Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
Pietro Paciello vi aspetta il lunedì e il venerdì alle ore 16 con il Market Talk OPENING BELL - NewTraderLab. Per info clicca qui.

L'euro-dollaro è arretrato di circa due figure dai recenti top, viaggiando per ora intorno a quota 1,12. Quali le attese per le prossime sedute?

Quella attuale sull'euro-dollaro è una fase tutto sommato attesa dopo gli eccessi rialzisti che ci sono sviluppati allorquando ha proseguito nell'allungo, superando in maniera violenta e con accelerazione area 1,102/1,103.

Quello è stato il momento in cui l'euro-dollaro ha perso la sua vocazione laterale-ribassista e ha innescato un nuovo trend.

La discesa da 1,14 a 1,12 può apparire profonda se però si dimentica che il cross è salito in una tirata unica da 1,08 a 1,14 senza fermarsi mai.

La dinamica di arretramento è normale e naturale perchè siamo ad 1/3 del rialzo precedente, quindi è assolutamente fisiologica, perchè si tratta di semplici prese di beneficio che non vanno a mutare lo scenario generale.

Quest'ultimo è ancora favorevole ad un dollaro debole e ogni volta che quest'ultimo decelera i mercati azionari brindano.

La correzione dell'euro-dollaro potrebbe spingersi verso quota 1,118, quindi poco più in basso dei valori correnti, ma già i livelli segnati in nottata potrebbero essere interessanti per comprare.

Non mi sembra che l'euro-dollaro abbia perso spinta rialzista, anzi mi pare che voglia recuperarla molto velocemente.

Qualora il cross dovesse ricominciare a salire, intravedo una piccola resistenza dinamica di breve in zona 1,128/1,13, superata la quale l'euro darebbe un segnale molto forte con rapido raggiungimento di quota 1,14, per poi puntare all'area di 1,155/1,16.

Il dollaro-yen si mostra fiacco oggi, mantenendosi poco sotto quota 107. Qual è la sua view su questo cross?

In questo momento ci sono davvero pochi movimenti interessanti e anche il dollaro-yen non è immune dalla fase di lateralizzazione profonda che stiamo osservando.

Il dollaro-yen ha stabilizzato in basso in maniera precisa e sta rispettando un supporto intermedio in zona 106,6/106,7.

Questa è un'area di potenziale accumulazione, ma se venisse violata al ribasso darebbe un segnale importante anche alle Borse.

Per ora sia l'euro-dollaro che il dollaro-yen non stanno inviando grandi segnali intermarket su cui basare poi eventuali posizionamenti.

L'oro si mantiene sopra i 1.700 dollari e continua ad oscillare senza registrare grandi movimenti. Cosa può dirci di questo asset?

La percezione è che gli investitori ormai quotano il mercato azionario come evidentemente un po' pericoloso sui livelli raggiunti.

Non è immune da questa fase di stabilizzazione neanche l'oro che a mio parere mantiene una vocazione tendenzialmente a salire.

Il gold vorrebbe quindi segnare nuovi rialzi, ma è difficile che riesca a farlo con un dollaro che non ha una direzione precisa e con le Borse così vicine ai massimi.

L'oro quindi è in rampa di lancio e un segnale importante si avrebbe con una chiusura sopra i 1.735/1.740 dollari, oltre cui si avrebbe un segnale interessante in termine di risk-off in arrivo.

Diversamente, in assenza di una correzione dell'azionario, il gold potrebbe iniziare a ritracciare verso i 1.680 dollari.

Il petrolio si sta spingendo poco sopra i 40 dollari: si andrà oltre i recenti massimi?

Sembra che il petrolio voglia andare a chiudere un gap-down lasciato aperto in area 41,1/41,15 dollari.
Faccio fatica a pensare che l'oro nero, così vicino a questa soglia, non vada a colmare il suddetto gap.

Prescindendo dalla valutazione di questa particolare configurazione tecnico-grafica, il petrolio di fatto conferma l'attuale scenario dei mercati, ossia è in modalità risk-on.

Vedo un tentativo di rialzo abbastanza probabile verso i 41,15 dollari, ma ritengo sia troppo tardi per aprire posizioni long.

Al contempo è presto per iniziare ad ipotizzare scenari ribassisti: solo una chiusura sotto area 38 dollari mi farebbe cambiare idea.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

In questo momento non ho le idee chiarissime perchè siamo in presenza di mercati che non hanno un tema portante.

Non c'è una variabile intermarket o macro che possa chiamare un indebolimento o un rafforzamento dei mercati azionari.
Siamo in una fase di stallo, ragion per cui preferisco fidarmi di quello che vedo sui grafici.

Parlando in particolare dell'S&P500, lo vedo in una zona mediana e neutrale e teoricamente quindi può salire nuovamente verso area 3.200, mentre vedrei un indebolimento strutturale solo con una chiusura sotto 2.990 punti.

Da ciò emerge che la quotazione attuale, nel mezzo del triangolo descritto, è una sostanziale no fly zone.

Nessuno sa cosa fare con ragionevole percentuale di successo: il mercato è in stanca da diverse sessioni e si spera che a breve uno degli asset citati indichi la strada che verrà percorsa visto che per ora c'è grande incertezza.

Per l'S&P500 si avrebbe una nuova esplosione, rialzista sopra i 3.200 punti e ribassista sotto i 3.000/2.990.
C'è da dire che qualche giorno fa abbiamo avuto un movimento ribassista abbastanza violento, ma poi sappiamo come è andata.

Sono arrivate la Fed e la BoJ che hanno pompato di nuovo liquidità nel sistema e sono le Banche Centrali che di fatto comandano.

Quando smetteranno, se mai lo faranno, di intervenire a sostegno del sistema, probabilmente si tornerà a mercati razionali e temo che ciò avverrà in maniera molto brusca.