Attesa un’ultima gamba ribassista prima di una ripresa più convincente del mercato

Non ci aspettiamo catastrofi nel medio termine, ma crediamo ci possa essere ancora un downside per il mercato nell’ordine del 10%/15%. L’analisi di diverse blue chips. L’intervista a G. Murano.

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Di seguito riportiamo un’intervista sugli indici di Piazza Affari e su alcune delle blue chips quotate sul mercato domestico, con domande rivolte a Gerardo Murano, Analista tecnico del Centro Studi di Fida. www.fidaadvisor.itDai minimi della scorsa settimana l’indice Ftse Mib ha dato vita ad una reazione che lo ha riportato fino ai 19.500. Come è cambiato lo scenario in queste ultime giornate e quali sono le attese per le prossime sedute?L’area dei 18.000 è un livello che è stato aggiustato in seguito allo stacco dei dividendi e si conferma di particolare importanza perchè corrisponde tendenzialmente ai minimi di luglio scorso. La fase di rimbalzo è stata interessante dal punto di vista tecnico perchè si è venuta a creare una configurazione grafica definita abandoned baby. Ciò ha consentito di ampliare la fase di rimbalzo che però ha avuto il fiato corto: quello che si è evince è che c’è una fase di incertezza piuttosto sostenuta tra gli investitori. Sia le notizie che arrivano dal mondo greco sia le possibili politiche monetarie restrittive derivanti dalla Cina in seguito alle tensioni del mercato immobiliare, sono elementi che determinano un ritrovato nervosismo tra gli investitori. Si sono riaccesi i timori di una nuova recessione a livello globale o quantomeno di un forte rallentamento della congiuntura, considerando che era stata proprio la Cina a consentire all’economia mondiale di venire fuori dalla crisi. Il rallentamento del commercio mondiale preoccupa gli investitori, con forti spinte al ribasso. Parlando del Ftse Mib, l’area dei 18.000 punti assume sempre più un livello di significatività nel breve, con proiezioni fino ai 16.500 che con molta probabilità rappresenta il target finale di questa fase di storno.