Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro ha recuperato dai recenti minimi, ma fatica a mettere a segno ulteriori allunghi per ora. Qual è la sua view su questo cross?

Bisognerebbe domandarsi in primis come mai l'euro-dollaro sta andando giù e diciamo subito che la scorsa settimana abbiamo assistito ad un ulteriore inasprimento del deflusso dalla liquidità dalle varie asset class.

Cresce la massa monetaria disponibile a vista sul conto corrente che è l'asset class più ambito del momento.
La gente vuole fare un tesoretto da utilizzare come cuscinetto di sicurezza qualora la situazione dovesse peggiorare.

C'è un clima di totale avversione al rischio che non è quella di chi non vuole investire, ma di chi vuole fare liquidità.
Tutto il denaro è venuto fuori da varie asset, anche da quelli considerati un porto sicuro come il Bund e l'oro.

Si cerca quindi di tenere il più possibile il denaro cash e di conseguenza la liquidità viene drenata da ogni forma di investimento.

In questo periodo abbiamo visto che dei soldi sono stati riconvertiti in dollari e questo è il primo motivo per cui c'è stato un calo dell'euro-dollaro, perchè probabilmente della liquidità custodita in valuta UE è stata trasformata in quella Usa.

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Senza dubbio c'è stato un deflusso di liquidità dall'euro con destinazione dollaro e franco svizzero.
Abbiamo quindi una situazione di debolezza strutturale della moneta unica, perchè in questo momento il mercato ha meno fiducia nelle capacità dell'area euro di affrontare il problema del coronavirus e più fiducia nel decisionismo americano.

E' nota a tutti la rapidità di azione della Fed rispetto a quella della BCE che si è allineata alla mossa della prima con una inversione a U notevole.

Se proseguirà questa sfiducia sulla capacità dell'Europa di autotutelarsi, è probabile che continui un movimento che vede più debole l'euro rispetto al dollaro.

Al ribasso l'area degli 1,05 può essere identificata come il baluardo capace di arginare la discesa.
Al rialzo invece la prima resistenza è a quota 1,08, superata la quale l'euro-dollaro potrà allungare il passo fino ad area 1,10.

L'oro si è riportato con slancio al di sopra dei 1.600 dollari. Cosa aspettarsi nel breve?

L'oro ha ripreso con slancio il precedente supporto, diventato resistenza, in area 1.525/1.520 dollari, violando anche l'area dei 1.600 dollari.

Con un stazionamento delle quotazioni al di sopra di questa soglia ci sarà spazio per un allungo verso i recenti top in area 1.700 dollari.

Ritorni al di sotto dei 1.550 dollari prima e dei 1.525/1.520 dollari dopo, l'oro potrebbe scivolare verso i 1.450/1.440 dollari.

Il petrolio continua a rimanere preda della volatilità, ma per ora si mantiene sopra i recenti minimi di area 20 dollari. Cosa può dirci di questo asset?

Per il petrolio è molto grave l'abbandono in area 26 dollari i minimi del 2016 che erano visti un po' come un baluardo.
In questo momento non si possono dare target grafici e bisogna ragionare sull'emotività di questa materia prima.

Sappiamo che il prezzo del petrolio ha una duplice componente, ossia la domanda e la modulazione dell'offerta.
Quello che ha affondato le quotazioni dell'oro nero è stata la mancata reazione in termini di modulazione dell'offerta da parte dell'Opec.

C'è stata una diatriba tra russi e araba e l'effetto è stato quello di un calo delle quotazioni del petrolio per via della dinamica di una minore richiesta di materia prima.

Dal lato della domanda per ora si continui a rimanere bloccati, mentre dal lato offerta bisognerà ragionare su un tentativo di ricucire lo scontro tra Russia e Arabia Saudita e quel punto si potrebbe arrivare ad un accordo che tramite una riduzione della produzione consenta un rimbalzo delle quotazioni.

Diciamo che quella dei 20 dollari è una soglia psicologica sicuramente interessante che non dovrà essere mollata per evitare ulteriori affondi.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali scenari prevede per le Borse nel breve?

Le Borse sono arrivate sui recenti minimi in preda al panico e nel tentativo di prezzare i costi del coronavirus per il sistema.

Cosa impossibile per ora perchè c'è l'incognita tempo che ancora non è nota e quindi qualsiasi ragionamento numero è soggetto ad un grande margine di errore.

La mia idea è che i mercati azionari prima di reagire avranno una forte necessità di fare tabula rasa del passato, trovare un punto zero di partenza e consolidare dei valori.

Per farlo hanno bisogno di fare la conta dei danni che a breve termine però è difficile.

Se si placherà un po' l'emotività e con essa la volatilità, i mercati tenderanno a consolidare su valori che mi auguro siano quelli attuali, e poi quando si inizierà a fare la conta dei danni stabiliranno se il livello di assestamento sarà più giù o più su.

Mi aspetto che ora si plachi la prima ondata di ribassi e che il mercato si attesti su questi valori in attesa di avere numeri più precisi.

Solo cosi le Borse potranno capire se necessiteranno di un altro scossone o se quello già vissuto è stato sufficiente o addirittura esagerato e in quest'ultimo caso si potrà assestare più in alto.