Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto delle domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro viaggia due figure più in basso rispetto ai recenti top di periodo. Si aspetta ulteriori cali nel breve?

L'euro-dollaro si è girato al ribasso, ma è anche vero che era salito tanto, trovando una resistenza piuttosto importante in area 1,233/1,235, situata circa una figura più in alto del supporto chiave di fine 2017-2018.

Mi riferisco in particolare all'area di 1,224/1,225, con le quotazioni che sono salite un po' più sopra, andando a prendere uno dei livelli intermedi di quella congestione che c'era stata all'epoca.

L'euro-dollaro ha così ritracciato giustamente dopo essere salito tanto e ora abbiamo un primo supporto sugli ultimi minimi del 21 dicembre e dell'11 gennaio scorsi in area 1,2124.

Se il cross dovesse scendere sotto tale soglia sarà probabile un ritorno verso 1,195/1,194.

La prima resistenza invece è a 1,2225 e una rottura della stessa aprirà le porte ad un nuovo test dei recenti top in area 1,235, oltre la quale l'euro-dollaro potrà salire verso 1,24/1,241 prima e in seguito verso i massimi del 2018 intorno a 1,2554.

Fino a quando il cross non andrà a violare il supporto indicato prima si potrà mantenere una view rialzista e resterà intatta la possibilità di un rimbalzo.

L'oro continua a ballare intorno all'area dei 1.850 dollari. Quali i possibili scenari?

L'oro era andato a violare la trendline in modo anche interessante e dopo aver provato a fare un pull-back ha ceduto terreno venerdì scorso, ritornando al di sotto della suddetta trendline.

Il gold per ora sembra aver trovato un supporto in area 1.816 dollari e se riuscirà a mantenersi sopra tale soglia potrà ambire ad un ritorno verso i 1.950 dollari.

Da segnalare un'area dei massimi del 6 gennaio intorno ai 1.960 dollari, violati i quali l'oro potrà allungare il passo verso i massimi storici in area 2.070/2.080 dollari.

Se al contrario il gold dovesse scendere sotto i 1.816/1.815 dollari, allora sarà probabile una flessione verso i minimi del 30 dicembre in area 1.760 dollari.

Il petrolio ha continuato a salire e ha provato a spingersi anche oltre i 53 dollari al barile. Il movimento in atto è destinato a proseguire?

Il petrolio ha superato i 50,9 dollari, precedente supporto corrispondente ai 3 minimi della congestione piuttosto ampia tra aprile e dicembre 2019.

Il livello appena indicato era diventato poi la resistenza da violare e visto che ciò è avvenuto, il petrolio potrebbe continuare a muoversi in salita. 

Non è da escludere un pull-back che potrebbe portare al test dei 50,9 dollari, ma la view resta rialzista per l'oro nero con primo target a 58,2 dollari, oltre cui si guarderà ai 65 dollari, da raggiungere però nel medio termine.

Sotto i 50,9 dollari invece il petrolio scenderà verso i 49,22 dollari, oltre cui si guarderà ai 47 dollari prima e infine ai 43,8 dollari.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Gli indici azionari si trovano ancora al di sopra dei primi supporti chiave e i segnali di debolezza visti in queste sedute sono ancora dei ritracciamenti all'interno del trend attuale.

Al momento non ci sono motivi di allarme e manteniamo una view long per vedere se le Borse andranno a violare i massimi per avere un ulteriore seguito rialzista.

Da monitorare la tenuta dei supporti, la cui violazione potrebbe alimentare nuove vendite, ma al momento lo scenario appare tranquillo.