Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonio Zedda, Junior Financial Analyst di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, su valute e comomodities.

L'S&P500 si lascia alle spalle una settimana più breve del solito ma tutta in salita. Cosa aspettarsi ora?

Il principale indice americano ha chiude la scorsa settimana con un rialzo del +3,61%. Graficamente l’S&P500 è oggettivamente impostato bene al rialzo.

Nel secondo trimestre abbiamo assistito a uno dei rialzi più rapidi della storia dei mercati finanziari.

Il principale driver di questa salita è sicuramente l’enorme massa di liquidità immessa dalle Banche Centrali e dalle politiche fiscali espansive che indubbiamente hanno favorito la ripresa e il miglioramento dei dati economici a cui stiamo assistendo.

L’indice degli acquisti del settore manifatturiero USA si riporta sopra la soglia dei 50 punti, mentre rimane un po’ indietro il settore servizi.

Ottimi dati anche per quanto riguarda il mercato del lavoro. A giugno infatti sono stati creati quasi 5 milioni di nuovi posti di lavoro (NFP) e il tasso di disoccupazione è sceso all'11% dal 13,3% del mese precedente.

Il mercato si è fatto scivolare via anche le parole del presidente Jerome Powell, il quale rimane cauto sulla ripresa e preoccupato per i danni economici che potrebbero protrarsi nel medio-lungo periodo.

Infine, altri due fattori potenzialmente pericolosi per il rialzo delle quotazioni dell'S&P500 sono: il continuo aumento di contagi in USA e le presidenziali che, almeno per il momento, vedono in testa Biden e ciò potrebbe non piacere ai mercati.

Occhio anche alle trimestrali.

Dal punto di vista operativo, per l'S&P500 preferisco ancora posizioni short su base intraday, con target sui 100/150 punti e, visto il rialzo della settimana precedente, sono orientato a entrare a mercato questa settimana.

Il Dax30 si sta riportando sui valori che aveva raggiunto nella prima decade di giugno. Il rialzo in atto può proseguire?

Anche l’indice tedesco Dax chiude la settimana in positivo, con una performance che ha eguagliato quella dell’S&P500.

Anche in Europa stiamo assistendo a una forte ripresa dell’attività economica e la scorsa ottava in particolare abbiamo visto una ripresa oltre le aspettative sia per quanto riguarda le vendite in dettaglio sia per la spesa dei consumatori in Germania e anche in Francia.

Il PMI manifatturiero in Germania è anch’esso cresciuto oltre le aspettative nel mese di giugno.
Il risultato di ciò è stato un incremento delle quotazioni per i principali indici azionari.

La Germania inoltre continua a spingere per trovare al più presto un accordo sul Recovery Fund.
Ci troviamo dunque in uno scenario abbastanza positivo, almeno per il momento.

Dal punto di vista operativo, credo che sia più remunerativo prediligere operazioni intraday short su questo mercatom perché fattori negativi in USA, per via della correlazione, potrebbero innescare una serie di vendite.
Tuttavia, al momento, preferisco stare ancora flat sull'indice Dax.

L'euro-dollaro ha messo il turbo in avvio di ottava. Quali le sue attese per le prossime sedute?

L'euro-dollaro ha archiviatola scorsa settimana con un leggero rialzo dello 0,33%

Il cambio si trova in un momento di forte contrazione di volatilità che ha inchiodato le quotazioni tra la zona di 1,131 e 1,121.

I dati positivi, soprattutto per quanto riguarda l’economia americana, non hanno rafforzato il biglietto verde che potrebbe ritrovare forza in un eventuale peggioramento della situazione Covid19 in America.

L’euro invece potrebbe riprendersi nel corso di questa ottava, sulla scia di eventuali news positive da parte del consiglio Europeo sul Recovery Fund.

Dal punto di vista operativo la mia view continua a rimanere long e sfrutterò questa compressione per entrare al rialzo sull'euro-dollaro con un target sui 200/250 pips.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dell'oro e quali le previsioni nel breve?

Il metallo giallo sembra inarrestabile e chiude un’altra settimana in positivo con un rialzo di quasi mezzo punto percentuale.

Il gold è uscito da quella fase di lateralità che ha ingabbiato le quotazioni tra i 1.750 e i 1.680 dollari, avvicinandosi sempre più al primo target in zona 1.800 dollari.

Finché le Banche Centrali continueranno con l’allentamento della politica monetaria, i metalli preziosi come oro, ma anche argento, non faranno altro che beneficiarne.

Inoltre le aspettative di un incremento dell’inflazione nel lungo periodo o un deterioramento dei dati economici o aumento dei contagi, potrebbero portare le quotazioni dell'oro su prezzi più alti.

Il mio outlook continua a essere bullish e un superamento della soglia dei 1.800 dollari apre uno spazio per un allungo fino al nostro secondo target a 2.000 dollari.