Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto delle domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro sta provando a muoversi nuovamente in direzione di quota 1,10 già avvicinata ieri. Questa è la volta buona per una rottura al rialzo di tale soglia?

Per l'euro-dollaro segnaliamo un supporto a 1,091/1,09 e una resistenza sui massimi di ieri in area 1,098.
In caso di violazione di questo ostacolo l'attenzione si sposterà verso l'ostacolo successivo a 1,109/1,11.

Segnali di pericolo i caso di ritorni sotto area 1,09, preludio ad una flessione dell'euro-dollaro verso quota 1,082 prima e 1,08/1,078 in seguito.

La soglia degli 1,09 è indubbiamente un livello intermedio visto che si pone al 50% degli estremi della congestione che sta interessando l'euro-dollaro tra 1,08 e 1,10.

C'è da dire che il cross ha creato un supporto abbasta valido in area 1,08 e fino a quando si manterrà al di sopra di tale soglia ci saranno le condizioni per ulteriori allunghi verso area 1,10 prima e 1,11 in seguito.

Da notare che prima dell'ultimo rialzo l'euro-dollaro ha dato vita ad una congestione che ha dato maggiore sostenibilità al supporto di area 1,08, motivo per cui ho al momento una view rialzista.

L'oro viaggia in area 1.750 dollari. Avremo ulteriori allunghi dai livelli attuali?

L'oro potrebbe ampliare il rialzo visto che si trova sopra i massimi dello 14 maggio scorso e questo fa sì che possa essere tentato un allungo.

Per avere conferma della possibilità di nuovi rialzi del gold bisognerà attendere il superamento dei massimi di due giorni fa in area 1.765 dollari.

Oltre questo livello l'oro punterà almeno a quota 1.800 dollari, mentre in caso di discese sotto i 1.747-1.746 dollari si guarderà in primis al supporto in area 1.723.

L'eventuale abbandono di questa soglia farà perdere le speranze di nuovi recuperi almeno nell'immediato e a quel punto si potrebbe assistere ad una flessione dell'oro verso i 1.700 dollari prima e i 1.685/1.683 dollari in seguito.

Il petrolio continua a salire e punta ora all'area dei 33 dollari. Il movimento in atto è destinato a proseguire?

Il petrolio non deve scendere assolutamente sotto i 29,7/29,5 dollari per non mettere in discussione la tendenza rialzista in atto.

Il livello appena indicato è un supporto importante che deve essere mantenuto per garantire ulteriori salite dei corsi.

Fino a quando il petrolio viaggerà al di sopra dei 29,5 dollari si potrà pensare ad una chiusura del gap lasciato aperto il 9 marzo in area 41,45 dollari.
Sotto i 29,5/29 dollari invece l'oro nero rischierà di cedere terreno verso i 26/25 dollari al barile.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Le Borse europee hanno tentato di salire con l'allungo di Wall Street, ma sono rimaste più indietro.

Al momento l'unico indice che sta performando davvero bene è il Nasdaq Composite ma in generale l'azionario Usa sta facendo meglio di quello europeo.

Se gli indici a stelle e strisce andranno a segnare nuovi massimi, con buona probabilità trascineranno anche i listini europei.

Quello che fa sperare meno è il Nasdaq Composite che è salito molto ed è quindi esposto in misura maggiore al rischio di uno storno.

Qualora questo scenario dovesse materializzarsi, le ripercussioni negative si avrebbero anche sugli altri indici.

In sintesi, ci sono ancora le condizioni per poter assistere ad ulteriori salite nel breve, ma al contempo non si possono ignorare alcuni campanelli d'allarme.