La transizione energetica resta sotto i riflettori e continua ad attirare l’attenzione di investitori e banche d’affari. Di recente, Barclays ha stimato che nei prossimi anni ci sarà una forte espansione delle rinnovabili grazie ai fondi in arrivo dal programma Next Generation Eu.

Per Barclays questo rappresenta un’ottima occasione di investimento su titoli come Enel, le cui azioni in borsa potrebbero salire di oltre il 20%. Pur con lentezza, l’Italia si sta allineando alle direttive Ue per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2030.

Ricordiamo che tra gli obiettivi del Piano nazionale per l’energia e il clima vi è quello di portare a circa 40 GW la capacità di generazione da fonti rinnovabili e al 30% la quota delle rinnovabili nel consumo di energia. Secondo l'a.d. di Enel, Francesco, il limite principale per l'accelerazione della transizione energetica sono le risorse umane e le materie prime, non la capacità di investire.

Starace ha fatto l'esempio delle turbine per impianti eolici: ordinandole oggi verrebbero consegnate forse nel 2024. Oltre a Barclays, anche Deutsche Bank continua a confermare la raccomandazione buy ma riduce il target da 9,20 a 9,00 euro.

Andamento del sottostante

Il grafico di Enel evidenzia un tentativo di recupero dopo il ribasso dell'ultimo mese. Il titolo ha reagito al test del supporto in area 7,85, dando l'impressione di poter costruire un doppio minimo su tale livello. Nelle ultime sedute i prezzi hanno consolidato a ridosso di area 8,00, sul quale fare leva per una ripartenza. Conferme in tal senso oltre 8,25 per il target a 8,65/8,70 euro. Sotto 8,00 euro invece via libera verso 7,85 euro, alla cui violazione si assisterebbe a cali verso i bottom di marzo in area 7,50.

Strategie operative su Enel

Lo scenario individuato porta a valutare una strategia di matrice rialzista su Enel con obiettivo principale a 8,50 euro mentre un target più ambizioso sarebbe localizzato a 8,65/8,70 euro. Tra la platea di certificati a disposizione su questo sottostante è possibile aprire una posizione rialzista sul Turbo Open End (Isin DE000HV4LLM6), ultimo prezzo scambiato a 0,416 euro. La struttura ha uno stop loss intrinseco a 7,817 euro, al cui raggiungimento il certificato assumerebbe un valore pari a zero. La leva è di 19,29.

Indicatore di Rischio

L'indicatore di rischio assume che l'investitore mantenga il prodotto sino a scadenza. Il rischio effettivo può variare in modo significativo in caso di vendita del prodotto in un momento antecedente e l'investitore potrebbe ottenere un rendimento minore. L'indicatore sintetico di rischio è una guida per il livello di rischio di questo strumento finanziario rispetto ad altri prodotti.

Tale indicatore illustra le probabilità di perdita del capitale per l'investitore a causa dell'andamento dei mercati o se l'Emittente, per effetto di un deterioramento della sua solvibilità ovvero versi in uno stato di dissesto, non sia in grado di corrispondere gli importi dovuti in relazione allo strumento finanziario. Il rischio di perdite potenziali sulla stima dei risultati futuri è classificato come molto alto (livello 7).

(Claudia Cervi)

Da sapere prima di investire

Rischio di credito sull’Emittente.  I certificati espongono l’investitore al rischio di credito sull’Emittente, compreso il rischio connesso all’utilizzo del “Bail-In” e degli altri strumenti di risoluzione previsti dalla Direttiva Europea in tema di risanamento e risoluzione degli enti creditizi.

Capitale iniziale non garantito. In caso di variazione negativa del sottostante superiore al livello della Barriera o nel caso di insolvenza dell’emittente, non è prevista la restituzione del capitale inizialmente investito.

Importo a scadenza. L’investitore è esposto al rischio di perdita (anche totale) del capitale investito nel caso in cui alla scadenza il Prezzo di Riferimento dell’azione sottostante risultasse inferiore a quello corrispondente alla Barriera.

Dividendi. Ai possessori dei certificati non sono riconosciuti gli eventuali dividendi distribuiti dall'azione sottostante e non hanno alcun diritto ulteriore derivante dal possesso dell’azione stessa (per esempio i diritti di voto).

Fiscalità. I redditi derivanti da certificati di investimento sono soggetti ad una tassazione pari al 26%. Questo valore viene calcolato sia sui profitti derivanti da vendita (o rimborso) del certificato ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto sia sull’importo delle cedole eventualmente staccate dal prodotto finanziario durante la sua vita. E’ consentito compensare i redditi derivanti dai certificati con le minusvalenze rivenienti anche da altri titoli. 

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