Borse vivaci: il rialzo proseguirà. Eur/Usd, fin dove scenderà?

Le Borse si confermano toniche e per ora non ci sono segnali di inversione, ma occhio ai pericoli nascosti. La view di Alessandro Cocco.

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Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto delle domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro continua ad indietreggiare dopo aver testato ieri quota 1,20. Quali le attese per le prossime sedute?

Per l'euro-dollaro segnalo un'area compresa tra 1,174 e 1,18075 che funge da supporto ed è la stessa fascia di prezzo che tra giugno e settembre 2018 stava tenendo i prezzi al ribasso, dopo il crollo accusato da 1,24 a 1,14.

La fascia di prezzo indicata è importante ed è quella su cui il cross si sta appoggiando ormai da luglio scorso. Fino a quando l'area 1,174-1,18075 non sarà compromessa, si potrà sperare in un allungo dell'euro-dollaro verso quota 1,22, che già nell'intervista della scorsa settimana avevamo indicato come potenziale target di medio periodo.

Se saranno violati massimi in area 1,20/1,201 si potrà avere un allungo verso area 1,22, diversamente bisognerà vedere se il cross riuscirà a mantenersi sulla fascia supportiva indicata prima, muovendosi in laterale.

Al di sotto di quota 1,174 invece l'euro-dollaro potrà scendere fino ad area 1,154/1,153.

Per il momento mantengo una view costruttiva sull'euro-dollaro che ha solo rallentato la salita, mantenendosi in un canale con massimi e minimi crescenti, per cui tendenzialmente è rialzista.

L'oro si è riportato sopra i 1.950 dollari. Ci sono le condizioni per ulteriori rialzi dai livelli attuali?

Dopo i massimi storici intorno ai 2.075 dollari, l'oro sta creando una congestione e ora si segnala una prima resistenza intorno ai 1.990 dollari, mentre il supporto è a 1.902 dollari.

Un ritorno su quest'ultimo livello diventerà probabile per il gold in caso di cedimento dei 1.954/1.950 dollari.

Solo oltre i 1.990 dollari l'oro potrà puntare ai massimi del 18 agosto in area 2.015 dollari, ultimo baluardo da abbattere prima di un ritorno sui top di sempre in area 2.075 dollari.

Il petrolio resta inchiodato intorno ad area 43 dollari. Quali le prospettive nel breve per questo asset?

Il petrolio ha visto un calo della volatilità a luglio e da metà agosto si è avuto un'ulteriore riduzione della stessa. Le quotazioni si stanno comprimendo e prima o poi l'oro nero dovrà decidere il da farsi.

Al momento il petrolio è sulla trendline di supporto del canale in cui si trova e se la stessa venisse violata si guarderà ai 42 dollari prima e poi a i 39 dollari, ultimo livello prima di una discesa fino ad area 34 dollari nella peggiore delle ipotesi.

Al contrario, una rottura verso l'alto dei 43,85 dollari l'oro nero dovrebbe uscire dal canale di cui parlavo prima, con target a 47 dollari in primis e poi a 48,5 dollari, senza escludere estensioni fino ai 50/50,8 dollari più in là nel tempo.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

In Europa stiamo assistendo ad una buona salita del Dax, mentre è meno tonico il Ftse Mib che si mostra più pigro. Una rottura dei recenti massimi da parte degli indici europei dovrebbe condurre verso i top del trend post crollo.

La view sulle Borse è rialzista e non si può certo ignorare l'impostazione di Wall Street che continua a segnare nuovi massimi di sempre.

A preoccuparmi un po' è la corsa folle del Nasdaq Composite che non vedo sostenuta dai fondamentali. Se dovesse crollare l'indice tecnologico questo farà male un po' a tutti gli indici, tanto americani quanto europei.

Dal punto di vista tecnico a mio avviso le Borse possono continuare a salire, fermo restando che sui fondamentali la mia view è ben diversa e consiglio di far molta attenzione perchè i rischi sono tanti e se gli stessi dovessero materializzarsi si assisterà ad una rapida caduta dell'azionario.