Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro sta provando ad allontanarsi nuovamente da area 1,12. Si aspetta nuovi sviluppi rialzisti a breve?

Nel breve mi aspetto una prosecuzione della fase interlocutoria per l'euro-dollaro, quindi sostanzialmente debolezza e parziale mantenimento dei corsi intorno ad area 1,12.

Da un punto di vista tecnico siamo in un territorio di oscillazione laterale che va da 1,115 a 1,135/1,14 e in questo intervallo si ripropone lo stesso scenario che abbiamo già visto nei mesi di aprile e maggio.

Sia la Fed che la BCE hanno messo in campo tutto quello che potevano e ora la palla passa ai fondamentali macro che sono abbastanza scontati.

Gli Stati Uniti hanno sofferto un po' di più e probabilmente soffriranno ancora in concomitanza dell'ultimo aumento dei contagi, mentre l'Europa è un po' più libera dalla preoccupazione legata al lockdown o ad una possibile seconda ondata.

Nel panorama UE c'è comunque una questioni da tenere sotto osservazione e si tratta del Recovery Fund che deve essere approvato alla prossima riunione del Consiglio UE il 17 e il 18 luglio.

Almeno per il momento ci saranno pochi elementi di sorpresa sull'euro-dollaro che continuerà a mantenersi ancorato su livelli correnti.

Una volta superata arsa 1,125 potrebbe anche spingersi verso 1,13/1,135, ma per il momento penso che ciò sia difficile.

L'oro sta allungando nuovamente il passo verso i recenti massimi dopo aver invertito la rotta nelle ultime ore. Qual è la sua view su questo asset?

L'alternatività dell'oro ai tassi Usa, che rimarranno bassi a lungo fino al 2021-2022 a detta della Fed, continuerà a mantenere stabile l'outlook di forza del gold.

Potremmo anche registrare delle discese fino ai 1.760 dollari, ma il trend continua ad essere rialzista e ora la prossima tappa è in area 1.800, peraltro ad un tiro di scoppio.

Non vedo particolari elementi di discontinuità da questa fase di forza, ma nemmeno di inversione di tendenza.
L'oro è alternativo ai tassi Usa, ma soprattutto tende a rispondere meglio al rialzo quando le Borse scendono e molto meno al ribasso quando l'azionario è stabile o forte.

L'outlook punta tutto in direzione del rialzo nel medio termine per il gold.

Il petrolio è di nuovo in avvicinamento di area 40 dollari. Quali le sue previsioni nel breve?

Vedo il petrolio abbastanza volatile nel senso che su questi livelli si vedono oscillazioni anche significative nell'arco anche di una sola settimana.

L'oro nero non è riuscito ad andare oltre i 41,5 dollari ed è tornato giù: le motivazioni sono legate all'aumento dei contagi in quelle economiche come Stati Uniti, Brasile e Russia, legate all'economia petrolifera sia per consumo che per produzione.

Dal punto di vista fondamentale c'è un po' di preoccupazione che la dinamica della domanda, che si sperava piuttosto tonica a partire dall'estate, potrebbe non essere così ampia come ci si attendeva.

I tagli dell'Opec+ dovrebbero arginare eventuali discese, ma per il momento non mi aspetto neanche un rialzo significativo.

Vedo quindi un petrolio con oscillazioni importanti tra i 37 e i 40 dollari, segnalando che fino a quando rimarremo al di sotto di quest'ultima soglia saremo in un perfetto laterale.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Le Borse da un paio di settimane stanno segnando dei minimi e massimi relativi sempre più bassi e questo sembra il classico trend ribassista.

Secondo me siamo in una fase in cui non c'è ancora pienamente una realizzazione di quello che è l'attuale stato del mercato e dell'economia.

Questo lo vedremo tra un paio di mesi quando finirà la cassa integrazione e quando ci saranno le trimestrali societarie e si inizieranno a vedere i primi scricchiolii del debito corporate, al centro di un autunno che mi aspetto piuttosto caldo.

Siamo in un perfetto mercato canguro in cui non si va da nessuna parte, ma si oscilla in un trading range che per l'S&P500 è identificabile intorno a quota 3.000.

Nel brevissimo mi posso aspettare una prosecuzione dei ribassi se l'aspetto anticipatore dell'oro continuerà nella sua funzione, ma non dei tracolli esagerati, quantomeno non nell'immediato.