

Importo a scadenza. L’investitore è esposto al rischio di perdita (anche totale) del capitale investito nel caso in cui alla scadenza il Prezzo di Riferimento dell’azione sottostante risultasse inferiore a quello corrispondente alla Barriera.

Dividendi. Ai possessori dei certificati non sono riconosciuti gli eventuali dividendi distribuiti dall'azione sottostante e non hanno alcun diritto ulteriore derivante dal possesso dell’azione stessa (per esempio i diritti di voto).

Fiscalità. I redditi derivanti da certificati di investimento sono soggetti ad una tassazione pari al 26%. Questo valore viene calcolato sia sui profitti derivanti da vendita (o rimborso) del certificato ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto sia sull’importo delle cedole eventualmente staccate dal prodotto finanziario durante la sua vita. E’ consentito compensare i redditi derivanti dai certificati con le minusvalenze rivenienti anche da altri titoli. 

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