Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro è tornato a mettere sotto pressione l'area degli 1,18 riconquista sul finire della scorsa settimana. E' bene prepararsi a ribassi più profondi?

L'euro-dollaro mostra ormai un chiaro trend laterale che ha la parte bassa tra 1,174 e 1,17 e la parte alta a 1,192/1,193, dove troviamo la resistenza più dura, ma poi c'è anche quota 1,20 come punta.

Fino quando l'euro-dollaro non uscirà da questo intervallo di prezzi si manterrà in una comfort zone, non a caso tutto ciò che può essere influenzato dal cross, in questo momento non risente di alcun effetto, come ad esempio le commodities, tra cui l'oro, che sono piuttosto ferme.

Personalmente al momento non mi posizionerei in alcun modo sull'euro-dollaro a meno che non scenderà sotto 1,17 o non salirà sopra 1,20.

Certo chi vuole può anche intervenire in questo intervallo e sfrutterà il trading range se gli interessando queste 2-3 figure di movimento.

Guardando avanti continuo a pensare che vedremo un dollaro più debole per motivi di convenienza americana cui l'Europa non riesce ad opporsi, motivo per cui mi aspetto che l'euro-dollaro possa salire ancora più avanti nel tempo.

L'oro si è riportato sotto quota 1.950 dollari. C'è il rischio di ulteriori cali nel breve?

L'oro ha la base a 1.900 dollari, quindi sotto questa soglia lo scenario diventerà ribassista con target area 1.820/1.800 dollari.

Al rialzo invece segnalo una resistenza a 1.975 dollari che ormai si va consolidando e poi il gold ne troverebbe un'altra intorno ad ara 2.010 dollari.

Verso l'alto quindi le quotazioni dovranno superare questi due blocchi per poi puntare nuovamente ai massimi storici.

Fino ad ora le figure dell'oro sono tutte state lente, ma poi di accumulazione e continuazione del trend rialzista, quindi fino a prova contraria dovremmo considerare anche questa come tale.

Il petrolio perde terreno in avvio di settimana, mantenendosi al momento sopra quota 40 dollari. Quali i possibili scenari ora?

Per il petrolio continua a latitare la domanda, basti pensare che il traffico aereo mondiale è al palo.
La crisi del settore aereo è indubbiamente pesante e si consuma di gran lunga meno materia prima.

L'Opec+, che riunisce i 14 Paesi produttori dell'Opec e 10 non Opec, ha tenuto una riunione in cui ha richiamato i vari membri ad essere più ligi alle regole relativamente agli accordi sulla riduzione della produzione.

Questo ha fatto sì che il petrolio è salito rapidamente da 36 oltre i 40 dollari, perchè si presume che anche i Paesi che non avevano fatto bene il loro dovere, si adeguano ora in materia di tagli.

E' tutto però un effetto rarità creato dalla parte dell'offerta, quindi sempre a danno della filiera.
Le società del settore sono in grosse difficoltà il petrolio si mantiene sui livelli attuali di prezzo ma è appeso un filo.

In altre parole l'oro nero è sulle quotazioni correnti solo per motivazioni riconducibili alla situazione della filiera.
Le trivelle attive sono di nuovo scese sotto 180, segnalano una situazione molto critica e questo si riflette nel fatto che tutti i titoli del settore oil, da Total a Shell a Repsol, sono tutti in grossa difficoltà.

Bisogna vedere ora cosa succede nel momento in cui il petrolio dovesse rompere nuovamente al ribasso la soglia dei 40 dollari al barile, come ha provato a fare oggi.

C'è una specie di area intermedia intorno ai 38,7 dollari e in caso di cedimento di questa soglia si scenderà ancora.
L'area compresa tra i 39 e i 44 dollari è come se fosse un pantano pieno di sabbie mobili, quindi una volta raggiunta questa fascia di petrolio il petrolio torna indietro.

Le Borse oggi accusano un netto calo sulla scia dei rinnovati timori legati al coronavirus. C'è il rischio di nuovi crolli?

Venerdì scorso c'è stato l'appuntamento con le scadenze tecniche trimestrali che sono spesso coincidenti con una fine o un inizio trend.

Sembra che l'abbrivio ora sia verso il basso, con i principali azionari europei sui supporti, mentre il Nasdaq sembra aver già abbandonato il supporto e sembra dirigersi a mio avviso verso i 10.300 punti.

Vedo ancora pericoli all'orizzonte perchè la figura grafica dell'indice tecnologico è quella tipica del ribasso con flag e prosecuzione della discesa.

Il Nasdaq dovrebbe recuperare almeno 300 punti per rientrare nel range di prima, ma non la vedo facile.
Il ribasso atteso riguarderà soprattutto i tecnologici, mentre i titoli value saranno meno impattati, quindi l'S&P500 lo vedo meno in difficoltà.

La flessione delle Borse potrebbe anche continuare, fermo restando che per ora è una correzione e non vedo un crollo.