Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro continua a salire con decisione, muovendosi a tutto gas anche oggi. Quali le attese nel breve?

Per l'euro-dollaro il prossimo target è in area 1,18, livello ormai a portata di mano.

Come si può vedere dal grafico mensile allegato, tracciato dal 2007, ci si accorge che sull'euro-dollaro siamo prossimi ad un'inversione di tendenza di lungo periodo.

Se il cross dovesse rompere al rialzo quota 1,18 darebbe vita ad una svolta importante.
Prima tutti compravano dollari perchè il biglietto verde è un bene rifugio, poi la gente li acquistava perchè comprava i Treasury che avevano più rendimento dei titoli europei.

Adesso, con l'inflazione attesa intorno all'1,5% e un rendimento intorno allo 0,58%, il rendimento reale dei Treasury è negativo e allora gli investitori vanno via dal dollaro e comprano l'oro.

E' chiaro che c'è quindi un indebolimento del biglietto verde a vantaggio della moneta unica, e ciò fa comodo alla Fed che non fa nulla per combatterlo, visto che con un dollaro debole gli Stati Uniti esportano meglio.

Al momento non vedo motivi per assistere a correzioni di rilievo per l'euro-dollaro, tenendo presente che a lungo abbiamo avuto un gap tra Europa e Stati Uniti, con la prima che pagava dazio al mercato perchè trasmetteva più insicurezza agli investitori.

Con il Recovery Fund l'Europa ha dato un'immagine di sè più coesa e questo rende l'euro più forte.
Il dollar index tutto si sta indebolendo, ma non dimentichiamo che il 58% dello stesso è rappresentato dall'euro-dollaro.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dell'oro e dell'argento e quali strategie ci può suggerire per i due asset?

L'argento è ancora lontano dai suoi massimi storici, ma è salito tanto, ricordando che è metallo prezioso, ma anche materia prima usata nell'industria.

Anche il rame è salito tanto, basti pensare che è salito fino ai 3 dollari, ossia sui prezzi della primavera dello scorso anno.

L'argento è salito più dell'oro, ma quest'ultimo con il suo nuovo massimo storico ci sta dicendo che è un porto sicuro, che lo cercano gli operatori di mercati alternativamente al Treasury e gli investitori che vogliono un po' diversificare.

Il gold inoltre in momento di tensioni e di nervosismo è riscoperto dal mercato e in una fase come quella attuale l'area dei 2.000 dollari non è lontana.

Si cominciano a sentire i primi target a 3.000 dollari e per quanto i prezzi obiettivo si sprechino, di fatto rendono l'idea di quanto favore ci sia verso l'investimento in una materia prima molto preziosa come l'oro.

Al ribasso al momento non vedo particolari pericoli, segnalando che il primo supporto utile è molto lontano dai livelli attuali in quanto si trova intorno ai 1.800 dollari.

Il petrolio sta tornando indietro dopo aver fallito l'allungo oltre i 42 dollari per ora. Cosa può dirci di questa materia prima?

Il petrolio fatica perchè tutto il rialzo è avvenuto per azioni fatte sul lato dell'offerta.

La domanda invece sta un po' latitando e il rialzo dell'oro nero della scorsa settimana è più figlio dell'andamento dell'euro-dollaro che di altro.

Bisogna aspettare che il petrolio ritrovi slancio e superi con decisione l'area dei 42-43 dollari per poter pensare ad un allunghi più marcati anche fino alla soglia dei 50 dollari al barile.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Per le Borse mi attendo nervosismo e dire che il Nasdaq potrebbe anche non andare da nessuna parte fino a quando non saranno diffuse giovedì prossimo le trimestrali dei 3 colossi tech quali Amazon, Apple e Alphabet.

Come il Nasdaq è diventato un po' più nervoso, con candele amplificate, la stessa situazione si registra per altri indici come l'S&P500, che come il Dax torna sotto l'era pre-Covid, visto che il listino tedesco si è riportato sotto quota 13.000.